Josè Mourinho, come si aspetta la gara di Lecce?
"Vedremo, io ho letto qualcosa del mio collega del Lecce e se è vero, perchè qualche volta si scrive qualcosa che non lo è, cioè che lui non firma per un pareggio, sarà sicuramente una partita molto bella. Se loro vogliono vincere e lo vogliamo anche noi, se loro non firmano per il pareggio e noi neanche, sarà una partita aperta dal primo all'ultimo minuto, con due squadre che vogliono vincere. Vedremo domani se sarà così".
Il vantaggio sulle dirette avversarie toglie un pò di pressione alla squadra?
"Dipende dal punto di vista e da come ciascuno di noi pensa. Io ho giocato tanti campionati e la mia mentalità non è mai cambiata, con dieci o con un solo punto in più o in meno, preparo le partite per vincere. Non parlo più di pressione perchè non la sento, e lo stesso vale per la tranquillità. Secondo me ogni partita esige un minimo di tensione, non la si può giocare nè senza nè con troppa tranquillità perche altrimenti non si può giocare bene a calcio. La pressione è una parola bellissima che qualcuno ha portato nel calcio, è diversa dalla paura che per me non esiste, non la conosco. Se dopo la partita vinco sono una persona felice, se no lo sono meno. In termini di soddisfazione personale, poi, la pressione che si prova quando si allena una squadra del campionato Primavera è esattamente la stessa che si prova giocando a più alti livelli. Io voglio vincere sempre, punto. Preparo tutte le partite allo stesso modo e voglio vincerle tutte allo stesso modo. Questo vale anche per i giocatori, bisogna giocare sempre con un minimo di tensione ed è questo che mi aspetto dalla squadra, sempre".
Da cosa è stato spinto a convocare Balotelli?
"Posso dire che per me esistono tre modi in cui un calciatore può relazionarsi con me e il mio lavoro: non fare quello che io voglio, farlo perchè lo dico io e o farlo senza che io lo dica. Ora Mario è nel secondo momento: fa quello che voglio perchè io glielo dico. Se arriva al terzo momento sarà perfetto e sarà il giocatore che tutti voi dite che può essere e sul quale tutti siamo d'accordo. Ma in questo momento sono già felice che sia finito il primo periodo e sono già abbastanza soddisfatto".
Secondo lei qual'è il problema di Balotelli?
"Credo che tutti intorno a Mario siano responsabili di quello che di positivo c'è in lui, ma anche di quello che ha di negativo. Siamo tutti responsabili, anche voi. Secondo me è un ragazzo giovane ma se le aspettative intorno al suo operato sono alte è perchè ha capacità, se lui non avesse il potenziale per diventare un grandissimo giocatore nessuno parlerebbe di lui. Il potenziale c'è, poi ci sono tante altre cose come ad esempio, la professionalità, l'equilibrio in tutti i momenti della vita. Questa settimana è stata molto positiva perchè lui ha lavorato bene però l'ha fatto in un modo un pò guidato, l'ha fatto perchè è stato, in certo senso, pressato a farlo e ho avuto la sensazione che se io non fossi stato dietro di lui a seguirlo, sarebbe potuto uscire dalla strada giusta. Per me la soddisfazione sarà totale quando potrà fare tutto da solo e non avrà bisogno di nessuno che lo segue costantemente durante l'allenamento. Però devo dire che questa settimana ha lavorato bene".
Mario Balotelli potrebbe giocare prima punta?
"Per quello che ho visto, letto e capito la sua crescita è sempre stata una crescita nella quale ha giocato dove doveva giocare. Ho letto, per esempio, alcune dichiarazioni rilasciate in un'intervista da Vincenzo Esposito, l'allenatore della primavera, nelle quali lui dice esattamente questo, che Mario non aveva la maturità tattica e psicologica per giocare dovunque e non era un giocatore che poteva fare un gioco prettamente di squadra.Dalle parole di Esposito, ho capito che il sistema tattico per fare giocare Mario era un sistema nel quale c'erano dieci giocatori più lui.Nella mia squadra no, per me Mario ha il potenziale fisico e tecnico per giocare in tanti ruoli, ha tutto: velocità, qualità tecnica, sa battere i cross, sa calciare bene in porta, non va male nei colpi di testa. Per me ha il potenziale per giocare come punta, dietro la punta, ha potenziale per tutto, bisogna migliorare la sua responsabilità in campo e questa non migliora sicuramente in un sistema tattico di dieci giocatori più lui. Dipende da lui perchè ha un grandissimo potenziale e quando il potenziale esiste, il livello di diligenza deve essere molto alto e quando la diligenza è piccola lo diventa anche la potenzialità ".
Cosa pensa di Mario Beretta?
"È un allenatore del nostro campionato con qualità, che ha avuto la fiducia della sua società in un momento difficile e l'ha ripagata con delle vittorie che hanno permesso al Lecce di continuare ad avere la speranza di finire questo campionato in Serie A. È simpatico, l'ho incontrato alla riunione con gli albitri e gli allenatori".
C'è un motivo per cui l'Inter rende meglio in trasferta?
"È facile dire che i risultati in trasferta sembrano arrivare con meno fatica, ma ci sono tanti fattori che possono essere importanti: l'atteggiamento dell'avversario, il modo di pensare il gioco della squadra casalinga, magari anche il nostro modo di sentire la difficoltà visto che giochiamo fuori, e quando è così giochiamo sempre con un'atmosfera particolare, con gli stadi al completo, con tifosi avversari e magari questo può creare qualche problema. Ma la realtà è che se dimentichiamo la partita contro l'Atalanta, in tutte le altre partite fuori la squadra ha vinto tante volte, pareggiato quattro volte ma sempre con un atteggiamento molto positivo. Sembra che alla squadra piaccia giocare fuori".
Quanto ha fatto male ad Adriano non poter giocare per le tre giornate di squalifica?
"Gli ha fatto male e dopo siamo anche stati sfortunati perchè ha avuto un problema alla caviglia. Avevamo organizzato un'amichevole per lui, affinchè potesse giocare 90 minuti, aveva la possibilità di giocare con la Primavera contro l'Atalanta ma, a causa dell'infortunio, non ha potuto. Ovviamente questo stop è stato un passo indietro però ha lavorato bene, oggi pomeriggio e domani lo farà di nuovo, domenica andrà in nazionale e se giocherà mercoledì per lui sarà un vantaggio".
Julio Cesar dopo Inter-Torino non riusciva a darsi pace per il gol subito. È questa la mentalità giusta che un calciatore deve avere?
"Sono pochi i giocatori con questa mentalità che è la stessa che permette di affrontare i momenti difficili senza nascondersi. Julio è così, due giorni dopo la partita ha parlato in questi termini anche con tutti noi, è per questo che poi ha lavorato così bene come ha fatto ed è per questo che continua a meritare di giocare, anche se abbiamo Francesco Toldo in perfette condizioni per entrare in porta, ma quando qualcuno fa questo tipo di autocritica, da solo senza che ci sia spinto, questo è un passo importante e a me piace davvero tanto questo atteggiamento".
Si può insegnare ai calciatori il giusto atteggiamento per scendere in campo?
"È una domanda difficile, come squadra si può imparare ma dipende molto dall'individualità del singolo, dall'aspetto culturale, anche dall'habitat nel quale si svolge questa "battaglia". Se entri in campo e senti già che l'atmosfera è pesante e sarà difficile fare punti, questo può cambiarti".
Vieira sarà pronto per il derby contro il Milan?
"Oggi non penso al derby, solo alla sfida contro il Lecce e Patrick per domani non sarà disponibile. Ha lavorato questa settimana ma ci vuole ancora del tempo prima che possa giocare".
Da cosa è dipeso il fallimento di Quaresma?
"Credo sia stata la concomitanza di più fattori insieme, però vedremo con il tempo se è stato un buon affare o meno per l'Inter".
Senza il pareggio di Torino l'Inter avrebbe già una vittoria matematica...
"Se avessimo perso contro il Torino invece di 6 punti ne avremmo 4 e se la Juve avesse vinto con Udinese e Cagliari avrebbe un punto meno di noi, se il Milan non pareggia con il Genoa e con la Roma, oggi avrebbe 2 punti in meno di noi. Questo è il campionato, non si può guardare dietro o parlare con i se, questa è la situazione e per noi è molto positiva. Abbiamo sei punti di vantaggio e penso che sia la Juventus che il Milan sarebbero molto felici di fare un cambio con la nostra situazione".

La formazione che dovrebbe scendere in campo dal primo minuto contro il Lecce si schiererà in campo con il modulo 4-3-1-2 e quindi con il famoso centrocampo a rombo. A proteggere la porta nerazzurra ci sarà Julio Cesar; in difesa dovrebbero giocare Maicon, Cordoba ed è probabile il rientro tra gli undici titolari di Chivu e Maxwell, che avevano lasciato il loro posto rispettivamente a Samuel e Santon; il centrocampo non dovrebbe rappresentare un rebus con il solito quartetto formato da Cambiasso vertice basso, Zanetti esterno destro, il rientrante Muntari esterno sinistro e Stankovic a sostegno delle due punte; in attacco dovrebbero schierarsi Ibrahimovic e uno tra Balotelli, Mancini e Crespo con Super Mario in vantaggio sulla concorrenza. Che sia questa o meno, Mourinho dovrà mandare in campo la miglior formazione possibile, in quanto è importante arrivare al derby con almeno 6 punti di vantaggio sul Milan.
Inviato da: jorke88
il 21/01/2015 alle 12:15
Inviato da: umbydd
il 01/11/2014 alle 20:22
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il 01/11/2014 alle 02:00
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il 31/08/2014 alle 08:00
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il 23/12/2013 alle 11:24