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MEMORIAL DANKO - operazione Scacco alla Regina

Post n°70 pubblicato il 14 Novembre 2010 da presidenza.csap
 

Si è svolto nelle domeniche 19 e 26 settembre, a Farigliano in provincia di Cuneo la seconda edizione del "Memorial Danko" dedicato alla memoria di Walter Sciandra dei SEALs di Mondovì.

 

 

Nelle due domeniche consecutive del 19 e 26 settembre scorsi, lungo le rive del fiume Tanaro, nei pressi dell’antico paese di Farigliano; si è svolta la seconda edizione del torneo di soft air dedicato a Walter "Danko" Sciandra, giocatore dei SEALs di Mondovì, prematuramente scomparso nell’estate del 2008. La gara, articolata in due gironi è stata organizzata dai compagni di club, s’intitolava "Scacco alla Regina", era a tema fanta-politico e come ambientazione è stato usato il suggestivo campo di gioco dell’ASD X° Spartana di Mondovì che si snoda lungo le rive del fiume Tanaro offrendo anche dei scenari urbani. Club a cui va il più sentito ringraziamento, da parte dei SEALs, per la disponibilità dimostrata.

Dopo la riuscitissima edizione – la prima – del Memorial Danko, disputata lo scorso anno, i ragazzi dei SEALs si sono nuovamente rimboccati le maniche per riportare nel cuneese il maggior numero possibile di appassionati del nostro sport, non solo per disputare la solita gara di soft air, ma qualcosa di più: un momento di coesione sportiva che radunasse oltre le squadre del CSAP, di cui i SEALs sono soci fondatori, varie altre realtà softreristiche del nord’Italia.

La preparazione dell’evento e la folta partecipazione che ne è risultata, sono il frutto, oltre che alla superba macchina organizzativa mossa dai SEALs, anche del lavoro collettivo svolto da tutto il CSAP nella stagione sportiva ancora in corso, che ha visto la realizzazione di sei eventi significativi nella costruzione, per il momento ancora in fase sperimentale che si concluderà alla fine di ottobre, del campionato nazionale di soft air per la specialità pattuglie combat a scenari, conosciuta come PCS e che finalmente vedrà il suo varo ufficiale nel febbraio del 2011.

Dallo scenario in stile "seconda guerra mondiale" dello scorso anno, quest’anno si è passati ad una più classica trama a sfondo fanta-politico ed il titolo "Scacco alla Regina" faceva subito intuire che di mezzo ci fossero i SAS di sua maestà britannica, infatti lo storyboard raccontava di un "impazzito" colonnello al comando di un reparto di SAS, che con astuzia e perversa avidità era riuscito a trasformare una normale missione di protezione nei confronti di una emergente dottoressa, in un ricatto ai danni del governo inglese.

Il torneo era riservato a ventotto squadre, suddivise in due gironi, e si articolava all’interno di un circuito composto da cinque settori obj con suddivisione iniziale della squadra da otto elementi in due aliquote da quattro che dovevano svolgere ognuna due missioni sul primo obj previsto, coordinandosi tra loro per giungere insieme il punto di randevoux e da li continuare insieme la gara, che in oltre, prevedeva un trasferimento lungo le rive del Tanaro navigando su un gommone da rafting con la sola forza di braccia e remi. I settori obj, molto diversi tra loro per l’impegno fisico richiesto, scenografia e morfologia del terreno, tali da costringere le squadre iscritte ad una vero e proprio sali e scendi, che andava da dei settori prettamente boschivi ai margini del fiume, a dei settori scenograficamente allestiti con serie di serpentine di bunker ad un settore tassativamente urbano, insomma ce n’era per tutti i gusti. Ovviamente, su ogni obbiettivo c’erano presenti tutte le insidie del caso, ad iniziare dai difensori "onestamente agguerriti" per finire ad un numero imprecisato di diavolerie elettroniche, interruttori, codici ed antidoti.

Il torneo oltre che essere innanzitutto l’evento a ricordo del nostro amico Walter e di tutti coloro, amici del soft air, ci hanno lasciato prematuramente, era anche valido, nella prima domenica di gioco, per il campionato piemontese CSAP e nella seconda come gara promozionale open.

Ma vediamo di andare per gradi e vediamo insieme come si sono sviluppate le due giornate di gioco fin dall’inizio.

 

Lo svolgimento del torneo

 

Dato il gran numero di affluenza alla manifestazione, ben ventotto ASD, gli organizzatori hanno diviso i partecipanti in due gironi da quattordici squadre ognuno, giocati nelle due domeniche successive del 19 e 26 settembre, con delle condizioni climatiche fortunatamente ancora estive.

Lo storyboard della gara, ben studiato, prevedeva la suddivisone dei team all’inizio del gioco in due aliquote da quattro elementi ciascuna, denominate squadra alfa e squadra bravo, che si sarebbero poi ricongiunte nel proseguo della missione a riformare il team da otto elementi al completo.

La trama, molto intrigante, era incentrata sulla figura di un losco individuo, certo colonnello Sir Reginald Locke, pluridecorato ufficiale dello Special Air Service britannico, il quale approfittando del delicato incarico di proteggere la dottoressa Anna White insigne immunologa e scopritrice dell’unico antido efficace per il contagio dell’antrace, decide di ritirarsi in pensione con in suoi uomini, ma con la perfida intenzione di spillare un po’ di quattrini a Sua Maestà la regina d’Inghilterra, solo cinquecento milioni di Sterline. Per far si che il suo piano riesca, il colonnello rapita la dottoressa, minaccia di contaminare tutta la contea dello Yorkshire, avendo avuto però la cura di far sparire tutte le dosi di antidoto.

Trasferite quindi, con la fantasia, le verdi colline dello Yorkshire in provincia di Cuneo, compito dei partecipanti era quello di condurre una missione che li avrebbe impegnati nell’inserirsi nella zona nemica, liberare la dottoressa, uccidere il colonnello e il maggior numero dei suoi uomini ed infine scongiurare una "strage" con il ritrovamento dell’antidoto.

Come dicevo, quindi, nella prima parte della gara la squadra alfa si doveva inserire tagliando e ricucendo con del filo di ferro la rete di recinzione della guarnigione del colonnello Locke dopo aver eliminato, seguendo un basso profilo, la sentinella sull’altana al di sopra della rete di recinzione, simulata da un manichino con indosso il sistema di marcatura ARF, che se fatto suonare indicava la buona riuscita del tiro sniper e il prosegue dell’operazione d’inserimento in tutta tranquillità, ma se fallito il tiro dopo due tentativi, azionava il sistema di allarme con relativa complicazione nell’inserimento degli uomini attraverso la recinzione ed il rischio di svolgere questa operazione, ormai scoperti, sotto una valanga di pallini. Una volta superato l’ostacolo delle sentinelle era necessario reperire, nascosti in un bunker, i documenti top secret che indicavano come il colonnello Locke avrebbe diffuso il virus ed immediatamente comunicarlo tramite radio alla squadra bravo.

Nel frattempo la squadra bravo, a poche centinai di metri, era impegnata nella ricerca della prigione della dottoressa White e ricevute le informazioni da parte della squadra alfa, doveva mettere fuori uso il magazzino di stoccaggio dell’antrace e liberare la dottoressa solo dopo aver messo fuori uso il sistema di della cella. La dottoressa una volta liberata avrebbe fornito delle preziose informazioni su come scovare ed eliminare il malvagio colonnello; informazioni da comunicare immediatamente alla squadra alfa impegnata, nel frattempo, nello sminamento della red zone, sul gretto del fiume, con distruzione del natante li ormeggiato probabile via di fuga dei traditori superstiti.

Svolte queste operazioni, separatamente su settori differenti, le due aliquote, sempre comunicando tramite radio, dovevano coordinarsi per espugnare "la tana del lupo", e cioè il quartier generale del colonnello Locke, mediante l’infiltrazione nel settore obj da due IN diversi, uno per squadra.

In questo settore, allestito in maniera superba con un labirinto di bunker e camminamenti e con tanto di torrette di osservazione, i team ormai ricomposti dovevano prima di tutto trovare il nascondiglio del colonnello e una volta scovato eliminarlo sul posto per garantirsi l’accesso a nuove informazioni contenenti i codici per accedere al laboratorio chimico e così facendo poter aprire la serranda di accesso al magazzino dove erano custodite le ampolle con l’antidoto sintetizzato dalla dottoressa.

Usciti dal terzo settore obj, era giunto il momento di recarsi all’imbarcadero, con un trasferimento in furgone, cioè al punto dove il "contatto" aspettava i team pronto a far mettere in acqua il gommone da rafting che sarebbe servito come mezzo di trasporto, discendendo il fiume a forza di remi per circa un chilometro per portare gli incursori all’IN del quarto obj.

Finalmente il quarto obj, il nonplusultra di tutto ciò che tecnologicamente si può inserire in una gara di soft air. Ad ambientazione urbana, sembrava veramente di stare su un set cinematografico, a cominciare da una superba simulazione dell’infermeria con i manichini "infettati" coperti da bende insanguinate – ovviamente vernice rossa – veri macchinari e strumenti clinici, a tal punto che qualcuno ci ha chiesto se avevamo svaligiato un pronto soccorso. Per poi proseguire nel laboratorio chimico con tutte le strumentazioni possibili ed immaginabili ed il computer che, una volta inseriti i giusti codici reperiti antecedentemente, accendeva il quadro comandi che avviava il motore elettrico della serranda – si proprio una vera serranda a maglie come quella dei negozi – che dava, una volta aperta, la possibilità di accedere nel magazzino di stoccaggio dell’antidoto. Poi, in oltre, tanto per abbellire un contesto già grandemente scenografico, varie postazioni di missili SAM disposte sulla balconata dell’edificio e sul tetto all’ultimo piano. Poco lontano dall’OUT del quarto settore c’era l’IN del quinto ed ultimo stage della gara, in cui prima di esfiltrare i team erano costretti ad eliminare tutti gli "ostili" presenti e così concludere la loro gara.

 

 

Conclusioni e Ringraziamenti

 

Il torneo di soft air "Scacco alla Regina" o "Memorial Danko 2010" che dir si voglia, inserito nel contesto agonistico CSAP per la stagione 2010 e valevole sia come Campionato Piemontese CSAP, sia che come Gara Promozionale Open ha rappresentato l’ennesima buona riuscita in termini organizzativi, ma soprattutto sportivi del circuito Pattuglie Combat a Scenari (PCS). E’ stata soprattutto l’affluenza di molte squadre provenienti da fuori regione, unitamente all’eguale affluenza di altre realtà softeristiche nazionali avuta nelle gare precedenti dello stesso circuito, iniziate con "Operazione Cospiracy of Silence" a Gassino Torinese lo scorso febbraio e che terminerà il prossimo ottobre con l’ultima gara in programma, ha confermare ormai definitivamente la conclusione della fase sperimentale di quello che dal 2011 diventerà il Campionato Nazionale Soft Air per Specialità PCS, e di cui non solo i SEALs, ma tutte le ASD del CSAP sono fieri, perché dopo anni di lavoro finalmente si vedranno coronati gli sforzi per rendere il nostro sport sempre più avvincente, competitivo, ma soprattutto profuso per divertirsi e far divertire.

L’alto indice di gradimento ottenuto fin ora, da quei team che si sono cimentati nelle varie gare, ci da la certezza che in futuro questo ambizioso progetto potrà solo crescere, fermo restando sempre l’impegno di tutti noi nel continuare a studiare, con fantasia le insuperabili scenografie di cui siamo capaci e di cui tutti ci invidiano la meticolosa cura dei particolari, che siano esse gare ambientate nei nostri tempi o nel passato, di cui testimonianza storica rimane la prima edizione del "Memorial Danko" l’anno passato, un salto più che realistico all’epoca della Seconda Guerra Mondiale.

Un ringraziamento particolare va prima di tutto ai partecipanti, tra cui molti di loro si sono dovuti macinare un bel po’ di chilometri, per poi, speriamo, tornare a casa appagati e soddisfatti dalla bella giornata vissuta. Ancora, è doveroso ringraziare tutto il personale logistico dei SEALs che si è impegnato nella difesa degli obiettivi e nell’accoglienza alle squadre. Ultimo ringraziamento, e non per questo meno importante, allo staff arbitrale dello CSAP che come ormai da tempo ha svolto il suo lavoro di direzione di gara in maniera capace e professionale – certo dopo tutti i corsi di arbitraggio svolti, non potevano avere un rendimento migliore - .

 
 
 
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