DON CAMILLO'S BLOG

NAPOLI: CHE VERGOGNA


Avrei preferito non parlare di questo argomento, di questa vergogna che sta distruggendo l'immagine dell'Italia, del 'Bel Paese' all'estero. Ma l'aver letto oggi sul giornale che Beppe Grillo ritiene Pecoraro Scanio solamente un povero capro espiatorio l'ho trovato veramente ridicolo.Da quattordici anni, a Napoli si porta avanti una disastrosa emergenza, mantenuta da tutti i cittadini italiani a suon di milioni (anzi, di miliardi). E la colpa non è solamente delle istituzioni - sindaco, governatore, premier, ministri vari -, no. Pensateci un po': il solo duo Bassolino-Iervolino sta governando (tutto sommato) da 23 anni. E i risultati si vedono. E chi li ha votati, sti due? Topo Gigio? Il pulcino Calimero? Non mi sembra. Sono i Napoletani che votano. Certo, poi c'è lo strapotere quasi incontrastato della camorra, ma non penso che quei criminali abbiano in mano tutti i seggi elettorali e possano decidere loro chi eleggere sindaco, governatore o altro.Se gli amministratori sono incapaci e tu continui a votarli o sei un fesso o della tua città non te ne frega proprio niente.Detto questo, per quanto riguarda Pecoraro Scanio, sulle cui malefatte sarebbe bene porre un velo pietoso, bisogna ricordare i suoi no e i suoi progetti, che hanno peggiorato la situazione. Qualche anno fa manifestava contro Berlusconi in Campania, contro le discariche e via dicendo. Ora che è ministro, rifiuta i progetti dei commissari straordinari (e allora che li paghiamo a fare?), peggiora le già disastrose emergenze e propone, con migliaia di tonnellate di rifiuti in giro per le strade, la raccolta differenziata. Ma scherziamo? E il suo compare Prodi non è che sia molto più costruttivo, con le sue proposte. Ci starebbe anche, la richiesta di collaborazione alle altre Regioni, ma questo non deve assolutamente significare che, tolti i rifiuti, la situazione torni quella di prima.Bassolino, Pecoraro Scanio, la Iervolino e tutti i compari, invece di giocare ad un indecente scaricabarile, se ne vadano a casa. Di corsa.