DON CAMILLO'S BLOG

VELTRONI, LE BELLE PAROLE E BASTA


Come dicevamo, il Partito democratico è partito "solo" ed è arrivato "libero". C'è una bella differenza. E subito le grane saltano fuori; come quella di Di Pietro, che rovina il piano "volemose bene" di Veltroni attaccando le televisioni di Berlusconi, oppure quella dei Radicali, che ora pretendono pure di imporre ad un partito da 30% le loro decisioni da 2% circa.L'ormai ex sindaco di Roma parte all'attacco del centrodestra, sottolineando alcune divisioni, come quella sul Kosovo. Ma è proprio qui il bello del centrodestra: avendo un progetto, dei valori, dei princìpi alla base si possono avere dissensi. Si da il caso che nel blocco Pd-Idv di progetti non ce ne siano e, quindi, fuori dagli slogan condivisibili e riciclati, c'è ben poco su cui dibattere.I dodici punti del leader del loft sono infatti frasi scontate e prive di molte spiegazioni. Ciò che il Walter propone ora tra gli applausi di qualche simpatizzante è ciò che il centrodestra ha proposto e in qualche caso anche fatto nella precedente legislatura. Prima, tanto per dirne una, se Berlusconi riduceva i parlamentari, eliminava il bicameralismo perfetto e aumentava i poteri del premier (attualmente un ridicolo "primus inter pares") allora tutti saltavano su, gridavano al golpe, e facevano votare contro al referendum. Ora, se Veltroni apre su tutte queste proposte, candidandosi come "il nuovo", tutto va bene e tutti sono soddisfatti. Eh, sì: è proprio bravo questo Veltroni.Che poi il "nuovo" Pd voglia proporre ora cose su cui fino all'altro giorno non si è neanche espresso e che neanche ha portato avanti fa ridere. Fino a ieri erano il partito di stramaggioranza di una coalizione schifosa e di un governo tassinaro: non si sono imputati su niente, hanno lasciato le redini alla sinistra radicale, non hanno contestato alcun no alla Tav, ai termovalorizzatori, ai punti percentuali in più di pressione fiscale. Nisba. Andavano tranquilli e sereni dietro a Prodi. Ora, magicamente, si sono convertiti. Alla faccia della coerenza.Ben venga il bipartitismo (anche se abbastanza deboluccio, per ora) ma, ragazzi, un po' di serietà...!Ansa. Il Pd, avendo superato lo "schema di alleanze degli ultimi anni", ora è "libero" di illustrare le proprie ricette per il Paese, mentre "dall'altra parte" avranno dei problemi, per esempio su temi come le liberalizzazioni o il Kosovo. Parlando ad un comizio elettorale, Veltroni spiega che, al di là dei sondaggi di partenza, "la campagna elettorale fa la differenza, e in questa campagna elettorale la differenza la fa la novità che noi abbiamo proposto (appunto il superamento dell'alleanza 'di tutti quelli che ci stanno', ndr)". Veltroni sottolinea che non tutti nel Pd erano convinti della scelta: "Quando parlavo di vocazione maggioritaria molti, anche in 'casa' mia, mi guardavano un po' stupiti: 'ma come, lasciamo a terra l'8-10 per cento di voti?!". Ma, aggiunge, "io ero convinto, e lo sono ancora di più oggi, che qualcuno dovesse avere il coraggio di questa rottura". Se i sondaggi ora segnano una crescita costante, insiste Veltroni, è "perché siamo liberi di dire quello che abbiamo intenzione di fare". Al contrario, per il centrodestra le cose saranno più complicate, ad esempio sulle liberalizzazioni, tema sul quale le divisioni nel Pdl sono forti. Oppure sull'Europa e sul Kosovo, visto che "la Lega ha posizioni sul Kosovo che non sono quelle di Fi". Nell'Unione c'era un problema simile, la sinistra radicale ha posizioni simili a quelle della Lega sul Kosovo, "ma noi abbiamo fatto un atto di coraggio, abbiamo scelto di rompere".