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OCCHI

Post n°148 pubblicato il 23 Novembre 2006 da nondovrestiesserequi

Occhi che stanno a testimoniare quello che di più nascosto c’è, quel che molti non percepiscono, quelli che distrattamente passano e se ne vanno, senza cogliere, senza capire alcunché.
Occhi che nascondono, che tradiscono, che parlano addirittura.
Occhi che non dicono, ma che vorrebbero dire.
Occhi come una cartina tornasole. Solo i tuoi e nulla più.


Occhi che nascondono una scatola giù nel profondo, scura, impolverata. Un lucchetto stretto come un groppo, quello della gola, quello che non scende e non si scioglie. E sei vicino a qualcuno, a qualcuno che non c’è più, che hai perso troppo presto, forse.
immagine Gli occhi ci sono per questo per testimoniare che quel groppo non se ne è andato mai, ma che sapiententemente torna su con tutto il suo aspro sapore, prepotente più di prima, e morde senza tregua. E si mescola con tutta la malinconia e le lacrime, ché il cuore sa, quando si apre quella scatola, son dolori.

Un saluto, una mano, un sorriso. E tu che te ne sei andata via. Il vuoto che torna, incessante, come tanti anni fa. E scopri una sera, metre parli con un amico, che la vita potrà anche andare avanti, che giorno dopo giorno sembra sedimentarsi su se stessa, renderdoti sorda, ma non è così, è l’illusione che tutto sia passato a farti capire che i ricordi sono come la marea, arrivano e spazzano tutto quello che sul bagnasciuga c’è.


immagine
Conchiglie, formine dimenticate, conchiglie abbandonate dal mare, te stesso… e via verso il largo, il largo dei ricordi, che sono sempre più profondi e per un attimo così vividi. Non più offuscati, non più nebbiosi, ma tersi e lucenti. Parole criptiche, che il cuore non sa dire, la voce non sa articolare, ma che solo gli occhi sanno instillare, con piccole gocce salate, per ricordarti ancora lì con me, per ricordarti nei rimproveri a tutte le mie marachelle, o per una parolaccia che in bocca ad una ragazza non sta bene. La mia dedica per lei sulla mia prima tesi.




E’ il vuoto che non si rimpiazza nemmeno con il tempo che passa, con gli anni che corrono, con te che diventi una donna, e con la scorza che piano piano ti si forma intorno, per proteggere bene quel che è nascosto al suo interno, qualcosa che anche lei ha contribuito a far crescere, poco alla volta.
Tutti abbiamo scatole infondo al cuore, dove abbiamo chiuso parole, sguardi, amori e perdite. Quello che non si è mai riusciti a dire, perché non si aveva tempo, forza o coraggio. Qualcosa che giace, che ci accompagna, che vive giorno dopo giorno, e che non sbiadisce e mai lo farà. Che riprende vigore al solo tocco di quella corda, che piano tende il cuore, si irradia fino al groppo ed esce timidamente in un piccolo concentrato salato.

Gli occhi ci sono per dire tutto quello che non si è avuto mai il tempo di dire.

 
 
 
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Un blog di: nondovrestiesserequi
Data di creazione: 03/10/2006
 

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