DON CAMILLO'S BLOG

ABORTO E VELTRONI? NO, GRAZIE


Sul Foglio, un simpatico lettore avanza l’ipotesi che la sigla PD di sinistrorsa fattura sia semplicemente dovuta al fatto che quella del loft è una vera e propria lista Pro-Death. Non pare neanche troppo balzana, come idea, visti gli acquisti fatti dal Partito democratico in questi giorni: prima i Radicali (che hanno un valore da uno per cento e rischiano di far perdere molti più voti di quanti non ne portino), poi l’illustrissimo Umberto Veronesi.Se poi si aggiunge la proposta dichiarata di ritornare ad una proposta sui Pacs, bisogna concludere che i cattolici democratici hanno ben poco diritto di chiedere (come fa la “adulta” Rosy Bindi) ai Radicali all’arrembaggio una ritirata in nome della coerenza. A mio modesto parere, nel Partito democratico veltroniano, quello del “ma anche”, quello delle “due verità” (parola dell’ex Sindaco di Roma, secondo cui le opposte visioni della Vita di Radicali e cattolici sono semplicemente “due verità”: puro e pericolosissimo relativismo), si troveranno assai meglio i Radicali dei cattolici. Come possano infatti dichiararsi ancora tali questi ultimi che siedono in numerose poltrone di un partito che propone di attaccare (dopo gli assedi falliti del governo Prodi) la famiglia, che porta al governo (quello attuale) una ministra per l’aborto e per la Ru486 e che imbarca uomini della morte come Veronesi e i Radicali, Dio solo lo sa.Il “fuoco amico” di Famiglia Cristiana contro gli acquisti di Veltroni, inoltre, ha portato quest’ultimo ad una dichiarazione che la dice lunga sul suo modo di fare politica: basta steccati tra cattolici e laici. Ma si può sapere che cavolo vuol dire? Che se tu candidi persone che sostengono l’aborto, l’eutanasia, la distruzione della famiglia e quant’altro i cattolici non devono dissentire perché “i partiti moderni sono così”?Da questo deriva il conseguente lavoro per scongiurare in ogni modo la salita al governo di una coalizione del genere, che, in caso di vittoria, a differenza dei precedenti governi, si ritroverebbe con una maggioranza schiacciante, dovuta al fatto che la parte restante dei seggi, che un tempo andavano tutti ad una opposizione (al centrodestra, nel caso del 2006), sarà suddivisa tra centrodestra, centristi, sinistra radicale. Un bel casino. Il Popolo della Libertà deve dunque vincere, ed è ciò che mi auguro con tutto il cuore, fosse anche solo per la sua contrarietà a certi progetti che la sinistraccia propugna.Per questo motivo, spero che a votare la lista “Aborto? No, grazie” di Giuliano Ferrara siano soprattutto tantissimi elettori di sinistra. E lo spero per due motivi. Primo: questo dimostrerebbe che è una battaglia ben più alta, oltre gli “steccati” della politica, oltre lo scontro sull’economia o la politica estera. In America i prolife ci sono anche tra i Democratici, non si capisce perché in questo Paese sia ritenuto ovvio che non ci siano nel Pd. Secondo: perché questo potrebbe molto probabilmente comportare una vittoria del centrodestra.La lista Ferrara è un’utile e comodissima scappatoia per tutti quei “democratici” veramente cattolici che non si riconoscono in una segreteria abile ad accattivarsi le simpatie di certi preti e poi ancora più brava nell’imbarcare abortisti e pro-death in generale.Intanto: forza Ferrara, siamo con te! Tra breve devolverò una parte dei miei soldi a sostegno di questa grande battaglia.