A riferire in Senato, il ministro dell'Economia Padoa Schioppa ha sparato a zero sul generale Speciale, condannando la sua condotta, poco "deontologica", e marchiandolo come uno sleale. Ma qualcosa non torna: se è davvero quello che dicono, perchè lo HANNO MANDATO ALLA CORTE DEI CONTI??? Prodi ci spieghi. Siamo tutt'orecchi. Comunque, ecco la notizia dell'agenzia di stampa Ansa.ANSA. [6 giugno 2007. 21:29] ROMA -Gestione ''opaca'' e ''personalistica'' della Guardia di Finanza, mancanza di lealta' nei riguardi dell'autorita' politica: questo il ''j'accuse'' del ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa in Senato nei riguardi dell'ex generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Il piglio del titolare di via XX Settembre, che ha giocato in attacco e non in difesa, ha spiazzato la Cdl che ha reagito con una rumorosa contestazione al ministro, il quale non ha mancato di rintuzzare con un paio di brevi ma sferzanti battute.Padoa Schioppa e' partito con un tono basso dicendosi consapevole del ''grave passo'' compiuto con la sostituzione del comandante delle Fiamme Gialle. E poi e' passato a sottolineare ''la legittimita' sostanziale e formale'' dell'atto del governo. L'obiettivo dell'avvicendamento, ha spiegato, e' quello di ''ridare serenita' e fiducia al corpo della Guardia di Finanza'', elementi che sono venuti a mancare invece proprio per i comportamenti del generale Speciale. E qui e' iniziato l'atto di accusa di Padoa-Schioppa.La prima ''manchevolezza'' da parte di Speciale e' stata ''l'assenza di una comunicazione serena, di trasparenza, di prudenza e di riservatezza'', fino all'''inammissibile'' decisione di far sentire con il viva-voce le telefonate di Visco ai suoi collaboratori. Insomma da parte dell'alto ufficiale sono ''venute meno le regole etiche e deontologiche''.Questa ''mancanza di lealta''' verso l'autorita' politica si e' manifestata anche nelle sue affermazioni sulle minacce subite da parte Visco: ''Minacce che - ha detto il ministro - se fossero state vere avrebbero dovuto essere denunciate subito''. ''Il nesso con Unipol e' inesistente - ha insistito Padoa Schioppa - e se ci sono prove in contrario si producano e le prenderemo in considerazione''.La seconda ''manchevolezza'' attribuita all'ex comandante delle Fiamme Gialle e' quella piu' inaspettata alle orecchie dei senatori. Il ministro ha accusato Speciale di una gestione ''opaca e personalistica'' del personale della Gdf, con un uso disinvolto di trasferimenti, premi, encomi. il ministro ha citato il caso dell'aiutante in campo del generale Speciale, che ha al suo attivo ''un numero rilevante di encomi'' nonostante ''penda sul suo capo un procedimento per falso''. Due volte Padoa Schioppa ha replicato alle contestazioni della Cdl: ''So che gli italiani - ha detto verso la fine - sentono la mia voce e non questi schiamazzi, per questo continuo'': parole che hanno sollevato un vero boato dai banchi del centrodestra. E il ministro ha voluto anche dare una lezione di dottrina politica alle opposizione: ''La' dove sono i generali o i colonnelli a determinare la sorte dei governanti e non viceversa siamo fuori della democrazia e dalla Costituzione''.
PADOA SCHIOPPA ALL'ASSALTO DI SPECIALE
A riferire in Senato, il ministro dell'Economia Padoa Schioppa ha sparato a zero sul generale Speciale, condannando la sua condotta, poco "deontologica", e marchiandolo come uno sleale. Ma qualcosa non torna: se è davvero quello che dicono, perchè lo HANNO MANDATO ALLA CORTE DEI CONTI??? Prodi ci spieghi. Siamo tutt'orecchi. Comunque, ecco la notizia dell'agenzia di stampa Ansa.ANSA. [6 giugno 2007. 21:29] ROMA -Gestione ''opaca'' e ''personalistica'' della Guardia di Finanza, mancanza di lealta' nei riguardi dell'autorita' politica: questo il ''j'accuse'' del ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa in Senato nei riguardi dell'ex generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Il piglio del titolare di via XX Settembre, che ha giocato in attacco e non in difesa, ha spiazzato la Cdl che ha reagito con una rumorosa contestazione al ministro, il quale non ha mancato di rintuzzare con un paio di brevi ma sferzanti battute.Padoa Schioppa e' partito con un tono basso dicendosi consapevole del ''grave passo'' compiuto con la sostituzione del comandante delle Fiamme Gialle. E poi e' passato a sottolineare ''la legittimita' sostanziale e formale'' dell'atto del governo. L'obiettivo dell'avvicendamento, ha spiegato, e' quello di ''ridare serenita' e fiducia al corpo della Guardia di Finanza'', elementi che sono venuti a mancare invece proprio per i comportamenti del generale Speciale. E qui e' iniziato l'atto di accusa di Padoa-Schioppa.La prima ''manchevolezza'' da parte di Speciale e' stata ''l'assenza di una comunicazione serena, di trasparenza, di prudenza e di riservatezza'', fino all'''inammissibile'' decisione di far sentire con il viva-voce le telefonate di Visco ai suoi collaboratori. Insomma da parte dell'alto ufficiale sono ''venute meno le regole etiche e deontologiche''.Questa ''mancanza di lealta''' verso l'autorita' politica si e' manifestata anche nelle sue affermazioni sulle minacce subite da parte Visco: ''Minacce che - ha detto il ministro - se fossero state vere avrebbero dovuto essere denunciate subito''. ''Il nesso con Unipol e' inesistente - ha insistito Padoa Schioppa - e se ci sono prove in contrario si producano e le prenderemo in considerazione''.La seconda ''manchevolezza'' attribuita all'ex comandante delle Fiamme Gialle e' quella piu' inaspettata alle orecchie dei senatori. Il ministro ha accusato Speciale di una gestione ''opaca e personalistica'' del personale della Gdf, con un uso disinvolto di trasferimenti, premi, encomi. il ministro ha citato il caso dell'aiutante in campo del generale Speciale, che ha al suo attivo ''un numero rilevante di encomi'' nonostante ''penda sul suo capo un procedimento per falso''. Due volte Padoa Schioppa ha replicato alle contestazioni della Cdl: ''So che gli italiani - ha detto verso la fine - sentono la mia voce e non questi schiamazzi, per questo continuo'': parole che hanno sollevato un vero boato dai banchi del centrodestra. E il ministro ha voluto anche dare una lezione di dottrina politica alle opposizione: ''La' dove sono i generali o i colonnelli a determinare la sorte dei governanti e non viceversa siamo fuori della democrazia e dalla Costituzione''.