Veltroni, Veltroni urlano tutti. E' il suo momento di gloria. Nell'Ulivo (quasi) tutti pronti a stendere tappeti rossi per l'arrivo in pompa magna del re di Roma. Fassino che lo incita, D'Alema che si fa da parte, lui che si fa desiderare (si fa per dire, visto che il suo sì alla candidatura per la segreteria del Pd è quasi certo). Mah.Prima di ritornare sul tema, vorrei ricordare la situazione disastrosa del nostro Paese, che necessita di grandi riforme. E loro che fanno? Centrodestra, centrosinistra, centristi, sinistra radicale: tutti lì, a discutere, a chiacchierare e a bisticciare sul Veltroni sì, Veltroni no. E' pazzesco.Comunque, oggi, Fassino, si è lasciato andare. Dopo tutti gli inviti di questi giorni, il Piero ha tessuto le sue lodi e ha motivato la sua candidatura: è il più fresco tra di noi. Beh, mica tanto. Infatti siamo andati a controllare: ecco un sunto della sua carriera politica.Iniziò la sua carriera politica iscrivendosi alla FGCI, ovvero la Federazione Giovanile Comunista Italiana. Nel 1976 fu eletto consigliere comunale di Roma nelle liste del PCI (FASSINO NEL 1975 ad Avigliana), mantenendo questa carica fino al 1981. Nel 1987 divenne per la prima volta deputato nazionale. Un anno dopo entrò nel comitato centrale del Partito Comunista Italiano, ed in questa veste egli fu favorevole alla svolta della Bolognina di Achille Occhetto e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra. Veltroni fu scelto nel 1992 come direttore "di compromesso" de L'Unità, lo storico quotidiano della sinistra italiano divenuto da qualche tempo organo ufficiale del PDS (e successivamente dei Democratici di Sinistra). Nel 1996 Romano Prodi lo chiamò a condividere la leadership de l'Ulivo e, dopo la vittoria della coalizione del Centrosinistra, diventa vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali e ambientali con l'incarico per lo spettacolo e lo sport. Nel 1998, dopo la caduta del governo Prodi, tornò a concentrarsi sul partito, che lo aveva eletto da poco segretario nazionale. Durante la sua segreteria il PDS, in seguito alla confluenza nel partito di formazioni di varia ispirazione, laiche e cattoliche (Sinistra repubblicana, Cristiano Sociali, Comunisti unitari, Laburisti) si trasformò (all'indomani del congresso di Napoli) in DS, ovvero Democratici di Sinistra.Nel 2001 venne scelto dal centrosinistra come candidato a sindaco di Roma in risposta alla Casa delle Libertà che aveva indicato Antonio Tajani di Forza Italia. Veltroni fu eletto sindaco con il 53% dei voti.Il 29 maggio 2006 è stato riconfermato sindaco della capitale con il 61,45% dei voti. Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro PD. Il 20 giugno 2007, Piero Fassino e Massimo D'Alema si sono dichiarati favorevoli a candidare Veltroni come segretario del PD.Insomma, anche lui, qualche odorino di comunismo ammuffito lo emana. Un po' come tutti i compagni post o ex Pci."Con Veltroni abbiamo scelto il più fresco di tutti noi. Diciamoci la verità: venendo dal Campidoglio Walter non si porta dietro le ferite delle nostre battaglie di questi anni". (Piero Fassino nell'intervista di Goffredo De Marchis, la Repubblica)
IL PIU' FRESCO? MICA TANTO
Veltroni, Veltroni urlano tutti. E' il suo momento di gloria. Nell'Ulivo (quasi) tutti pronti a stendere tappeti rossi per l'arrivo in pompa magna del re di Roma. Fassino che lo incita, D'Alema che si fa da parte, lui che si fa desiderare (si fa per dire, visto che il suo sì alla candidatura per la segreteria del Pd è quasi certo). Mah.Prima di ritornare sul tema, vorrei ricordare la situazione disastrosa del nostro Paese, che necessita di grandi riforme. E loro che fanno? Centrodestra, centrosinistra, centristi, sinistra radicale: tutti lì, a discutere, a chiacchierare e a bisticciare sul Veltroni sì, Veltroni no. E' pazzesco.Comunque, oggi, Fassino, si è lasciato andare. Dopo tutti gli inviti di questi giorni, il Piero ha tessuto le sue lodi e ha motivato la sua candidatura: è il più fresco tra di noi. Beh, mica tanto. Infatti siamo andati a controllare: ecco un sunto della sua carriera politica.Iniziò la sua carriera politica iscrivendosi alla FGCI, ovvero la Federazione Giovanile Comunista Italiana. Nel 1976 fu eletto consigliere comunale di Roma nelle liste del PCI (FASSINO NEL 1975 ad Avigliana), mantenendo questa carica fino al 1981. Nel 1987 divenne per la prima volta deputato nazionale. Un anno dopo entrò nel comitato centrale del Partito Comunista Italiano, ed in questa veste egli fu favorevole alla svolta della Bolognina di Achille Occhetto e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra. Veltroni fu scelto nel 1992 come direttore "di compromesso" de L'Unità, lo storico quotidiano della sinistra italiano divenuto da qualche tempo organo ufficiale del PDS (e successivamente dei Democratici di Sinistra). Nel 1996 Romano Prodi lo chiamò a condividere la leadership de l'Ulivo e, dopo la vittoria della coalizione del Centrosinistra, diventa vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali e ambientali con l'incarico per lo spettacolo e lo sport. Nel 1998, dopo la caduta del governo Prodi, tornò a concentrarsi sul partito, che lo aveva eletto da poco segretario nazionale. Durante la sua segreteria il PDS, in seguito alla confluenza nel partito di formazioni di varia ispirazione, laiche e cattoliche (Sinistra repubblicana, Cristiano Sociali, Comunisti unitari, Laburisti) si trasformò (all'indomani del congresso di Napoli) in DS, ovvero Democratici di Sinistra.Nel 2001 venne scelto dal centrosinistra come candidato a sindaco di Roma in risposta alla Casa delle Libertà che aveva indicato Antonio Tajani di Forza Italia. Veltroni fu eletto sindaco con il 53% dei voti.Il 29 maggio 2006 è stato riconfermato sindaco della capitale con il 61,45% dei voti. Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro PD. Il 20 giugno 2007, Piero Fassino e Massimo D'Alema si sono dichiarati favorevoli a candidare Veltroni come segretario del PD.Insomma, anche lui, qualche odorino di comunismo ammuffito lo emana. Un po' come tutti i compagni post o ex Pci."Con Veltroni abbiamo scelto il più fresco di tutti noi. Diciamoci la verità: venendo dal Campidoglio Walter non si porta dietro le ferite delle nostre battaglie di questi anni". (Piero Fassino nell'intervista di Goffredo De Marchis, la Repubblica)