Quell’appartamento era davvero molto simile a
quello dei suoi sogni. Sicuramente apparteneva
ad una delle sue amiche, una di quelle accanto
alle quali si era risvegliata dopo una notte di
sbronze ed oblio. Lì Eva si sentiva come a casa propria.
Si alzò, si diresse verso il bagno e decise di farsi una doccia.
Si tolse i pochi vestiti che le rimanevano addosso e si
gettò sotto lo scroscio di acqua gelata.
Girò lo sguardo verso il basso e vide
qualcosa che non avrebbe mai voluto vedere.
Lividi.
Segni di quella che a questo punto non poteva
che essere una notte molto movimentata.
Eppure era sicura: non era andata a letto con nessuno
per il semplice motivo che non c’erano assolutamente
uomini da rimorchiare la sera prima.
Era una festa per sole donne quello a cui aveva partecipato in
quell’appartamento.L’assenza di uomini aveva reso
quella serata probabilmente ancora più bella, ma le zone
basse del suo corpo rivelavano tutta un’altra verità.
La vodka alla mela cominciò a diradare il suo effetto alienante.
L’oblio si stava dissolvendo ed il suo cervello cominciava a
ricordare.
La musica assordante, il bicchiere sempre pieno.
Le sue amiche che la invitavano a ballare.
Lei che si concedeva con facile entusiasmo.
Le sue amiche che le si facevano attorno.
Lei era la regina della festa. Tutte guardavano lei.
Tutte volevano lei. Tutte le andavano incontro.
Tutte le stavano addosso. L’ultimo sorso, la vodka
che precipita giù per la sua gola sprigionando un
forte odore di mela. Le mani delle sue amiche
addosso per sorreggerla mentre le sue gambe
iniziano a cedere. Le mani delle sue amiche addosso
mentre cerca di rialzarsi. Le mani delle sue amiche addosso
che la sollevano e l’adagiano sul letto su cui si sarebbe
risvegliata la mattina dopo. Un attimo di lucidità:
le mani delle sua amiche che le tolgono i vestiti.
Reagisce. Con forza, ma senza scampo.
Lividi. Le mani delle sue amiche che la tengono ferma.
Reagisce di nuovo, ma è immobile.
Alla mercè delle sue amiche e
delle loro mani. Senza via di uscita.
Era stata violentata. Da un branco…
di donne...
