Creato da casmirchopard il 19/09/2007

oggi mi annoio

come essere felici..istruzioni per l'uso.

 

 

« COME SI CAMBIAPiano, piano, senza fretta »

.

Post n°36 pubblicato il 20 Gennaio 2009 da casmirchopard

Iniziò ad amarla nel modo più dolce e profondo;

succhiando la sua carne morbida, entrando in lei con la sua lingua tesa,

 leccando tutta la sua intimità.

 Sapeva come fare, sapeva, dove toccare,

sapeva quand’era il momento di impossessarsi totalmente del suo corpo.

Ogni vibrazione era un segnale, ogni movimento una richiesta,

ogni gemito una conferma.

Quando la sua schiena iniziava ad arcuarsi sapeva a che punto era il suo piacere.

Mio Dio, pensava lei, spero che quando arriverà il momento di passare a miglior vita,

 avvenga in questo modo..

La sua lingua s’insinuava sempre più profondamente;

 toccava la carne morbida,

mordeva quelle labbra che diventavano sempre più voluminose.

Le sue dita la presero, e lei non riuscì a trattenere un, prendimi ti prego,..

ma ancora non era il momento.

Quelle dita non smettevano di tormentare la sua intimità,

 fino a quando trovarono un punto preciso. Un piccolo punto rugoso.

 Lei spalancò gli occhi, la bocca socchiusa, il respiro trattenuto.

Qualcosa di sconvolgente, stava partendo dal suo cervello,

 scatenato da quel tocco sapiente.

In quel momento preciso le sue dita uscirono dal suo corpo,

mentre era travolta da un orgasmo che le toglieva l’aria..

 e lui entrò in lei, sentendo i suoi muscoli contratti,

sentendosi stringere in maniera violenta, e travolgere dal suo stesso piacere.

Fammi morire così continuava a pensare.

consapevole che il rumore che sentiva era quello del suo cuore che batteva  forte.

Non sono io pensava.. non è successo a me;

piccole gocce di sudore le inumidivano il labbro superiore,

sentiva le guance andare a fuoco.

Aprì gli occhi senza fretta, lentamente, più lentamente..

lentamente quasi avesse paura di guardare in faccia la realtà..

c’era la luce; una luce forte, troppo forte per i suoi occhi stanchi.

Le sue braccia si allargavano per toccare le lenzuola,

 e scoppiò a ridere come non le succedeva da tempo..

respirò a pieni polmoni l’aria fresca fino a quando tutto il suo essere si rilassò.

 Si sentiva bene, in pace con se stessa.

Chissà perché a una certa età si smette di ascoltare il proprio corpo;

si accetta il tempo che passa, e ci si scorda delle sensazioni che fanno stare bene,

quasi fosse un tacito accordo.

Io invecchio quindi non posso provare più l’estasi del piacere.

 No, non è così.

Chiuse gli occhi, e per qualche secondo rivide due corpi ansanti

che riprendevano fiato dopo aver fatto l’amore..

I suoi occhi s’inumidirono di lacrime;

sentì un peso al petto e cercò di respirare profondamente..

Piano, piano, senza fretta..

 

 

 
 
 
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