Vogliamo cambiare questo Paese? Vogliamo sbloccare queste istituzioni? Vogliamo far correre l'Italia? Vogliamo una politica bella? Domanda: chi è che ce lo chiede? Grillo, forse? No. E' nientepopodimeno che un politico di professione (ovvero colui che altro non sa fare, esemplare abbondantemente presente in entrambe le coalizioni). Un politico che si appresta a guidare quello che sognano possa essere il primo partito italiano. Un partito che, però, mentre ha un leader che sogna bella politica e scorrazza in giro per l'Italia chiedendo se vogliamo sbloccare le istituzioni, rappresenta la metà della maggioranza di governo. Dettagli...Comunque. Torniamo a noi. Noi tutti vogliamo cambiare il Paese. Ma come??? Semplice: "Uno strumento per raggiungere questo obiettivo è, appunto, il Pd "una forza che nasce sulla base di un programma, che unisce le forze invece di separarle e che fa decidere tutto ai cittadini invece che nelle stanze di un partito" (Ansa). Si sa, Veltroni docet.Comunque...Qualcosa non torna. Una frase semplice, suddivisa in tre "slogan": Una forza che nasce sulla base di un programma.Una forza che unisce le forze invece di separarle.Una forza che fa decidere tutto ai cittadini invece che nelle stanze di un partito. Andiamo con ordine. Prima di tutto, non si capisce quale sia, questo programma su cui si fonda il nuovissimo e rivoluzionario Partito democratico. Vorremmo averne visione. Chissà, magari il fascino politico di Veltroni, associato ad un programma postcomunista e democristiano allo stesso tempo, possono fare miracoli. Dunque, il primo slogan è inconsistente. Questo programma non c'è. Anche una delle questioni più importanti (come la collocazione del partito in Europa) non la si vuole affrontare: Partito socialista europeo sì o no? C'è chi dice sì (i ds) e chi dice no (i margheritini). Per non parlare poi delle battaglie tra i due partiti che confluiranno nel Pd: che giornale teniamo, Unità o Europeo? Della festa dell'Unità che si fa? E dei debiti dei Ds? Non si capisce un accidente.Seconda cosa, non si capisce in che modo questo Pidì sia una forza che unisce, invece di dividere. Da due partiti che erano, ora abbiamo un PARTITO DEMOCRATICO, una SINISTRA DEMOCRATICA, dei LIBERALDEMOCRATICI di Dini, un GRUPPO INDIPENDENTISTA capitanato da Bordon. Un bel risultato, non trovate? Devono avere usato un collante magico per unire la Margherita e i Ds. Senza contare, poi, che il costituendo partito democratico è già esplosivo, viste le alleanze, gli scontri, le strategie, le correnti, le liste: i popolari, i dalemiani, i rutelliani, i teodem, i veltroniani e via dicendo.Terza cosa. Non si capisce cos'abbiano deciso i cittadini. L'unica cosa certa del Pidì è che ha un leader - Veltroni - incoronato - inizialmente - da entrambi i partiti. Questo perchè era nuovo (certo...solo trent'anni di politica, che volete che sia?), perchè i sondaggi lo davano per possibile acclamatissimo candidato premier (e poi ridono dei sondaggi di Silvio...). In un discorso di insediamento di qualche oretta ha citato qualche numero e poi solo tante belle, bellissime parole. Definire democratiche queste primarie del 14 ottobre mi sembra un insulto alla democrazia. Una votazione in cui due candidati vengono esclusi in quanto pericolosi rivali per il nostro Walternio, in cui le classi dirigenti dei due partiti fanno fuori possibili candidati fastidiosi (tipo Bersani)...beh...non è il massimo. Se poi si aggiunge che i primi a contestare Veltroni e queste consultazioni bufala sono gli stessi dirigenti del partito...Non mi sembra proprio una partenza in quarta. Comunque...Spero per il vostro bene (e anche per quello dell'Italia, visto che il Pidì aspira a diventare primo partito) che Veltroni e la Bindi vengano stracciati dall'unico candidato buono: Enrico Letta.PS: in edicola con Libero è disponibile il 22esimo Manuale di Conversazione Politica "Veltroni Walter - Vita, miracoli e canzonette di un perdente di successo".
VELTRONI VADE RETRO
Vogliamo cambiare questo Paese? Vogliamo sbloccare queste istituzioni? Vogliamo far correre l'Italia? Vogliamo una politica bella? Domanda: chi è che ce lo chiede? Grillo, forse? No. E' nientepopodimeno che un politico di professione (ovvero colui che altro non sa fare, esemplare abbondantemente presente in entrambe le coalizioni). Un politico che si appresta a guidare quello che sognano possa essere il primo partito italiano. Un partito che, però, mentre ha un leader che sogna bella politica e scorrazza in giro per l'Italia chiedendo se vogliamo sbloccare le istituzioni, rappresenta la metà della maggioranza di governo. Dettagli...Comunque. Torniamo a noi. Noi tutti vogliamo cambiare il Paese. Ma come??? Semplice: "Uno strumento per raggiungere questo obiettivo è, appunto, il Pd "una forza che nasce sulla base di un programma, che unisce le forze invece di separarle e che fa decidere tutto ai cittadini invece che nelle stanze di un partito" (Ansa). Si sa, Veltroni docet.Comunque...Qualcosa non torna. Una frase semplice, suddivisa in tre "slogan": Una forza che nasce sulla base di un programma.Una forza che unisce le forze invece di separarle.Una forza che fa decidere tutto ai cittadini invece che nelle stanze di un partito. Andiamo con ordine. Prima di tutto, non si capisce quale sia, questo programma su cui si fonda il nuovissimo e rivoluzionario Partito democratico. Vorremmo averne visione. Chissà, magari il fascino politico di Veltroni, associato ad un programma postcomunista e democristiano allo stesso tempo, possono fare miracoli. Dunque, il primo slogan è inconsistente. Questo programma non c'è. Anche una delle questioni più importanti (come la collocazione del partito in Europa) non la si vuole affrontare: Partito socialista europeo sì o no? C'è chi dice sì (i ds) e chi dice no (i margheritini). Per non parlare poi delle battaglie tra i due partiti che confluiranno nel Pd: che giornale teniamo, Unità o Europeo? Della festa dell'Unità che si fa? E dei debiti dei Ds? Non si capisce un accidente.Seconda cosa, non si capisce in che modo questo Pidì sia una forza che unisce, invece di dividere. Da due partiti che erano, ora abbiamo un PARTITO DEMOCRATICO, una SINISTRA DEMOCRATICA, dei LIBERALDEMOCRATICI di Dini, un GRUPPO INDIPENDENTISTA capitanato da Bordon. Un bel risultato, non trovate? Devono avere usato un collante magico per unire la Margherita e i Ds. Senza contare, poi, che il costituendo partito democratico è già esplosivo, viste le alleanze, gli scontri, le strategie, le correnti, le liste: i popolari, i dalemiani, i rutelliani, i teodem, i veltroniani e via dicendo.Terza cosa. Non si capisce cos'abbiano deciso i cittadini. L'unica cosa certa del Pidì è che ha un leader - Veltroni - incoronato - inizialmente - da entrambi i partiti. Questo perchè era nuovo (certo...solo trent'anni di politica, che volete che sia?), perchè i sondaggi lo davano per possibile acclamatissimo candidato premier (e poi ridono dei sondaggi di Silvio...). In un discorso di insediamento di qualche oretta ha citato qualche numero e poi solo tante belle, bellissime parole. Definire democratiche queste primarie del 14 ottobre mi sembra un insulto alla democrazia. Una votazione in cui due candidati vengono esclusi in quanto pericolosi rivali per il nostro Walternio, in cui le classi dirigenti dei due partiti fanno fuori possibili candidati fastidiosi (tipo Bersani)...beh...non è il massimo. Se poi si aggiunge che i primi a contestare Veltroni e queste consultazioni bufala sono gli stessi dirigenti del partito...Non mi sembra proprio una partenza in quarta. Comunque...Spero per il vostro bene (e anche per quello dell'Italia, visto che il Pidì aspira a diventare primo partito) che Veltroni e la Bindi vengano stracciati dall'unico candidato buono: Enrico Letta.PS: in edicola con Libero è disponibile il 22esimo Manuale di Conversazione Politica "Veltroni Walter - Vita, miracoli e canzonette di un perdente di successo".