"Credo che la pazienza sarà una virtù necessaria, quando, dopo le elezioni, potremo tornare alla guida del Paese. Noi, Partito Democratico, siamo una forza che ha l’ambizione e le carte in regola per governare questo Paese". "Abbiamo il dovere di raccogliere la domanda di governo, dobbiamo tornare al significato vero della politica, che significa agire e fare qualcosa. E’ quell’idea che con Walter abbiamo portato avanti sin dai tempi del pullman’’. ’’Caro Walter, l’Italia che vogliamo si può fare".Il presidente del Consiglio Romano Prodi all’assemblea del Pd a RomaLa campagna elettorale è partita. E giù le legnate. Poche, a dir la verità, soprattutto da parte di Bertinotti (anche se leggere) e di Casini, lo scapolo d'oro.E se Walter Veltroni ha già preso il largo con il suo orrendo pullman (l'idea è scontata, i colori sono un pugno nell'occhio - ma i gusti sono gusti...) già tamponato, Berlusconi ha un compito importantissimo da svolgere: non far dimenticare Prodi.Sarebbe bello per tutti mettere nel cassetto questa tristissima e disastrosa parentesi, ma, per questi due mesi, sarà bene tenerla in vista. Ecco. Questa è la sinistra italiana.Mi ha fatto sorridere, stasera, al Tg5 il fatto che Fausto Bertinotti, candidato premier della Sinistra Arcobaleno, abbia riutilizzato lo slogan di due anni fa. Alla domanda del direttore Mimun: qual è la ragione per cui bisogna votare la Sinistra arcobaleno, il Fausto nazionale ha risposto: perchè abbiamo voglia di cambiare l'Italia. Ma varda te! Nel 2006 lo slogan era: vuoi vedere che l'Italia cambia davvero... Però... Slogan che vince non si cambia... Mah.Mentre Veltroni, da un deciso, coraggioso (anche se in parte sicuramente obbligato) e lodato "il Pd va da solo", è passato ad una minicoalizione di stampo riformista. Per carità, non c'è nulla di male, e lo stanno facendo anche nel centrodestra (PdL - Lega - Ferrara - MpA?), ma le frasone sulla vocazione maggioritaria di un Partito democratico che va da solo avrebbe potuto risparmiarcele. Ora c'è da vedere se il Partito democratico alla Veltroni (ovvero: candidato di Confindustria + candidato della Thyssen), sarà capace di mettere in pista con un bel sorrisone la Binetti e i Radicali insieme.Comunque sia, ora del 13 aprile se ne vedranno...eccome se ne vedranno.Intanto godiamoci questo bel siparietto.
SONO PARTITI!
"Credo che la pazienza sarà una virtù necessaria, quando, dopo le elezioni, potremo tornare alla guida del Paese. Noi, Partito Democratico, siamo una forza che ha l’ambizione e le carte in regola per governare questo Paese". "Abbiamo il dovere di raccogliere la domanda di governo, dobbiamo tornare al significato vero della politica, che significa agire e fare qualcosa. E’ quell’idea che con Walter abbiamo portato avanti sin dai tempi del pullman’’. ’’Caro Walter, l’Italia che vogliamo si può fare".Il presidente del Consiglio Romano Prodi all’assemblea del Pd a RomaLa campagna elettorale è partita. E giù le legnate. Poche, a dir la verità, soprattutto da parte di Bertinotti (anche se leggere) e di Casini, lo scapolo d'oro.E se Walter Veltroni ha già preso il largo con il suo orrendo pullman (l'idea è scontata, i colori sono un pugno nell'occhio - ma i gusti sono gusti...) già tamponato, Berlusconi ha un compito importantissimo da svolgere: non far dimenticare Prodi.Sarebbe bello per tutti mettere nel cassetto questa tristissima e disastrosa parentesi, ma, per questi due mesi, sarà bene tenerla in vista. Ecco. Questa è la sinistra italiana.Mi ha fatto sorridere, stasera, al Tg5 il fatto che Fausto Bertinotti, candidato premier della Sinistra Arcobaleno, abbia riutilizzato lo slogan di due anni fa. Alla domanda del direttore Mimun: qual è la ragione per cui bisogna votare la Sinistra arcobaleno, il Fausto nazionale ha risposto: perchè abbiamo voglia di cambiare l'Italia. Ma varda te! Nel 2006 lo slogan era: vuoi vedere che l'Italia cambia davvero... Però... Slogan che vince non si cambia... Mah.Mentre Veltroni, da un deciso, coraggioso (anche se in parte sicuramente obbligato) e lodato "il Pd va da solo", è passato ad una minicoalizione di stampo riformista. Per carità, non c'è nulla di male, e lo stanno facendo anche nel centrodestra (PdL - Lega - Ferrara - MpA?), ma le frasone sulla vocazione maggioritaria di un Partito democratico che va da solo avrebbe potuto risparmiarcele. Ora c'è da vedere se il Partito democratico alla Veltroni (ovvero: candidato di Confindustria + candidato della Thyssen), sarà capace di mettere in pista con un bel sorrisone la Binetti e i Radicali insieme.Comunque sia, ora del 13 aprile se ne vedranno...eccome se ne vedranno.Intanto godiamoci questo bel siparietto.