Creato da boogie_bear il 23/12/2009
The word for World is Forest (U. K. Le Guin)

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Un po' di numeri ... per iniziare

 

POST IT

 

La sindrome di down non é una malattia.
Le persone con la sindrome di down non cercano una medicina, vogliono solo essere trattate come gli altri.
Il 93% dei contatti non copierà questo mesaggio...
Spero solo che tu che stai leggendo voglia far parte del restante 7% che copierà questo messaggio nella sua bacheca !!
In ogni caso grazie di averlo letto. Boog :-)

 

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Stefano Piedimonte

Nel nome dello zio

Guanda

 

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« OBBEDIENZA CIVILEGIOCHI DELLA GIOVENTU' »

MILANO 25

Post n°269 pubblicato il 22 Marzo 2011 da boogie_bear
 

Un cappellone pieno di fiori. Abiti coloratissimi. Un taxi pieno di pupazzi con occhi e bocca disegnati sulla carrozzeria. E un sorriso impossibile da dimenticare. Sembra uscita dal mondo delle fiabe, zia Caterina, anche se le storie che racconta non sempre sono a lieto fine. Eppure anche davanti ai bambini che hanno perso la loro battaglia contro la malattia, Caterina Bellandi non si arrende. Guarda avanti, con quel suo sorriso speciale. Perché altri bambini possano realizzare i loro sogni, anche fosse per l’ultima volta. E perché i loro genitori non perdano la speranza, anche nei momenti più difficili.

L’avventura di questa tassista che percorre ogni giorno le strade di Firenze – ma il suo taxi, Milano 25, è arrivato fino a Londra, a Mosca a Eurodisneyland e in Albania - comincia il 24 agosto del 2001. Quando il suo compagno, Stefano, 39 anni, si arrende a un tumore. E, prima di morire, le affida il taxi: Milano 25, appunto. Caterina, anche se disperata, decide di cambiare vita: lascia l’azienda per cui lavora e, armata di stradario, comincia a girare.

Sulla macchina dipinge una grande margherita. Ed è quel fiore che, tre anni dopo, colpisce una bambina che sale sul taxi insieme ai genitori e le racconta di aver appena perso il fratellino per un glioblastoma.

Arriva la svolta. Milano 25 si trasforma in un taxi variopinto che fa impazzire i bambini e strappa loro un sorriso, anche se devono andare in ospedale, al Meyer, a curarsi. Le corse, per i piccoli e i loro genitori, sono gratuite. L’entusiasmo di Caterina è contagioso: i 33mila amici su Facebook stanno lì a dimostrarlo. Sulla sua strada, lastricata di dolore e di sorrisi, di sogni che si realizzano e che si infrangono, trova tanti disposti ad aiutarla. Sono imprese pazzesche, quelle in cui riesce. Come quando organizza un viaggio in mongolfiera per un bambino ammalato che ha sempre sognato di farlo. O come quando accompagna a Londra Luca, un adolescente, da anni alle prese con un sarcoma, che non ha perso la voglia di vedere il mondo.

Se capitate a Firenze provate a cercarla, e fatevi un giretto sul Taxi dell'allegria.
Ne vale la pena :)))))

 
 
 
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