La verità che forse non conoscete:Sembra che la data indiziata sia il 23 febbraio 1917 (per il calendario giuliano di Giulio Cesare, l’8 marzo per quello “nostro” gregoriano da papa Gregorio XIII), quando a San Pietroburgo un grande corteo di madri, mogli e figlie delle migliaia di soldati impegnati nella prima guerra mondiale, manifestarono in corteo per chiedere il ritorno a casa dei loro uomini. Ma siccome al mondo occidentale non piaceva l’idea di legare a un fatto russo una giornata simbolo della rivendicazione della dignità femminile, si pensò bene di eludere il richiamo alla Rivoluzione russa, spostando i natali della Festa della Donna negli Stati Uniti, legandola a un fatto verosimile, ma forse non reale del movimento operaio d’oltreoceano.Al di la della scelta più o meno riuscita di questo evento dobbiamo ricordarci il vero significato di questa festa. Dobbiamo ricordare che nemmeno un secolo fa le Donne non avevano alcun diritto, non potevano partecipare agli eventi sociali, non potevano esprimersi liberamente ed erano considerate delle machine per fare i figli, per servire l'uomo e seguirlo in tutto e dappertutto. Dobbiamo ricordare le Donne del secolo scorso, le Donne che sono riuscite ad affrontare questo problema, quelle che hanno sofferto e che hanno lottato per un loro futuro migliore e per un nostro futuro migliore delle Donne di oggi. Ricordiamo le Donne che hanno avuto il coraggio di andare avanti in un mondo fatto solo di uomini. Uomini la cui vita partiva dal ventre di una Donna.. La Festa della Donna deve essere momento di gioia per tutto ciò che le donne danno al mondo. Dunque, evitiamo di ridurrla a una festa trasgressiva in un locale e donando una mimosa ricordiamoci quanto griggio e triste sarebbe tutto senza la vitalità e la creatività della Donna.