Della Sapienza abbiamo parlato e parleremo, a Mastella e compagnia bella è meglio non pensare. Quindi, parliamo di referendum! Dopo la decisione della Corte sull'ammissibilità dei quesiti proposti dal Comitato promotore di Guzzetta, al premier toccherà scegliere una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. Io, vi avviso, penso proprio che sarò sfacciatamente per il sì. D'altra parte, avevo già aderito e sostenuto la raccolta firme l'anno scorso. Ora la battaglia entra nel suo punto cruciale, e bisogna combattere una valanga di partiti e partitini favorevoli alla partitocrazia e contrari alla democrazia vera, quella che si basa sulle decisioni dei cittadini.Qui di seguito, il messaggio di Giovanni Guzzetta, primo promotore del referendum elettorale.Nella scorsa primavera più di 820mila cittadini hanno chiesto un referendum per difendere il proprio diritto di scegliere chi governa e chi vince le elezioni.La Corte di Cassazione, prima, e oggi la Corte costituzionale hanno riconosciuto quella domanda perfettamente legittima sul piano costituzionale.In Parlamento, invece, dopo due anni di immobilismo e inconcludenza si è presa la strada opposta al referendum. Sono state avanzate proposte che vogliono snaturare le elezioni e togliere agli elettori il diritto di decidere chi vince. Proposte che vogliono blindare solo in mano ai partiti tutto il potere di fare e disfare i governi. In Parlamento si vuole tornare indietro, addirittura si vogliono cancellare le riforme dei primi anni ’90.La cosiddetta Bozza Bianco è una proposta inaccettabile. E’ la prova lampante di questa intenzione restauratrice. Dell’intenzione di mandare indietro le lancette della Storia.A questo punto l’alternativa è chiara. Tutti i partiti e i loro leader hanno il dovere di assumersi le proprie responsabilità e venire allo scoperto. O si è dalla parte dei partiti della restaurazione o si è dalla parte dei cittadini e del cambiamento.Il tempo delle ambiguità è scaduto.A questo punto, dopo il giudizio della Corte costituzionale, i cittadini vantano la legittima aspettativa di esprimersi attraverso il referendum.Noi chiediamo di poter votare – e presto – per il referendum perché possano essere non manovre di palazzo, ma gli elettori stessi a scegliere quale debba essere il futuro dell’Italia.Vogliamo che l’Italia diventi finalmente una democrazia europea, non un’oligarchia da terzo mondo in mano a partiti irresponsabili.In questi giorni, intorno al referendum sono accadute cose del tutto inedite e per certi versi sconcertanti.Non era mai accaduto che il presidente della Camera, la terza carica dello Stato, in varie occasioni e, da ultimo, anche in visita ufficiale all’estero, cinque giorni prima del giudizio dell dichiarasse apertamente e senza alcun ritegno che il referendum è nocivo per la democraziaNon era mai accaduto che nel giudizio di ammissibilità del referendum intervenissero ben quattro partiti per opporsi all’ammissibilità.Non era mai accaduto che, dopo due anni di totale inconcludenza parlamentare, l’unica, pessima, proposta venisse presentata, guarda caso, proprio alla vigilia del giudizio di ammissibilità della Corte costituzionaleNon era mai accaduto che si tentasse, come accade in queste ore, di calpestare in modo così palese la volontà degli elettori in materia istituzionale.Noi, in questi giorni, abbiamo taciuto, attendendo rispettosamente il giudizio della Corte. Adesso riprenderemo a far sentire la nostra voce e a chiedere che i cittadini possano esercitare il diritto costituzionale al referendum.Contro i partiti che vogliono abbarbicarsi al passato noi diciamo: non accetteremo la vostra paura del futuro. Contro i partiti che vogliono riprendersi tutto il potere, noi diciamo: sono gli elettori che debbono decidere chi vince le elezioni e chi governa.Lo ripeto. Noi crediamo che cambiare è possibile e non cederemo alla rassegnazione.Noi crediamo che l’Italia si meriti di più che ritornare al passato e alla palude.Noi crediamo che l’Italia si meriti una nuova, più efficiente e responsabile, classe dirigente.Pubblicato il giorno 16 gennaio 2008
ADESSO SI'!
Della Sapienza abbiamo parlato e parleremo, a Mastella e compagnia bella è meglio non pensare. Quindi, parliamo di referendum! Dopo la decisione della Corte sull'ammissibilità dei quesiti proposti dal Comitato promotore di Guzzetta, al premier toccherà scegliere una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. Io, vi avviso, penso proprio che sarò sfacciatamente per il sì. D'altra parte, avevo già aderito e sostenuto la raccolta firme l'anno scorso. Ora la battaglia entra nel suo punto cruciale, e bisogna combattere una valanga di partiti e partitini favorevoli alla partitocrazia e contrari alla democrazia vera, quella che si basa sulle decisioni dei cittadini.Qui di seguito, il messaggio di Giovanni Guzzetta, primo promotore del referendum elettorale.Nella scorsa primavera più di 820mila cittadini hanno chiesto un referendum per difendere il proprio diritto di scegliere chi governa e chi vince le elezioni.La Corte di Cassazione, prima, e oggi la Corte costituzionale hanno riconosciuto quella domanda perfettamente legittima sul piano costituzionale.In Parlamento, invece, dopo due anni di immobilismo e inconcludenza si è presa la strada opposta al referendum. Sono state avanzate proposte che vogliono snaturare le elezioni e togliere agli elettori il diritto di decidere chi vince. Proposte che vogliono blindare solo in mano ai partiti tutto il potere di fare e disfare i governi. In Parlamento si vuole tornare indietro, addirittura si vogliono cancellare le riforme dei primi anni ’90.La cosiddetta Bozza Bianco è una proposta inaccettabile. E’ la prova lampante di questa intenzione restauratrice. Dell’intenzione di mandare indietro le lancette della Storia.A questo punto l’alternativa è chiara. Tutti i partiti e i loro leader hanno il dovere di assumersi le proprie responsabilità e venire allo scoperto. O si è dalla parte dei partiti della restaurazione o si è dalla parte dei cittadini e del cambiamento.Il tempo delle ambiguità è scaduto.A questo punto, dopo il giudizio della Corte costituzionale, i cittadini vantano la legittima aspettativa di esprimersi attraverso il referendum.Noi chiediamo di poter votare – e presto – per il referendum perché possano essere non manovre di palazzo, ma gli elettori stessi a scegliere quale debba essere il futuro dell’Italia.Vogliamo che l’Italia diventi finalmente una democrazia europea, non un’oligarchia da terzo mondo in mano a partiti irresponsabili.In questi giorni, intorno al referendum sono accadute cose del tutto inedite e per certi versi sconcertanti.Non era mai accaduto che il presidente della Camera, la terza carica dello Stato, in varie occasioni e, da ultimo, anche in visita ufficiale all’estero, cinque giorni prima del giudizio dell dichiarasse apertamente e senza alcun ritegno che il referendum è nocivo per la democraziaNon era mai accaduto che nel giudizio di ammissibilità del referendum intervenissero ben quattro partiti per opporsi all’ammissibilità.Non era mai accaduto che, dopo due anni di totale inconcludenza parlamentare, l’unica, pessima, proposta venisse presentata, guarda caso, proprio alla vigilia del giudizio di ammissibilità della Corte costituzionaleNon era mai accaduto che si tentasse, come accade in queste ore, di calpestare in modo così palese la volontà degli elettori in materia istituzionale.Noi, in questi giorni, abbiamo taciuto, attendendo rispettosamente il giudizio della Corte. Adesso riprenderemo a far sentire la nostra voce e a chiedere che i cittadini possano esercitare il diritto costituzionale al referendum.Contro i partiti che vogliono abbarbicarsi al passato noi diciamo: non accetteremo la vostra paura del futuro. Contro i partiti che vogliono riprendersi tutto il potere, noi diciamo: sono gli elettori che debbono decidere chi vince le elezioni e chi governa.Lo ripeto. Noi crediamo che cambiare è possibile e non cederemo alla rassegnazione.Noi crediamo che l’Italia si meriti di più che ritornare al passato e alla palude.Noi crediamo che l’Italia si meriti una nuova, più efficiente e responsabile, classe dirigente.Pubblicato il giorno 16 gennaio 2008