
Si avvicina la fine dell’anno scolastico, e ci sembra di cogliere segnali di un approccio nuovo verso l’open source; qualche diffidenza sta cadendo?
A Francesca Campora, collaboratrice del progetto The Open CD e da tempo impegnata in attività di divulgazione su molteplici prodotti, anche attraverso il suo sito Software libero e scuola ho rivolto 4 domande, per fare, in modo colloquiale e pratico, il punto su alcuni aspetti.
Francesca, sei reduce da Scuola 7, tenutasi di recente a Bologna - http://scuola7.scuole.bo.it/ . Quali novità stanno emergendo nel mondo della scuola della tua Regione, e in generale in Italia?
Dopo la realizzazione della formazione su Puntoedu ed il Fortic qualcosa si è mosso, soprattutto perché sono state esperienze che hanno unito e posto in confronto e relazione insegnanti diversi in luoghi diversi, facendo nascere anche parecchie comunità di pratica e non solo, sono nate associazioni, come ad esempio Anitel http://www.anitel.it .
Molti insegnanti hanno incominciato lì, magari era la seconda volta che accendevano un computer e, si sono trovati subito davanti alla potenza della comunicazione, attoniti.....ma entusiasti di un loro primo, in assoluto, messaggio telematico mandato ad un forum.
A Bologna, era già preesistente un forte gruppo tecnico facente capo al Progetto Marconi http://csa.scuole.bo.it/marconi/, che sotto il mio punto di vista si è arricchito dopo il corso C2 Fortic. Ora c’è molta e ricca interazione tra i due gruppi, tanto che dopo Scuola 7.0 nasce Scuola 7.1 una serie di workshop coordinati e portati avanti anche da molti del nostro gruppo C2, naturalmente parlano tutti di esperienze Linux e/o comunque di software open source.
In Italia, finalmente, dopo la sperimentazione di SoDiLinux del CNR di Genova, la nascita di Eduknoppix e l’interesse di Indire nei confronti, sia del sistema operativo Linux che del software a codice aperto indipendente dal sistema operativo, si assiste ad un crescente interesse per il software open source nel mondo della scuola, anche di quella primaria. In tutti i maggiori convegni dal Ted a Didamatica ora è presente, anche grazie ad AICA, una sezione dedicata al software a codice aperto.
Ci sarebbe molto da dire su questo argomento, ma vorrei concludere dicendo che il lavoro di molti insegnanti come me, come Antonio Bernardi ed Andrea Centomo in questi anni, non è stato mai vano, ma ha dovuto avere l’avvallo di Istituzioni e centri di ricerca che hanno spinto la credibilità ed hanno appoggiato perché i tempi anche in Italia erano ormai maturi.
blog di francesca campora
Il mondo dell’open source e della condivisione hanno alcuni aspetti caratteristici: trovi punti di contatto tra il social software, i blog e l’individuazione e valorizzazione di risorse liberamente disponibili? Quali sono?
- La libera circolazione di informazione che produce, nel contesto adatto, saperi, cultura e consapevolezza circa gli strumenti/ambienti che si utilizzano: si parla ora infatti di consumo consapevole anche per il software.
- Il social software, come può ad esempio essere uno strumento di scrittura collaborativa come wiki, già era usato nel 2000-2001 in Francia dalla comunita del software libero e ce ne parlò Raphael Calvelli a Scuola 5.0 a Bologna.
- Il social software inteso come chat, forum, posta elettronica ed instant messaging è stato lo strumento attraverso il quale ho potuto “conoscere”... Ricordo ancora la mia prima volta su Internet ero come impazzita, mi chiesi come era potuto nascere tutto ciò, da dove venisse ed attraverso la lettura di un libro sulla storia dell’informatica giunsi ad una delle più grandi e multiculturali comunità del mondo quella del software a codice aperto, prodotto di arte e cultura collaborativa. Come ci arrivai? Attraverso IRC, Internet Relay Chat canale #Linux-IT.
Francesca, i tuoi laboratori sul software open source per la scuola primaria riscuotono un crescente interesse. A tuo parere quali sono le tre applicazioni che non dovrebbero mancare sul desktop di un insegnante elementare, e perché?
- OpenOffice. Utile agli insegnanti per qualunque tipo di documentazione/documento e per gli alunni (videoscrittura, pagine web, animazioni e presentazioni, matematica con foglio elettronico)
- Tux Paint. Piace ai bambini e riscuote molto successo nelle scuole dove è stato utilizzato perché è uno strumento duttile con il quale possono realizzarsi molte esperienze. Chiamo TuxPaint infatti “software aperto” facendo un gioco di parole tra il suo codice e le sue ricche possibilità di utilizzo che stimolano la creatività sia dei bambini che dell’insegnante.
- Gcompris. Perché è una suite educativa completa utilizzabile nei primi due anni di scuola primaria e con bambini con difficoltà e/o stranieri. Il prossimo anno che avrò una prima sto meditando di utlizzarlo per le prove di ingresso sulle quali (quelle cartacee) ho sempre avuto molte perplessità.
Nel tuo blog utilizzi Mambo, un cms open source. Puoi illustrarcene gli aspetti caratteristici e i suoi punti di forza?
- Una volta installato può essere utilizzato subito anche senza essere personalizzato, basta scegliere il template più adatto agli obiettivi che ci siamo proposti.
- Il punto di forza maggiore che ho trovato in Mambo è sicuramente la sua modularità e la ricchezza dei suoi componenti per cui può essere personalizzato senza conoscere una riga di codice. Inoltre essendo open source ha dietro le spalle una grossa comunità sempre al lavoro per uno sviluppo veloce che copre molte esigenze (dal portale per agenzie turistiche al blog scolastico).
- Ho potuto mostrare in poco tempo le grosse potenzialità del software open source all’interno della mia scuola, scuola nuova peraltro, in cui questo è il secondo anno che insegno.
- I bambini hanno trovato l’editor di facile utilizzo benché io abbia cambiato quello in dotazione con uno più complesso che ha molte più funzioni e non hanno difficoltà a pubblicare.
"Chi ha toccato il cavo di rete?" - disegno di Martina I. e Lisa G., tratto dal blog di Francesca.
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il 12/09/2008 alle 13:24
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