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Notte stellata.

Post n°234 pubblicato il 23 Gennaio 2010 da blue.chips

Com'è pallida e sola la notte
nell'ombra rannicchiata del tuo viso
s'ode solo il fruscio del tuo velo
e il profumo d'altro destino.
Questa mia dolce ossessione
di scrivere di te, del dolore che squassa
e trattiene ogni rovina con ferite di fuoco.
Mio amore, bella d'immenso,
tortura brulicante di gesta
senza sguardi, senza tue braccia d'avorio.
Com'è grande il cielo la notte
pietoso altare chiama a raccolta
il meglio di ogni sacrificio; e si disseta
con il mio sangue, con il mio amore.
Oh! Cielo! La tua forza, la tua immensità
aveva bisogno di lei? Proprio di lei?
Ho sbagliato anch'io, tante volte,
ma tu, cielo, stavolta no,
nel tuo libro tempestato di stelle
hai confuso il suo nome
e ti sei preso il mio amore.
Ed ora, in questa notte stellata
di tutto l'immenso rimane il mio sangue
freddo, senza gioia di lei.
B.C.


La scorta dei desideri giace nella bisaccia dei dolori che sfiorano il senso del fuoco, della neve che si fa carne.
Era così semplice amare, una via naturale per gioire, per rimanere sui bordi del mare, vicino alla culla dei sogni.
Si cercano sempre giustificazioni al panico che incombe sul cuore; si cercano per non essere troppo vicini al nulla, per capire l'insensatezza del destino mai sazio di sorrisi, del suo farci precipitare fuori dal sogno, gettati via alla stregua d'un cencio consunto, come un ardore da coprire nella gelosia di luce.
Tu sei l'altro mondo. Io solo un fiato, che scorre sulla pelle minerale d'una casa terrena, in cerca di un senso; in cerca di lei.

Piccola H. dorme nella sua cameretta.
Da qui, dove sono, ascolto il suo fiato, il suo riposo. Veglio sulle mie distanze, e veglio la vicinanza del suo esserci, come fosse un miracolo di vita, un'essenza di paradosso del sangue.
Domani andremo dove lei più desidera.
Le parlerò del cielo, delle infinite meraviglie di questo mondo.
La terrò in braccio se farà freddo; e del suo sorriso e suo incanto, ne farò una scorta da riporre nella stanza più segreta del cuore, dove nessuno entrerà per cogliere fiori.
Però, tu cielo, che non hai bisogno di chiedere permessi, stavolta, accontentati di rimirare lo spettacolo del bene, siediti e gioisci; e porta con te l'altro mio bene.
Io intanto, aggiungo il solito posto al tavolo di mia vita.
Blue.chips

 

 
 
 
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