Roma, 4 giu. (Apcom) - Non accenna a chiudersi il caso Visco-Guardia di Finanza, culminato con la destituzione del comandante delle Fiamme Gialle, generale Roberto Speciale, e con la revoca delle deleghe sulla Guardia di Finanza al viceministro Vincenzo Visco. La Casa delle Libertà, per bocca del leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, insiste nel chiedere un intervento del presidente della Repubblica che pure ha già detto di non avere titolo per entrare nella questione. Il presidente, è la tesi di Fini, non può dire che la questione Visco-Gdf non è di sua competenza. "Non si tratta - spiega il leader di An nel corso della trasmissione 'In mezz'ora' su Rai3 - di chiamare in causa il presidente della Repubblica. Basta conoscere la Costituzione per avere le idee chiare: Napolitano è il capo delle Forze Armate e quindi non c'è ombra di dubbio che la destituzione del comandante generale della Guardia di Finanza da parte del governo rappresenta una questione di fronte alla quale il capo dello Stato non può dire 'non è di mia competenza'". Come sempre su queste questioni - aggiunge Fini - credo che ci sia un problema di rispetto reciproco dei ruoli, di bon ton istituzionale: quando ci si rivolge al capo dello Stato è chiaro che bisogna rispettare la carica". Tuttavia, secondo Fini, il capo dello Stato "non è stato strattonato perché ai sensi della Costituzione è il capo delle Forza Armate". E a Napolitano si rivolge anche Umberto Bossi che da Pontida, di fronte al popolo leghista dice: "La gente vuole elezioni politiche". "Mi rivolgo al presidente della Repubblica: la gente vuole elezioni politiche", ha detto Bossi affermando che "il Governo non ha i numeri e il Paese è paralizzato. Il Parlamento non funziona più perché non ha i numeri per farlo funzionare". Secondo Bossi "il popolo ha dimostrato chiaramente che vuole cambiare il Governo, la Padania tutta ha dimostrato di voler cambiare". "Io voglio che Prodi se ne vada" e sarei "favorevole" ad andare al voto "ma in questo momento non ci sono le condizioni", ha detto invece Fini. Queste contrapposizioni che esplodono da un giorno all'altro distruggono il Paese", ha commentato il presidente del Consiglio, Romano Prodi. Sulla vicenda Visco-Gdf "il Governo ha preso le sue decisioni sui vertici della Guardia di Finanza nel pieno rispetto delle sue prerogative e del diritto. Sono assolutamente da rifiutare quindi le letture allarmistiche e le speculazioni politiche che tali decisioni stanno suscitando da parte dell'opposizione", ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta. Intanto si apprende che potrebbe essere il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa a rappresentare il governo mercoledì in Senato durante il dibattito sulle mozioni contro Visco. La decisione dovrebbe essere presa martedì, ma sembra improbabile che sia Prodi in persona a prendere la parola in Senato.
VISCO-GDF: LA CDL INSISTE: INTERVENGA NAPOLITANO
Roma, 4 giu. (Apcom) - Non accenna a chiudersi il caso Visco-Guardia di Finanza, culminato con la destituzione del comandante delle Fiamme Gialle, generale Roberto Speciale, e con la revoca delle deleghe sulla Guardia di Finanza al viceministro Vincenzo Visco. La Casa delle Libertà, per bocca del leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, insiste nel chiedere un intervento del presidente della Repubblica che pure ha già detto di non avere titolo per entrare nella questione. Il presidente, è la tesi di Fini, non può dire che la questione Visco-Gdf non è di sua competenza. "Non si tratta - spiega il leader di An nel corso della trasmissione 'In mezz'ora' su Rai3 - di chiamare in causa il presidente della Repubblica. Basta conoscere la Costituzione per avere le idee chiare: Napolitano è il capo delle Forze Armate e quindi non c'è ombra di dubbio che la destituzione del comandante generale della Guardia di Finanza da parte del governo rappresenta una questione di fronte alla quale il capo dello Stato non può dire 'non è di mia competenza'". Come sempre su queste questioni - aggiunge Fini - credo che ci sia un problema di rispetto reciproco dei ruoli, di bon ton istituzionale: quando ci si rivolge al capo dello Stato è chiaro che bisogna rispettare la carica". Tuttavia, secondo Fini, il capo dello Stato "non è stato strattonato perché ai sensi della Costituzione è il capo delle Forza Armate". E a Napolitano si rivolge anche Umberto Bossi che da Pontida, di fronte al popolo leghista dice: "La gente vuole elezioni politiche". "Mi rivolgo al presidente della Repubblica: la gente vuole elezioni politiche", ha detto Bossi affermando che "il Governo non ha i numeri e il Paese è paralizzato. Il Parlamento non funziona più perché non ha i numeri per farlo funzionare". Secondo Bossi "il popolo ha dimostrato chiaramente che vuole cambiare il Governo, la Padania tutta ha dimostrato di voler cambiare". "Io voglio che Prodi se ne vada" e sarei "favorevole" ad andare al voto "ma in questo momento non ci sono le condizioni", ha detto invece Fini. Queste contrapposizioni che esplodono da un giorno all'altro distruggono il Paese", ha commentato il presidente del Consiglio, Romano Prodi. Sulla vicenda Visco-Gdf "il Governo ha preso le sue decisioni sui vertici della Guardia di Finanza nel pieno rispetto delle sue prerogative e del diritto. Sono assolutamente da rifiutare quindi le letture allarmistiche e le speculazioni politiche che tali decisioni stanno suscitando da parte dell'opposizione", ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta. Intanto si apprende che potrebbe essere il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa a rappresentare il governo mercoledì in Senato durante il dibattito sulle mozioni contro Visco. La decisione dovrebbe essere presa martedì, ma sembra improbabile che sia Prodi in persona a prendere la parola in Senato.