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RIPRESA DELLE ATTIVITA' CSAP 2012

Post n°128 pubblicato il 03 Settembre 2012 da presidenza.csap
 

Carissimi amici e compagni di gioco…

 

Come tutti gli anni, con la fine delle vacanza estive, giunge il momento di riprendere l’attività sportiva, ma soprattutto organizzativa del CSAP. Ma, prima d’illustrarvi alcune mie modeste riflessioni, forse utili come approccio a nuove discussioni e confronti; vi voglio ricordare, peccando come sempre di eccessivo sentimentalismo, la strada che molti di noi hanno percorso insieme negli ultimi dodici anni a questa parte, cioè da quando il CSAP come connubio tra associazioni di soft air piemontesi ha preso timidamente vita, divenendo poi, fino ad oggi, una delle realtà organizzative e sportive più vive sul territorio prettamente nord’italiano, non’ultima la scia di enti che cominciano ad interessarsi al fenomeno dei campionati italiani, solamente dopo che noi, con pieno merito di esclusiva, abbiamo già varato questo ambizioso progetto, con il campionato nazionale PCS, da ormai tre anni, confermando per l’ennesima volta la prima scintilla è partita proprio dal CSAP. Ma questa eccezionalità degli avvenimenti non ha il suo ventre nelle nostre brillanti idee e nelle innumerevoli attività svolte, bensì, soprattutto in quello che dal punto di vista “morale” il CSAP, non volutamente, ha generato, e cioè amicizie, collaborazioni e rispetto tra i suoi appartenenti, in un ambiente come quello del soft air piemontese, fino a quel momento, fatto di invidie e fortemente fazioso e così trasferendo questo nobile principio, anche se a minuscoli passi, a tutto il soft air nazionale.

Certo, questa strada, percorsa insieme non è sempre stata proprio  in discesa, fatta di tanti momenti di svolta, discussioni, decisioni difficili e sicuramente anche qualche saggio compromesso, ma con tanta tenacia e caparbietà siamo riusciti ad aggirare tutti questi ostacoli in nome di uno spirito di corpo rafforzatosi volta per volta, ed  i “veterani” sanno benissimo di cosa parlo.

Però, per la nostra inappagabile soddisfazione, sull’altro piatto della bilancia è posto un contrappeso decisamente più consistente, rappresentato da tutto ciò di buono e soprattutto di divertente il CSAP ha fatto fin’ora. Potrei parlarvi di numeri, quindi di gare organizzate, di squadre coinvolte e giocatori impegnati, numeri da capogiro che vi posso assicurare fanno invidia a molte realtà più blasonate della nostra – almeno sulla carta - , ma sicuramente con molto meno senso pratico, ed i risultati da loro finora ottenuti, tolte le cedole assicurative, si potrebbero definire “ai limiti dell’inconsistenza sportiva”, ma ormai è cosa risaputa che in certi ambienti softeristici si pensa più alle poltrone ed ai soldi, con tutte le prevedibili conseguenze di una storia antica come il mondo, tanto meglio per noi poveri sportivi corretti ed onesti.

Sta di fatto; che la nostra forza sta proprio nella lealtà che ci ha sempre dato un grosso aiuto nel superamento dei momenti difficili, anche quelli più delicati della nostra più che decennale storia; uniti siamo forti e questo è il nostro più grande presupposto di successo.

Tutto questo bel discorso, solo per arrivare al punto e cioè al fatto che sicuramente, come altre volte in passato, dobbiamo essere pronti per l’ennesima volta ad affrontare le problematica di una gestione sempre più grande, magari anche più grande delle nostre singole disponibilità e capacità, sia in termini di volume delle attività, sia nella pratica gestione del materiale umano a nostra disposizione; persone, ma soprattutto giocatori, con le loro idee, le loro aspettative e preferenze, che vanno sempre e comunque nel giusto e nel lecito accontentati, perché senza di loro il CSAP non sarebbe quello che è.

Come sempre, negli anni, il momento più delicato è  quello che segue la sosta estiva, perché esso rappresenta il momento in cui si raccolgono i frutti della stagione in corso che volge però al termine e sulla base dei successi e delle puntuali lamentele, che per fortuna non mancheranno mai, come un giudice spontaneamente imparziale che detta le regole, nella normalità della democrazia, su ciò di giusto o di sbagliato si sta realizzando, ma soprattutto tacitamente ci da consigli su come aggiustare la rotta futura per la nuova stagione ormai alle porte.

Anche quest’anno la trama del nostro bel film non ha subito sostanziali cambiamenti, trovandoci nuovamente ad affrontare, più o meno, le solite grinze sociali di ogni anno, ma fortunatamente con molto più buon senso ed esperienza rispetto ad una volta. Siamo nuovamente di fronte – ipotesi proveniente dalle sottili e taglienti voci di corridoio che non sbagliano mai - ad associati scontenti di una parte dell’operato organizzativo; o meglio dire sconfortati dai costi delle gare, specialmente in questo momento di profonda crisi economica nazionale. Si vanno poi ad aggiungere anche problematiche di un non proprio completo inserimento nel contesto CSAP da parte di nuove associazioni a cui necessariamente bisogna dare il tempo di entrare nella visione, ormai comune ai più vecchi, di un contesto di fraterna collaborazione e non di sterile servizio dato e reso.

Sulla base di ciò, impellente nasce il bisogno di mediare con intelligenza queste situazioni, di ascoltare, proporre per poi saggiamente prendere le giuste decisioni.

Sicuramente questa prima riunione post estiva dell’Assemblea delle ASD affiliate al CSAP, come tutte quelle passate, sarà la giusta occasione per fare ancora di più, per una giusta riconcertazione dei nostri sforzi e soprattutto sacrifici, e lo sappiamo tutti che senza sacrificio non c’è successo.

Tra le prime cose da discutere c’è sicuramente il non trascurabile contenzioso di critiche che ci portiamo dietro dall’inizio della stagione, seguendo la logica del costo elevato per un prodotto di valore inferiore, praticamente quello che ha detta di molti riguarda le nostre gare, apparentemente calate durante il 2012 in termini di spettacolarità scenografia a favore però di costi di partecipazione più elevati.

Se questa “coscienza associativa” ha ragione, bisognerà per forza di cose trovare il modo di rimboccarsi le maniche per andare incontro ad un grosso sacrificio da parte soprattutto di quelle ASD che puntualmente si occupano dell’organizzazione dei tornei e delle gare, siano esse tappe oppure gare ufficiali fuori dal contesto del campionato, lasciando da parte anche l’ultima prospettiva di un ben che minimo guadagno per la propria associazione a favore di una spesa più ricca, unita all’idea di utilizzo di materiali di riciclo ed a basso costo, per l’allestimento delle strutture scenografiche essenziali nell’impattante riuscita soprattutto di una gara di PCS, dove il giocatori competono con la forte aspettativa di sparare e muoversi tanto, ma anche di vedere, vivere e ricevere emozioni dal contesto, appunto scenografico, di gara.

Discutere e decidere su questo sicuramente scottante argomento non sarà certo facile, ma secondo me è l’unica strada per migliorare e soprattutto far elogiare il nostro operato senza macchia alcuna, insomma fornire ai nostri associati ed a nostri ospiti sempre e comunque un buon prodotto degno della spesa e del viaggio affrontato.

Sempre trattando l’argomento legato al “vil danaro”, anelandolo alla partecipazione al CSAP da parte di chi già c’è e si spera rimanga  e di chi ha intenzione ad entrare, sarà necessaria una decisione sull’abbattimento dei costi di partecipazione, praticamente la quota d’iscrizione annua, ovviamente per favorire e rendere più appetibille, sgravandola di una parte dell’onere del sacrificio in danaro, l’ingresso e la permanenza nel CSAP.

Dal punto di vista un po’ meno amministrativo, ma più tecnico ed organizzativo, va risolto anche il problema delle riunioni, nel senso che ad oggi alcuni club rimangono penalizzati dalla distanza da percorrere per raggiungere alcuni luoghi infrasettimanali di riunione, quindi con la giusta saggezza è giunto il momento di prendere una cartina del Piemonte su cui segnare le ubicazioni delle varie sedi, fare un bel cerchio col compasso per vedere il posto di più o meno di egual distanza comodo per tutti i presidenti e rappresentanti di club, con una sicura diminuzione dei costi di carburante e viaggi più lieti e di minor durata. Si spera almeno, che così facendo, la partecipazione alle riunioni sia sempre garantita da almeno un rappresentante per ASD aderenti al CSAP, e non di meno importanza, cancellare finalmente l’attenuante di alcuni nel dichiarare che la loro scarsa partecipazione è dovuta alle distanze e quindi dalla scomodità dei luoghi di riunione.

In ultimo, ma non meno importante, l’argomento riguardante l’impegno di ognuno nella suddivisione dei compiti organizzativi e di gestione, che con il normale allargamento delle attività, soprattutto di Campionato Italiano PCS destinato, quasi sicuramente, nel 2013 ad estendersi fino alla Toscana avrà bisogno di un più capillare rete di coordinamento, studiata non solo per l’organizzazione delle gare, onere questo delle associazioni locali dei vari gironi considerati, ma anche,  per la scarsa esperienza avranno comunque bisogno di vari “tudor” con cui dialogare  per chiedere giusti consigli. L’organizzazione di tutta la rete di promozione e di diffusione delle attività organizzate e poi svolte, insomma tutto quel contesto di duro lavoro che comunque è necessario svolgere per la gestione e la crescita ulteriore del CSAP, altrimenti tutto quello detto fin’ora rimarranno nel tempo solo belle parole.

Lavoro questo che ormai i membri del Direttivo, per meglio capirci “sempre i soliti” non possono più portare avanti con  conclamata precisione, se non senza il prezioso aiuto di tutti gli associati, o comunque di coloro più volenterosi e capaci.

Prima di concludere, con la speranza che queste mie righe scritte siano non solo lette, ma percepite ed assimilate con lo scopo di coinvolgervi il più possibile e con voi i ragazzi delle associazioni che rappresentate a cui spero trasferirete le mie parole. Uno stimolo ulteriore a riflettere su ciò che veramente vi aspettate dal CSAP e su come vorreste che esso sia e diventi in futuro, non tanto per merito e sacrificio dei soliti coordinatori, gestori, organizzatori – chiamateli come volete – ma soprattutto per volontà e merito vostro, con  qualità morale e  personalità.

Come tutti gli anni è il momento di parlare, anche a costo di essere tacciati come rompipalle – tanto qualche stupido la farà comunque -, di protestare vivacemente se ci sono cose su cui non siete d’accordo, di proporre quello che credete opportuno e giusto, ricordando sempre che dalle vostre proteste e dalle vostre proposte  sono finora nate e nasceranno sempre le cose eccezionali fatte e da fare tutti insieme.

Non scordate mai; che ciò che farete in tal senso è in nome del vostro divertimento della vostra passione che tanto ci prende e ci trascina ogni avventurosa domenica nel fango ed al caldo, in fondo sempre stimolati, oltre che dalla lecita voglia di successo agonistico, soprattutto dalla voglia di vedere amici e stare in sana compagnia.

Ciò che fate nel CSAP lo fate soprattutto per voi stessi, è così diviene un vostro diritto sacrosanto  avere il meglio da questa vostra creatura, nel parlarne per migliorarla e renderla sempre più grande, mi raccomando ragazzi non perdete mai questa bella opportunità.

 
 
 
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