Molti saggi dei tempi antichi
e certi epigoni dei tempi nostri
hanno espresso il desiderio che la morte
li prenda e se li porti via
mentre leggono un bel libro
o scrivono qualcosa loro stessi.
Raramente si avverano
tali desideri, ma in questa
filosofia della bella morte
c'è un profondo significato umano,
bisogna credere. Tanto è vero che prima
o poi qualcosa viene in mente a tutti.
Io per esempio ritengo,
pio desiderio per pio desiderio,
che schiattare con il naso
dentro una fica umida e giovane
non sarebbe una fine spregevole,
tutt'altro - anzi dotata di un senso;
di una compiutezza formale
invidiabile, come la figura
di un antico arazzo o di un sigillo di cera.
perchè esalando l'ultimo respiro
nel bel mezzo della fica
noi descriveremo un circolo perfetto,
una respirazione tantrica
la conciliazione
delle opposte apparenze dell'iniziare
e del finire, del provenire da
e dell'andare chissà dove.
E dunque sciolti dal nodo dell'ansia
potremo meditare come questo falso
movimento, questo fondamentale
non allontanarsi mai
dai paraggi della fica
sia un'immagine potente, un vero simbolo
l'infallibile oroscopo
della natura umana,
della nostra vita umile e nobile
che è come un soprassalto della fica,
una perdita irrisorisa, quasi si potrebbe dire
uno scherzo, una fantasia bizzarra
della fica, un suo rapido prurito.
Emanuele Trevi, da I cani del nulla.
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il 25/03/2009 alle 08:55
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