DON CAMILLO'S BLOG

COME NON DETTO


Cari lettori, l'articolo non necessita di commenti. Ma non stupitevi per ciò che leggerete. A parte il fatto che la sinistra la conosciamo già bene, questa è roba vecchia: già è famoso il "abbiamo una banca?" di un certo nostrano dirigente (post)comunista.Milano, 11 giu. (Apcom) - "Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni". E' questo il contenuto di una telefonata del 14 luglio 2005 tra Massimo D'Alema e Gianni Consorte. Si tratta di una delle 73 telefonate di cui alcuni dei legali degli 84 indagati dell'inchiesta milanese su Antonveneta e su altre scalate come Bnl stanno prendendo visione al settimo piano del Palazzo di Giustizia dopo il deposito da parte del Gip Clementina Forleo. Il 14 luglio del 2005 D'Alema è a un convegno su Amendola in compagnia di Stefanini della Lega delle cooperative e appunto avverte Consorte della necessità di vedersi di persona. D'Alema dice a Consorte di mettersi d'accordo con Nicola Latorre. Nella telefonata successiva viene raggiunto l'accordo tra Consorte e Latorre di vedersi a cena la domenica seguente a casa di Latorre. "Abbiamo il 51,8% di Bnl e nell'operazione ho coinvolto 4 banche cooperative che fanno capo a Stefanini". Sono le parole che in una telefonata del 17 luglio del 2005 l'allora numero uno di Unipol Gianni Consorte disse a Piero Fassino, segretario dei Ds. Si tratta di un brano di una delle telefonate depositate dal Gip. Secondo la trascrizione di una telefonata del 5 luglio 2005 il segretario dei Ds Piero Fassino "chiede istruzioni" all'allora numero uno di Unipol Gianni Consorte perché, spiega, "devo incontrarmi con Luigi Abete". Abete è presidente di Bnl.