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Progetto citta' solidale
PROGETTO CITTÁ SOLIDALE
Legge regionale n. 28 24 dicembre 2004
Finalità
Il Progetto intende migliorare le condizioni ambientali e sociali delle zone di degrado urbano; promuovere interventi in ambiti maggiormente esposti al rischio derivante dalla criminalità diffusa e dove è più forte l’insicurezza; prevenire i fenomeni di violenza nel confronto di donne, minori e anziani (come previsto dalla legge regionale n. 28 del 24 dicembre 2004, c. 2 art. 7).
Data la dispersione del fenomeno migratorio (e degli altri fasce prese in considerazione), l’utenza, pur interagendo con le diverse realtà territoriali e sociali che hanno come centro Albenga, è “spalmata” sul territorio della Comunità Montana Ingauna, che viene coinvolta anche per dare un’uniformità agli interventi.
Il progetto prevede la produzione di una newsletter mensile (elettronica o cartacea) che possa funzionare da strumento di contatto e informazione tra tutti gli enti e gli operatori coinvolti nonché gli utenti interessati.
Una finalità trasversale alle problematiche individuate, è quella del sostegno alle famiglie. Queste spesso non hanno bisogno solo di un aiuto economico (pur utile per affrontare i problemi della vita quotidiana (il caro vita, il caro affitto, il costo del materiale scolastico, ecc.) quanto di un aiuto psicologico per affrontare le situazioni che derivano da condizioni di migrazione, disabilità e emarginazione; ma l’aiuto deve essere anche culturale, per mettere in grado i genitori di affrontare le difficoltà che incontrano in una società sempre più complessa (non a caso, Mario Tortello, parlava anche di una pedagogia dei genitori. Occorre dunque creare equipe di operatori che possano intervenire nelle diverse situazioni e creare gruppi di auto aiuto, adeguatamente supportati da personale competente.
Soggetti coinvolti
I soggetti coinvolti nell’attuazione del presente progetto sono:
Comune di Albenga (Assessorato ai Servizi Sociali e Assessorato alla Pubblica Istruzione
istituzioni scolastiche presenti sul territorio comunale (e, in primo luogo, il Liceo Scientifico con annessa sezione classica “giordano Bruno”);
Associazione Centro d’Ascolto della Caritas diocesana;
Centro Scuola Territorio di Albenga;
Comunità Montana Ingauna;
Consulta Cittadina delle Associazioni dei Disabili;
Associazione Guide Scout;
UNICEF Regionale Ligure;
Centro Culturale Islamico, Associazione Lavoratori Immigrati e altre associazione di migranti eventualmente costituitesi;
Centro Psicopedagogico per la Pace e la Gestione dei Conflitti di Piacenza;
Associazione La Piazzetta (Gestione dei conflitti), Tornio;
Cooperativa Interculturando, Milano;
Università di Genova (Facoltà di Scienze della Formazione),
Servizio Inserimento Lavorativo Disabili dell’ASL;
El.Fo. – Ente Ligure di Formazione
Altri soggetti coinvolti sono operatori individuali quali il dottor Gian Paolo Cenisio (psicologo counsellor) e la dottoressa Raffaella Cocchiola (psicologa)
Descrizione specifico problema e sua connotazione territoriale e sociologica
Il Comune di Albenga è uno dei centri dell’intera Regione maggiormente interessati dal fenomeno migratorio. Numericamente, le Comunità straniere più rappresentate sono quella marocchina e quella albanese, ma non mancano cittadini sud americani, cinesi o provenienti dall’Europa dell’Est.
Come spesso accade, nel progetto di vita dei migranti, la loro presenza in Italia vorrebbe essere temporanea mentre, in realtà, vi sono numerose presenze di stranieri ormai inseriti da tempo nel tessuto lavorativo e sociale cittadino. Spesso poi, il loro insediamento diviene tendenzialmente definitivo con il ricongiungimento familiare, realizzato con l’arrivo della famiglia.
Queste persone spesso vivono in locali non idonei, la loro situazione lavorativa è precaria o sono sottopagati e possono divenire vittime di processi emarginanti e/o devianti verso situazioni di illegalità diffusa.
Una delle fasi prioritarie per il successo dei processi integrativi di queste comunità è la riuscita dell’inserimento e dell’integrazione di questi nuovi alunni nelle nostre scuole. Coinvolgere le comunità migranti sul futuro dei loro figli e aiutare la popolazione autoctona ad accoglierli significa, per l’Amministrazione Comunale, investire sul futuro. Un investimento che implica l’uscita dalla fase dell’emergenza e la costruzione di una comunità accogliente, agendo soprattutto nella scuola dell’infanzia e di base.
L’amministrazione Comunale, in collaborazione con l’Associazione Centro d’Ascolto, le associazioni dei migranti e il Centro Scuola Territorio (che a breve modificherà la propria struttura, divenendo l’Associazione di Promozione Sociale Centro Scuola Territorio), lavora per favorire l’integrazione di tutti i cittadini, a prescindere da quale sia il loro status, la loro religione, il loro sesso, la loro lingua, la loro classe sociale, la loro origine e condizione sociale, al fine di costruire realmente una comunità educante e accogliente, consci del fatto che l’intero discorso dell’inserimento delle cosiddette “diversità” dovrebbe essere sostituito dalla con-vivenza.
E, a proposito di “diversità” occorre tener presente le problematiche delle persone diversamente abili e delle loro famiglie che non sempre versano in condizioni tali da garantire a figli una vita dignitosa. Inoltre aumentano le famiglie che, pur non rientrando in situazioni come quelle cui si è fatto cenno, vivono forti situazioni di disagio. Queste fasce di popolazione sono spinte dalla situazione economica sempre più verso la povertà, creando nuova marginalizzazione. Le istituzioni debbono intervenire cercando di porre rimedio a queste situazioni, al fine di evitare non solo la progressiva marginalizzazione di settori sempre più ampi della popolazione, ma di prevenire il fenomeno della illegalità e della violenza.
Lavorare in rete alla convivenza civile è il miglior antidoto per evitare situazioni di conflitti e di violenza, scatenati al contrario, da contesti emarginanti e non inclusivi.
Misure già adottate
Come si è già accennato, sono state individuate tre aree di intervento: i migranti, il mondo dell’ handicap, le famiglie in difficoltà e le nuove marginalità.
Fino a questo momento, non vi sono stati interventi strutturati. A questa vacanza hanno supplito le associazioni di volontariato, in genere appartenenti all’area cattolica, come la Caritas diocesana. Il cui Centro d’Ascolto si è distino per un lavoro verso l’integrazione degli alunni stranieri nelle scuole cittadine e nel coinvolgimento delle comunità migranti nel tessuto urbano. Ma il volontariato, per quanto abbia svolto un ruolo fondamentale, non può bastare: i volontari debbono essere formati e, a loro volta, sostenuti, sia psicologicamente che culturalmente. Con queste finalità è nato il Centro Scuola Territorio, che opera nell’ambito cittadino da due anni, divenendo un punto di riferimento non solo per i volontari ma anche per i migranti.
A sostegno delle famiglie in difficoltà e per aiutare gli insegnanti, il Centro Scuola Territorio ha promosso l’apertura di uno Sportello Pedagogico Genitori Insegnanti, in collaborazione con la dottoressa Raffaella Cocchiola. Ha inoltre organizzato corsi di aggiornamento e incontri tra insegnanti, genitori e operatori diversi al fine di favorire l’integrazione dei soggetti diversamente abili e l’elaborazione di un progetto di vita.
Il Centro Scuola Territorio ha stipulato convenzione con l’Università di Genova (Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Scienza della Formazione Primaria e Corso di Laurea Esperti in Processi Formativi), ed è stato riconosciuto dalla stessa quale Ente presso il quale gli studenti possono svolgere il tirocinio previsto dal loro piano di studi). Analogamente, il Centro ha elaborato un progetto approvato dal Liceo Scientifico con annessa sezione classica Giordano Bruno di Albenga, i cui allievi degli ultimi due anni potranno svolgere volontariato nelle classi dove sono iscritti alunni stranieri (questa attività sarà conteggiata quale credito formativo).
Descrizione tecnica progetto e modalità di realizzazione; responsabile del progetto
Ambito interculturale
Promuovere la cultura del volontariato presso la popolazione e, in particolar modo, verso i giovani;
coordinare e supportare dal punto di vista didattico, pedagogico e formativo i Volontari e le Volontarie del Centro Scuola Territorio e dell’Associazione Centro d’Ascolto della Caritas diocesana, impegnati/e nelle scuole cittadine;
organizzare corsi di lingua e cultura del paese di provenienza (aperti a migranti e italiani);
organizzare corsi per stranieri di italiano come seconda lingua ;
organizzare corsi di formazione per genitori e operatori della scuola sulle tematiche interculturali;
favorire dinamiche di auto aiuto all’interno delle comunità migranti;
prestare opera di consulenza per progetti didattici e socio-culturali per gruppi organizzati;
favorire e creare momenti di incontro e di dialogo culturale, religioso e ludico tra le comunità migranti e quella ospitante;
sostenere le famiglie migranti nel momento di arrivo e di stabilizzazione, fornendo loro indicazioni in lingua e mediatori culturali;
favorire la costituzione di reti di solidarietà tra singole persone e famiglie, sia italiane che straniere, individuando strumenti adeguati (come, ad esempio, la banca del tempo).
Ambito del disagio e della disabilità
Sostenere le famiglie delle persone diversamente abili, favorendo il momento conviviale e associativo;
fornire informazioni e strumenti didattici agli operatori della scuola e a genitori di alunni in stato di handicap o disagio;
sostenere, anche economicamente ma non solo, le famiglie delle persone diversamente abili e le loro associazioni;
fornire informazioni e strumenti didattici agli operatori della scuola e a genitori di alunni in stato di handicap o di disagio;
formare gli insegnanti, curriculari e impegnati in attività di sostegno alla mentalità del lavoro di rete;
coordinare operatori servizi, scuola e genitori nel favorire la costruzione di un progetto di vita che superi l’orizzonte scolastico per tutti i bambini, siano essi migranti, diversamente abili e/o in stato di disagio;
creare una rete di scambio di materiale, informazioni e quant’altro tra le varie scuole che metta in grado gli insegnanti di poter strutturare un reale progetto di vita dell’alunno, dalla materna alle superiori.
Nuove marginalità
supportare e sostenere gli alunni iscritti nelle scuole cittadine nel loro stato disagio, al fine di evitare situazioni di abbandono;
aiutare le famiglie in difficoltà, potenziando lo Sportello Pedagogico Genitori Insegnanti (già operante da due anni nel II° Circolo Didattico di Albenga) e creandone altri laddove ne sia individuata la necessità;
costituire una banca del libro scolastico, al fine di evitare sprechi di carta e di denaro, riciclando i libri di testo non più in uso.
RESPONSABILE DEL PROGETTO:
insegnante Giuliano Falco c/o II° Direzione Didattica di Albenga e Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Centro Scuola Territorio, Albenga
Piano delle risorse umane, strumentali e finanziarie
(omissis)
Indicatori di verifica in relazione agli obiettivi
Il Centro Scuola Territorio raccoglierà periodicamente dati (utilizzando strumenti appositi, al momento da individuare) per valutare il grado di partecipazione alle iniziative promosse e individuare modalità collaborative per migliorare i servizi.
Il Centro si impegna a fornire relazione e documentazione delle attività svolte; la valutazione finale darà modo di programmare l’intervento per l’anno successivo.
Strumenti per le verifiche saranno anche questionari somministrati agli utenti interessati.
Eventuali finanziamenti regionali, statali o europei già richiesti
Non sono stati richiesti
Eventuali protocolli di intesa con forze di polizia
È in fase di preparazione un protocollo di intesa per gli interventi verso i minori stranieri e, in genere, a rischio.
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Inviato da: lorteyuw
il 24/03/2009 alle 11:43