Creato da jesusyouaremylife il 21/04/2012

Una gabbia di eroi

riflessioni sulla vita

 

 

La Grande Paura

Post n°8 pubblicato il 05 Giugno 2012 da jesusyouaremylife
 

Le immagini devastanti del terremoto le abbiamo viste tutti… la tragedia immane di una paese, una città, le sue storie, i suoi incubi, mille emozioni che si intrecciano… e la voglia di ricominciare, di tornare a quella scontata normalità che tutto d’un tratto è stata negata…Vi sono vicino fratelli emiliani…

Nella mia mente il ricordo di quel 1976, quando dal vicino Friuli, si scatenò l’apocalisse…una cosa nuova per me e anche vedevo la faccia sconvolta dei nonni che a fatica ricordavano simili avvenimenti a memoria d’uomo…. la mia e nostra fortuna è che dalle mie parti non c’è  mai stato niente di simile: il nostro fuggi fuggi e le nostre paure sono essenzialmente legate a episodi di tremore, al massimo qualche calcinaccio… cioè, gente… agli amici emiliani, e prima ancora ai fratelli abruzzesi, marchigiani, umbri, napoletani, calabresi e siciliani, oltre ai già citati friulani, è caduta la casa, la chiesa, il capannone in testa…

Sconvolgente…

Meno male che stavolta non c’è il politico di turno a lanciare accuse a chissà chi: stavolta dal discusso governo tecnico si guarda più in là. Stavolta, oltre alle immancabili inchieste sulle cause dei crolli (che in verità in parte assolvo perché non era dichiarata zona sismica), è arrivata una mano tesa: i detenuti, i carcerati o “gli ultimi degli ultimi”, come sono stati spesso definiti, hanno offerto la disponibilità nel costruire, chi dando la propria esperienza lavorativa, chi la pratica, chi la sola forza delle mani… tutti però con lo stesso intento, cioè ridare una casa e una speranza a chi l’ha perduta. Il governo ovviamente approva e personalmente pure. Intendiamoci, non sono i lavori forzati tipo Tex Willer, dove un assassino invece di finire appeso a una forca spaccava un bel po’ di pietre, agli ordini di una guardia sadica che ricorreva spesso alla forza. Qui c’è una domanda ricambiata da un’offerta… un segno bellissimo e una giusta considerazione. Chi ha sbagliato deve pagare, giusto. Chi vuole rimediare gli si deve dare una possibilità. Chi ha bisogno va aiutato con tutti i mezzi e questo è uno. Se magari allarghiamo gli orizzonti e qualche ministro ha anche la bella trovata di agevolare qualche impresa edile, possiamo anche ipotizzare che un bel po’ di disoccupati trovino una soluzione temporanea ai loro problemi. La terra tremerà ancora, Dio solo sa dove e come, ma forse con un po’ più di unione e umanità potrebbe fare meno paura. Amici emiliani facciamo il tifo per voi.

 
 
 

Aspettando il 22 dicembre 2012

Post n°7 pubblicato il 20 Maggio 2012 da jesusyouaremylife
 
Foto di jesusyouaremylife

Mi sono appena imbattuto sul web in un signore che si definisce “profeta di Dio”… anzi riporto testualmente:

 

“Nonostante la Chiesa di Dio non sia stata abituata ad avere un profeta da quasi 1900 anni, Dio ha fatto di lui un profeta nel 1997. Il suo primo libro, Il Tempo Della Fine Nelle Profezie (pubblicato a metà del 2004), è il prodotto di quello che Dio gli ha dato relativo agli eventi profetici del tempo della fine, l'adempimento dei quali ha già avuto inizio e che stanno avendo luogo precisamente come egli ha scritto nel libro. Il suo libro più recente, 2008 - La Testimonianza Finale di Dio, individua con esattezza i tempi di questi eventi finali ed aggiunge informazioni ulteriori a quelle discusse nel primo libro”

 

Parliamo di Ronald Weinland, uno che per capirci anticipa la fine del nostro tempo già al 27 maggio 2012… Allora: io non sono nessuno da poter giudicare le persone, né tantomeno qualificato e informato su scrittori e, nel nostro caso, Pastori di Chiesa… nemmeno sono studioso dei Maya o di Nostradamus, ma penso che, come molti, sono abbastanza stufo di catastrofismi e di presunte fini del mondo… chi paragona le varie disgrazie di questo tempo a segni imminenti di una fine, intanto si documenti, che penso che di catastrofi nella storia dell’umanità ce ne siano state anche di grandi (solo che non c’era quella specie di “elettrodomestico” chiamata tv che ce le spiattellavano ogni secondo), poi si vergogni, nel rispetto delle povere vittime di queste sciagure, non ultima il terremoto odierno, che piangono la perdita dei loro cari e non ci tengono minimamente a considerarsi parte di un oscuro disegno previsto da qualche saccente visionario….

Aldilà di bufale e cavolate, quante persone hanno veramente letto l’Apocalisse di San Giovanni? E in quanti modi si potrebbe interpretare? Io nemmeno mi sbilancio e anche se a volte vacillo nella fede non esito un secondo a dire: “Sia fatta la Tua volontà”, perché né Maya né presunti ciarlatani hanno poteri così divinatori da potersi sostituire alla volontà di un Essere superiore o, per i non credenti, alla fatalità e al caso… e se qualcuno avesse bisogno di profeti, consiglio un bel giretto nell’Antico Testamento: sappiate che qualcuno ha azzeccato “previsioni” con qualche migliaio di anni di anticipo… Ah, scusate… ma parlano solo di Dio… che noia… avessero parlato di qualche catastrofe allora l’avrebbero letto tutti…

 
 
 

Il fratello del Figliol Prodigo

Post n°6 pubblicato il 18 Maggio 2012 da jesusyouaremylife
 
Foto di jesusyouaremylife

Tutti conoscono la parabola del Figliol Prodigo. Classica “favola” a lieto fine con spunti di riflessione importanti e momento chiave di ogni buon cristiano durante la quaresima e nell’atto penitenziale in generale. Vorrei però vederlo con altri occhi per una volta. Un amico frate una volta mi chiese chi potevo essere io all’interno di quella storia: lì per lì mi veniva da dire “il vitello grasso” vista la stazza…poi optai per il buon papà che perdona le mancanze dei figli…

A distanza di anni, dopo le vicissitudini che mi hanno portato ad essere single, con morale e immagine distrutti e con mille incognite, con triplo cambio forzato di abitazione e ad essere oggetto di quotidiani gossip, io, sempre devoto a Dio, suo umile servo e difensore della mia fede in ogni dove, io mi son dovuto un po’ ricredere sul ruolo che la mia persona avrebbe dovuto interpretare all’interno della suddetta parabola… e mi vedo così non tanto come il buon papà che tutto sopporta, e nemmeno come lo sciagurato figliolo che dilapida tutto, ravvedendosi e correndo in ginocchio da papà chiedendo scusa, bensì mi sento come quel buon fratello onesto, sempre obbediente e gran lavoratore, che interroga il padre sul perché di tanto clamore per il ritorno del fedifrago consanguineo…testualmente chiede: “Perché a lui il vitello grasso e a me neanche un capretto per far festa con gli amici?”  

La dura realtà… la risposta del padre è significativa, giusta e ponderata… ma non mi soddisfa… Dio, dov’è il mio capretto? Possibile che dopo tanti anni mi ritrovo davvero abbandonato da te e da tutti solo per una scelta di vita personale? È solo apparenza? O mia cecità? O sei sparito davvero? Certo, una risposta così su due piedi non me la daresti neanche se tu scendessi da lassù… però non capisco tante cose Dio…

La fede non è solo credere. La fede è una prova quotidiana. Io ci provo, credetemi, tutti i santi giorni… ma tutto mi è oscuro e tutto mi arriva in modo confuso…

Qui gli anticlericali e i detrattori di Cristo si fregano le mani e ben riecheggia il loro “Te l’avevo detto io…”, ma in realtà questo mio duro sfogo nasconde qualcosa  in più di un semplice atto di fede. Forse il più grande attestato di stima nei confronti di Dio, ricordandogli che forse ci vuole ben altro per piegarmi…

E quindi aspetto il mio capretto… con umana invidia per chi banchetta col vitello grasso: che gli venga il colesterolo a mille…

 
 
 

la solitudine di Facebook

Post n°5 pubblicato il 12 Maggio 2012 da jesusyouaremylife
 
Foto di jesusyouaremylife

Un giorno ascoltavo divertito (ma non troppo…) un dialogo tra teenagers… parlavano dell’amicizia virtuale di Facebook e facevano quasi a gara su chi avesse più amicizie. Cifre sui 1000, per capirci…

Io su facebook c’ero, tanto per intenderci, e ho raggiunto anche i 300 amici. Poi una sera decisi di eliminare quelli che non conoscevo. Drasticamente mi son trovato sui 100. Poi eliminai quelli con cui non ho alcun rapporto né di amicizia  né lavorativo. Semplici conoscenti o compaesani. Arrivato a 30. Di questi una scrematura su chi almeno una volta l’ho chiamato oppure ho diviso qualche situazione importante… e sono uscito dal sito. Giuro che è stato il periodo in cui mi sono sentito meno solo del solito. Due chiacchiere, una telefonata, un sms quando proprio non si può altro…. E stavo bene! Cioè, mi sentivo appagato da qualcosa di concreto. Dio, non che qui su Libero sia diverso, ma il fatto che non chiedo l’amicizia alla tettona di turno o la non la accetto dalla solita presunta pretendente col classico messaggio tradotto dall’inglese maccheronico, vuol dire che sono più padrone della situazione. In più scrivo post qui che non voglio né pretendo siano per forza cliccati, commentati o osannati con un “Mi piace” falso come le labbra della Marini. Esprimo me stesso, in libertà, senza  l’affanno di un consenso o l’obbligo di avere un numero che giustifichi la bontà di ciò che dico…

E riguardo le povere fanciulle di inizio discorso mi fa venire in mente perché una volta esistevano compagnie immense, canzoni suonate sotto un monumento e collette per pacchetti di sigarette equamente divise assieme alle caramelle antialitodafumo… Perché una volta ci si trovava tutti alla stessa ora, con qualsiasi tempo e senza una lira in tasca,  senza telefonino per accordarsi (mancava anche il fisso in alcune case)…

Probabilmente perché non c’era quell’enorme merda chiamata Facebook, l’applicazione più razzista, sconclusionata, impicciona e senza rispetto che il mondo abbia mai conosciuto.

Ragazzine mie… prendetevi la bici, uno stereo e portate chi conoscete… vi assicuro che quello è il divertimento sano e bello. E non ve lo dice un matusa che non capisce niente, perché l’uso del pc, delle chat e dei social network può e deve essere un gioco, un passatempo o anche un diversivo. Ma la vita è ben altro. E l’amicizia pure.

Mi piace.

 
 
 

Elezioni comunali: istruzioni di voto

Post n°4 pubblicato il 07 Maggio 2012 da jesusyouaremylife
 

Elezioni… che tristezza verificare che quattro candidati del mio paese (5000 abitanti) se le siano suonate di santa ragione a distanza, improvvisamente sono diventati agnellini alla riunione pubblica… e poi i discorsi sempre gli stessi… Praticamente lo stesso programma trito e ritrito scopiazzato l’un l’altro… in un assurdo gioco di penalizzare l’avversario piuttosto che dimostrare il proprio valore. “Lui non sarà mai in grado di…”, “Lui non è un buon sindaco!”, “ Lui avete visto cos’ha fatto in questi anni” e via così….

Gente che tra l’altro conosco e francamente non ce li vedo affiancati al simbolo che hanno impresso vicino alla faccia.

Il buon Mario (nomi inventati) ex professore e buon arbitro lo avrei battezzato un buon centrista… macchè! PD! Ammazza che occhio che ho! E Donato? Ah ah… timidino compagno di classe di mia sorella… che imbarazzato quando al compleanno di lei si è presentato sulla porta con un mazzo di fiori e gli ho aperto io già ultraventenne (lui poco più di 11…) Dio mio che imbarazzo! “Buongiorno…” Mamma mia… mi piacerebbe raccontarlo agli elettori quando tuona che bisogna avere coraggio nelle scelte! E rappresenta il Berlusca… ma pensa te…

L’altra metà di PDL è Franco, forse favorito per il voto in massa delle frazioni. Per me è sempre uno che ha 15 anni meno di me e manco un capello. Almeno lì mi sento giovane… però è vero che i politici sono abbastanza degli scorfani in fatto di fisico… e anche a livello nazionale non è sto granché… Oddio, chi vi parla non è certo un Adone ma almeno la mia faccia non è sui manifesti…non ancora :-)

Chiudo col leghista Giovanni, mio coetaneo… forse il più vicino al partito che rappresenta, anche se lo avrei collocato in una decisa destra… un po’ faccio il tifo per lui ma credo non abbia chance…Se vince vincerà la novità...il suo slogan...macchè novità...

D’altronde la novità assoluta sia qui da me che in Italia non ci sarà finché non verrà qualcuno che dirà grazie a chi lo ha scelto, che non vorrà nulla in più del dovuto, che darà dettagliatamente nome e cognome ai soldi che amministra e che dopo 5 anni abbia il buon senso di levarsi dalle palle, avendo dato ciò che poteva dare. Praticamente mai nessuno. E che vinca il meno peggio…

 
 
 

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