Creato da senzaporteefinestre il 06/02/2007

TEMPO

E' più il non detto di quel che si può rivelare.

 

 

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Post N° 120

Post n°120 pubblicato il 21 Luglio 2007 da senzaporteefinestre

Da un momento all'altro, cadere. Esistere.

Uno strappo sordo,

bianco e nero nella notte, che spezza le ossa,

le polverizza.

E' un coltello a farsi strada dentro, nelle viscere.

Tra lo stomaco e la pancia, spostato a destra.

Da quel punto si diramano nervi e unghie,

un male che divora silente.

Consuma famelico. Poi scende.

Occupa spazio, invade.

L'universo canta dietro una spalla,

mente che si fa labbra e lingua,

raccoglie il sale in una linea immaginaria.

Mente che si fa mani, mente che si inarca protesa.

Morde le sbarre di una gabbia, si bagna di sangue e saliva.

La luna, i violini.

 
 
 
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