Creato da boogie_bear il 23/12/2009
The word for World is Forest (U. K. Le Guin)

Intro

 

Un po' di numeri ... per iniziare

 

POST IT

 

La sindrome di down non é una malattia.
Le persone con la sindrome di down non cercano una medicina, vogliono solo essere trattate come gli altri.
Il 93% dei contatti non copierà questo mesaggio...
Spero solo che tu che stai leggendo voglia far parte del restante 7% che copierà questo messaggio nella sua bacheca !!
In ogni caso grazie di averlo letto. Boog :-)

 

Ora sto leggendo ...

 

 

Stefano Piedimonte

Nel nome dello zio

Guanda

 

Tag

 

Area personale

 
 

Archivio messaggi

 
 
 << Giugno 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
 
 

Cerca in questo Blog

 
  Trova
 
Citazioni nei Blog Amici: 11
 

Ultime visite al Blog

 
tiamo_okkiladyjane1nagi51dangelini.dfavarotamaradonnavittorianaboogie_bearnomadi50ciscakem.leopizzi1991HouseWifePersonalsolidale_menteYrarypaperinopa_1974
 

Chi può scrivere sul blog

 
Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

 

 
« LETTERA A UN PRESIDENTEJACK FANTASY »

INFINITESIMO

Post n°283 pubblicato il 14 Aprile 2011 da boogie_bear
 

Dice il Ministro Alfano che la nuova legge sulla prescrizione breve avrà effetto solo sullo 0,2% dei processi.
Ma per avere un'idea di cosa sia, di quanto pesi questo numero volutamente ridicolo, proviamo a riavvolgere la bobina, solo per un attimo ....
"ll 29 aprile del 2009 Sara Orsi e Emanuela Menichetti, giovanissime e temerarie, avevano fondato una agenzia immobiliare. C'erano l'università, i sogni e mille progetti di una ragazza di 24 anni e di una di 21, in quell'impresa. Mamma Daniela che gridava, divertita e preoccupata: "Ma che vi mettete a fare!?". E il sorriso di due ragazze: "Se non ci proviamo a vent'anni, quando?'". C'era il tempo che correva. E anche la morte, già in viaggio sui binari: un piccolo incidente di cui nessuno si era accorto tra Prato e Baiano: finché non c'è un cadavere, in questo paese, è sempre manutenzione ordinaria. La sera del 29 giugno Emanuela esce: "Vado da Sara!". Serata calda, sedute sul letto a giocare a carte. A divertirsi e a fantasticare: studentesse-impresarie, sogni che corrono, affacciate su una ferrovia.
La telefonata arriva dall'ospedale, a notte fonda. "Signora, c'è stato un incidente. Sua figlia le vuole parlare". Daniela rimane di pietra, ma la voce di Sara le attenua l'angoscia. Se la ricorda un po' agitata, ma cristallina e squillante: "Mamma, c'è stato in incidente!!". Non hai tempo di chiedere, dove: "Non ti preoccupare - aggiunge - non mi sono fatta nulla". L'inganno di una voce cristallina in un corpo già carbonizzato. Ora Daniela sa che quelle sono state le ultime parole di sua figlia. Anche quella telefonata è diventata troppo breve, nel ricordo, come se una raffica di frasi concitate avesse tagliato la possibilità di un congedo. I genitori di Emanuela arrivarono al centro grandi traumi alle 4 del mattino, lei era già imbottita di morfina. Il suo corpo avrebbe resistito 42 giorni, 90 per cento di ustioni sul corpo. Sopravvissuta a due operazioni. A tre "bagni". La voce di Daniela torna di piombo, in questa giornata con l'orecchio teso ai giochi aritmetici di Alfano: "Sa cosa vuol dire bagno? E' come essere spellata viva". Per salvare Emanuela, e le altre sei persone rimaste nel limbo del centro ustionati le hanno provate tutte. Coltivavano la pelle, ipotizzavano trapianti. L'ultima ad andarsene è stata Elisabeth Guadalupe Silva. Nelle foto è bellissima: una madre che lavora in Italia per mantenere le figlie in Equador. Anche sei mesi sono un tempo infinito, nell'agonia di un letto di ospedale. Anche sei mesi sono un battito d'ali, quando è tua madre che se ne va. Roberta Calzoni, invece, non ha fatto in tempo a sapere nulla di sua figlia. Le è sopravvissuta, grazie a un innesto cutaneo. Ma poi è morta nello stesso reparto. Ibitissam Ayad, 21 anni, ha perso il padre, la sorellina e il fratello. Che ha fatto in tempo a salvarsi, e a scegliere di tornare indietro, per provare a salvare la bimba, di 4 anni. Che gioco feroce, l'incastro di questi destini."

Dicono dal Comitato delle Vittime: "Ci hanno tolto tutto il tempo di 32 vite. A questo processo non possono togliere un solo secondo”.
L’hanno fatto.
(Luca Telese - Il Fatto Quotidiano)

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963