Il Motu proprio? A Milano l’arcivescovo dice no
Nei giorni scorsi il vicepresidente della Congregazione del rito ambrosiano, l’arciprete del Duomo di Milano Luigi Manganini, ha annunciato ai decani della diocesi che il Motu proprio di Benedetto XVI sulla liberalizzazione del messale antico non sarà applicato nei territori dove vige la liturgia ambrosiana. La decisione è stata presa perché nel documento papale si menziona soltanto il “rito romano” e soprattutto perché “nelle nostre zone non ci sono state contestazioni o particolari richieste da parte dei tradizionalisti”. Sulla base di queste considerazioni, sarà attentamente vagliata l’applicazione del Motu proprio anche in quelle zone della diocesi di Milano dove si usa il rito romano per verificare che esistano “gruppi stabili”. Ricordo che un mese fa proprio l’arcivescovo emerito di Milano Carlo Maria Martini aveva espresso le sue perplessità sul documento papale. Ora il suo successore sembra metterle in pratica.tratto da
www.fattisentire.netIl Cardinale Martini, tramite il suo seguace residente nell'Arcivescovado di Milano, continua la sua missione di interferenza all'interno della Chiesa guidata dal Santo Padre Benedetto XVI. Tempo addietro, un altro Pontefice aveva messo in guardia il suo gregge da una frangia protestante all'interno della stessa Chiesa. Il Cardinal Martini, attualmente in pensione (visto che non ricopre più alcuna carica attiva all'interno della Chiesa) ne è una lampante dimostrazione.