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Videoeclip Seconda Tappa Campionato Italiano Soft Air PCS 2013 - L'Ultimo VoPoS - Il Ritorno di Kranz - Rocca d'Arazzo - Asti - Regia dei Cinghius.
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QUINTA TAPPA DI CAMPIONATO ITALIANO PCS - COLOMBIA 2 by X° SPARTASi è svolta a Bastia di Mondovì, in provincia di Cuneo, organizzata dall’ASD X° Sparta, la quinta ed ultima tappa del Campionato Italiano Soft Air PCS, che oltre a decretare i dodici Team finalisti per l’appuntamento di Bologna, ha anche visto la conferma della già detentrice del titolo; l’ASD SEALs di Mondovì, come campione piemontese per l’anno 2011.
L’ultimo impegno di un lungo campionato si associa solitamente ad una velata stanchezza, un sentimento soffuso di malinconia per un bel progetto che è costato fatica ed impegno e che volge naturalmente al termine. Il primo Campionato Italiano specialità PCS, complice l’ottima organizzazione dell’ASD X Sparta, esce per l’ennesima volta dagli schemi, regalando agli appassionati del soft air un finale di stagione assolutamente esplosivo. Nel consueto doppio appuntamento (16 e 23 ottobre) si sono riprese le fila di due storie appassionanti che, nate in mondi differenti, hanno finito per incrociarsi, fondendo indissolubilmente i propri destini. Da un lato riprende il filone dell’Operazione Colombia (2010), che nel suo secondo ed ultimo capitolo chiude un cerchio narrativo, portando all’eliminazione definitiva del temibile narcotrafficante colombiano Diablo Rojo. Dall’altra si scontrano in una gara decisiva i tre SAT in testa al “girone A” valido per il Campionato Piemontese PCS 2011 che, stante la brevissima distanza che li separa in classifica (6 punti in tutto), ambiscono a chiudere definitivamente la pratica a proprio favore. Ma ora facciamo un salto in “Colombia”…!
STAGE 1
Dopo un adeguato briefing, le squadre vengono sbarcate presso una galleria ferroviaria in disuso che costituisce l’unico punto d’accesso all’area sotto il controllo militare del cartello della droga colombiano. Il lungo tragitto da percorrere su una massicciata (ca. 300 m) e le esigenze di stealthness rendono assai complicato il movimento tattico della squadra. Nell’oscurità pressoché totale, punteggiata da spettrali luci gialle di segnalazione, i team devono infiltrarsi sfruttando sporadici rumori di copertura prodotti dai generatori elettrici dei difensori. Le varianti tattiche si restringono rapidamente ad un solo filone: mandare avanti gli scout più silenziosi e preparare una massa d’urto capace di vincere la resistenza nel caso in cui i primi tiri non diano il risultato sperato. Sono minuti di trepidante attesa e chi non deve strisciare rimane accostato al muro, curando di non generare rumori sospetti, con gli occhi spalancati su un mondo buio popolato quasi esclusivamente di odori e suoni che appaiono, per contrasto, intollerabilmente forti. Coerentemente con il noto principio metodologico del “rasoio di Ockham”, la soluzione più semplice si rivela anche quella vincente e alla luce delle potenti pile tattiche si abbattono rapidamente gli oppositori, forzando la robusta recinzione e guadagnando l’accesso all’area di operazioni senza aver subito perdite.
STAGE 2
Seguendo le informazioni cartografiche raccolte dai pathfinder infiltrati nelle settimane precedenti, i team penetrano nella fitta vegetazione locale per localizzare e distruggere la principale piantagione dell’area. Il terreno solcato da canali e sovrastato da una collina induce il team ad allargarsi, finendo per impattare contro un’agguerrita resistenza nemica all’altezza della propria ala sinistra. La squadra ruota su se stessa subendo alcune perdite, poi forte di una buona superiorità numerica sfonda in più punti contemporaneamente, strappando i difensori dai propri ripari e circondando uno sparuto gruppo di braccianti all’interno di una radura. I figuranti, ottimamente travestiti e ben recitanti, si lasciano trarre in arresto senza troppi contrattempi. Dopo aver messo al sicuro i prigionieri è sufficiente posizionare un fumogeno quale fittizia carica incendiaria e prendere la via del ritorno. Una frusta bianca di pallini scuote improvvisamente lo schieramento e gli operatori cambiano nuovamente fronte per eliminare l’ultimo cecchino, appostato sull’altra riva del canale. Un’azione fortunosa ed imprevista che non genera vittime ma che ricorda ad ogni componente come nel gioco del soft air ci sia spazio per la simulazione ma mai per l’approssimazione.
STAGE 3
Nel prosieguo della storia i membri delle forze speciali impersonati dai vari SAT s’impadroniscono di un mezzo blindato ad alta mobilità carico di droga di proprietà del cartello colombiano (nella fattispecie una rombante e smarmittata Panda vecchi tipo sventrata e ricostruita per l’occasione). Questo mezzo dovrà essere condotto per alcune centinaia di metri lungo una carrareccia minata che taglia un’aspra cresta collinare. Dopo un rapido consulto la squadra si divide necessariamente in tre aliquote: mentre un piccolo contingente scorta il blindato neutralizzando gli ordigni anticarro, due “ali” si allargano faticosamente lungo i pendii coperti di rovi e si fanno largo tra difensori agguerriti e ben posizionati che si arrendono solo a caro prezzo. Il coordinamento tra i manipoli assume un ruolo centrale ed il caposquadra passa buona parte del settore monitorando gli spostamenti e gli scontri, cercando di intervenire con la propria coppia qualora possibile. Il tempo si rivela ancora una volta tiranno e pur affrontando alla pari le sfide tecnico/tattiche proposte, risulta piuttosto impegnativo rastrellare, sminare e condurre il veicolo all’uscita nel tempo predeterminato.
STAGE 4
Completato vittoriosamente il settore precedente ci si prende un paio di minuti per tirare il fiato e rivedere le sbavature di una gara fino a quel punto molto buona sotto il profilo agonistico. Nel quarto settore i team affrontano un’area bersaglio più circoscritta, ma assai impegnativa a livello di manovra in quanto collocata all’interno di una fitta macchia boschiva e circondata da un freddo torrente profondo in alcuni punti anche 50 cm . L’impatto con il game è quantomeno shockante: il team non ha ancora attraversato del tutto il corso d’acqua che sulla destra un’ala salta senza ingaggiare il difensore. Ci si apre di conseguenza alla massima velocità, frammentando l’azione globale in tante piccole schermaglie. Non c’è coordinamento via radio, solo un team affiatato che modifica posizioni e ruoli in base alla necessità sotto un frastuono continuo di almeno sette fucili che ingaggiano contemporaneamente. Talvolta si tira il grilletto a colpo sicuro, più spesso si spara ad un cespuglio mosso o ad un’ombra, ma il risultato è riadattare al contesto, per istinto o per esperienza, la vecchia dottrina di tiro e movimento insegnata fin dai primi anni ’40 del Novecento. Il piccolo centro di raffinazione cade rapidamente ed i due tecnici presenti vengono ridotti al silenzio ed all’immobilità. Sebbene la ricerca del buzzer necessiti un certo lasso di tempo, la squadra esfiltra rapidamente riattraversando il fiume in un punto particolarmente rapido incontrando qualche difficoltà (eufemismo) a raggiungere l’altra sponda senza bagnarsi.
STAGE 5
Quattro settori portati a termine senza perdere punti tra obj primari e secondari portano con sé due eredità assai diverse: da una parte l’adrenalina scorre poderosa nelle vene e non si risente di stanchezza, freddo e bagni imprevisti. Dall’altra affiora nell’animo di chi gioca un filo d’inquietudine, un reverenziale timore di sbagliare, di rovinare all’ultimo la gara perfetta che può significare la vittoria del Campionato piemontese. Il campo base dei narcotrafficanti, con la sua ventina d’elementi tra figuranti e cecchini si preannuncia tanto bello quanto fatale. Posizionato strategicamente al termine di un’ampia radura, stretto tra il fiume ed un ripido costone, l’ultimo caposaldo nemico occhieggia maligno nella luce del mattino quando i primi scout riescono a scorgerlo tra le fronde. Una sirena rompe gli indugi, confermando la supposizione di essere stati avvistati dall’alta torre che domina lo spazio aperto e sotto le impietose raffiche di una mitragliatrice leggera posizionata in cima all’altana, ci si lancia sotto il costone liberato dalla carenza d’acqua dell’affluente. Si striscia, ci si inginocchia e si sguazza in centro alla pigra corrente, ormai la mente è affilata e la volontà è solo quella di portare a termine il proprio compito. La squadra si sfilaccia, trova ripari estemporanei e movimenti abbozzati, ma soprattutto spara diversi caricatori verso l’unico bersaglio visibile. Il mitragliere finalmente cade e il team può emergere a valanga dal ripido argine. Il team dimostra un’altra volta il proprio affiatamento, generando spontaneamente una tenaglia che schiaccia inesorabilmente la caparbia resistenza avversaria, non senza causare limitate perdite tra i civili. Nel pieno dell’azione un fiotto rabbioso di pallini investe in pieno petto il terribile Diablo Rojo, ponendo fine al game ed all’Operazione Colombia II. A posteriori saranno proprio queste concitate fasi finali ed il relativo computo delle vittime civili a stabilire la classifica finale della V Tappa e a decretare i vincitori della competizione.
Analisi della gara e del Campionato
La X Sparta ha portato a termine nel migliore dei modi la prima fase del Campionato Italiano PCS 2011, architettando una gara che ritrova l’essenza della disciplina, dove si amalgamano senza soluzione di continuità il gioco e lo storyboard, dando il giusto risalto alla componente recitativa che costituisce il valore aggiunto di ogni traccia narrativa. La progettazione degli elementi essenziali degli obiettivi ha delineato una gara dal buon contenuto tecnico, capace di far emergere le migliori qualità dei SAT senza situazioni “a collo di bottiglia”, dove troppo spesso vanno a far la differenza la fortuna e l’onestà dei partecipanti. Si tratta, senz’ombra di dubbio, di un’impronta significativa da lasciare in eredità ai Berretti Verdi di Bologna, che organizzeranno la prima Finale Italiana della specialità PCS domenica 13 novembre 2011. In attesa dell’assegnazione del primo titolo nazionale si tirano le somme del Girone “A”, valido per il già citato Campionato Piemontese. Le complesse vicissitudini del campionato hanno portato ad un finale sofferto e la vittoria dell’ultima tappa si è dovuta giocare al fotofinish. Tra dure prove ed aspri combattimenti, paradossalmente, a far la differenza sono stati i civili caduti al 5° settore, che hanno consentito ai Cinghius di Rocca d’Arazzo (AT) di aggiudicarsi il gradino più alto del podio con una gara quasi perfetta. Alle loro spalle si sono piazzati i Seals di Mondovì (CN), risultato che consente loro di bissare il successo dello scorso anno conquistando il quarto titolo regionale, passando quindi a condurre l’albo d’oro CSAP davanti ai Cinghius coi quali condividevano da un anno la vetta. Ottima come sempre la prestazione degli Hunters di Saluzzo (CN) che con il terzo posto in campionato piemontese ed il secondo dello scorso anno si confermano sempre più realtà giovane ed emergente del soft air PCS. Per ciò che concerne il “Girone B” si segnala la vittoria dei Wild Birds di Bergamo, che conquistano così la vetta della classifica destinata alle squadre esterne allo CSAP. Terminati i conteggi risultano classificate per la finale di Bologna (Girone “A”): SEALs di Mondovì, Cinghius di Rocca d’Arazzo, Phoenix di Torino, Dark Eagles di Torino e TNT di Gassino Torinese. Girone “B”: Wild Birds di Bergamo, Pretoriani di Ivrea, Iena Korps di Bologna, Contractors di Aosta, La Centuria di Genova e gli Androids di Cuneo.
Si rinviano dunque gli appassionati alla seconda domenica di novembre, quando si scriverà una nuova pagina della storia del soft air italiano. Sia consentito in questa sede rilevare come la nostra disciplina, dopo anni d’oblio, sia uscita a testa alta dalle ultime competizioni, rafforzata nella credibilità didattica e nella moralità. Si rammenti, però, in ogni fase dei nostri progetti a lungo termine, che la rivalutazione sociale del nostro sport, il positivo impatto sulle istituzioni e sui media dipendono, come sempre, dalle condotte e dallo spirito di ognuno di noi. |
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