È certamente noto a tutti, e non solo agli addetti del settore, che in Italia la situazione della gestione dei rifiuti è assai precaria sia con riferimento a quelli urbani che agli speciali ed in particolare ai pericolosi.A confermare quanto sopra la classifica UE per lo smaltimento dei rifiuti nella quale l'Italia è al 20° posto; la Commissione Ue classifica i 27 Stati membri in base a 18 criteri, attribuendo bandiere verdi, arancioni e rosse per voci quali il totale dei rifiuti riciclati, le tariffe dello smaltimento dei rifiuti, le violazioni della normativa europea. Il Bel Paese, si piazza nella parte più bassa della classifica, addirittura al ventesimo posto, con otto bandiere rosse e appena tre verdi. A condividere il fondo della classifica insieme con l'Italia ci sono Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia, tutti afflitti da carenze quali politiche deboli o inesistenti di prevenzione dei rifiuti, assenza di incentivi alle alternative al conferimento in discarica e inadeguatezza delle infrastrutture per il trattamento dei rifiuti.Oggi la gestione dello smaltimento dei rifiuti rappresenta un concreto problema per l'intero ecosistema e per la salute del genere umano. Nonostante gli anni di confronto con realtà e situazioni assai negative l'Italia non è ancora riuscita a organizzare un sistema di gestione concreto e razionale di smaltimento rifiuti. Nonostante alcuni segnali di progresso la gestione dei rifiuti è ancora troppo vincolata allo smaltimento in discarica, trascurando soluzioni alternative valide adottate in altri paesi più evoluti del nostro.Il problema rifiuti ha trovato terreno fertile nella mancanza di informazione sui sistemi di smaltimento, attirando l'interesse di organizzazioni criminali che hanno fatto dell'immondizia il loro business e la loro fonte di guadagno, tutto questo a scapito dell'ambiente. Il problema dei rifiuti nel nostro paese necessita di un'immediata azione volta a contenerne i danni in atto, molti dei quali irreversibili.Ad aggravare il problema, oltre ai rifiuti urbani, è anche quello dei rifiuti speciali (oli esausti) e tossici prodotti da industrie, ospedali etc, i quali, contenendo sostante molto inquinanti, necessitano di una forma di smaltimento dedicata, proprio al fine di evitare qualsiasi possibilità di inquinamento ambientale. I costi di smaltimento rifiuti speciali industriali (smaltimento amianto), proprio per via della loro natura, sono elevati. L'ecomafia si è perfettamente inserita in questo sistema di smaltimento offrendo servizi apparentemente efficienti di smaltimento a costi contenuti. Grazie a percorsi tortuosi e carte false, i rifiuti vengono smaltiti in modo illegale garantendo un elevato margine per l'azienda responsabile dello smaltimento ma provocando, al tempo stesso, un notevole danno ambientale.Ma perché esiste il problema e cosa si potrebbe fare per risolverlo...Proviamo a parlarne su Radio DgVoice domani durante la diretta del programma "Di Voce In Voce" con inizio alle 21,30. Interverranno ai nostri microfoni Stefano Capanna e Pietro Ventura, rappresentanti del Comitato "Valle Galeria si rifiuta".Vi ricordo che oltre ad ascoltarci on air streaming potete raggiungerci in Chat, siamo in Chat Audio Stanza Radio DgVoice.Pubblicato da Staff Radio DgVoice, Rossella.
PARLIAMO (O ALMENO CI PROVIAMO) DI: SMALTIMENTO RIFIUTI
È certamente noto a tutti, e non solo agli addetti del settore, che in Italia la situazione della gestione dei rifiuti è assai precaria sia con riferimento a quelli urbani che agli speciali ed in particolare ai pericolosi.A confermare quanto sopra la classifica UE per lo smaltimento dei rifiuti nella quale l'Italia è al 20° posto; la Commissione Ue classifica i 27 Stati membri in base a 18 criteri, attribuendo bandiere verdi, arancioni e rosse per voci quali il totale dei rifiuti riciclati, le tariffe dello smaltimento dei rifiuti, le violazioni della normativa europea. Il Bel Paese, si piazza nella parte più bassa della classifica, addirittura al ventesimo posto, con otto bandiere rosse e appena tre verdi. A condividere il fondo della classifica insieme con l'Italia ci sono Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia, tutti afflitti da carenze quali politiche deboli o inesistenti di prevenzione dei rifiuti, assenza di incentivi alle alternative al conferimento in discarica e inadeguatezza delle infrastrutture per il trattamento dei rifiuti.Oggi la gestione dello smaltimento dei rifiuti rappresenta un concreto problema per l'intero ecosistema e per la salute del genere umano. Nonostante gli anni di confronto con realtà e situazioni assai negative l'Italia non è ancora riuscita a organizzare un sistema di gestione concreto e razionale di smaltimento rifiuti. Nonostante alcuni segnali di progresso la gestione dei rifiuti è ancora troppo vincolata allo smaltimento in discarica, trascurando soluzioni alternative valide adottate in altri paesi più evoluti del nostro.Il problema rifiuti ha trovato terreno fertile nella mancanza di informazione sui sistemi di smaltimento, attirando l'interesse di organizzazioni criminali che hanno fatto dell'immondizia il loro business e la loro fonte di guadagno, tutto questo a scapito dell'ambiente. Il problema dei rifiuti nel nostro paese necessita di un'immediata azione volta a contenerne i danni in atto, molti dei quali irreversibili.Ad aggravare il problema, oltre ai rifiuti urbani, è anche quello dei rifiuti speciali (oli esausti) e tossici prodotti da industrie, ospedali etc, i quali, contenendo sostante molto inquinanti, necessitano di una forma di smaltimento dedicata, proprio al fine di evitare qualsiasi possibilità di inquinamento ambientale. I costi di smaltimento rifiuti speciali industriali (smaltimento amianto), proprio per via della loro natura, sono elevati. L'ecomafia si è perfettamente inserita in questo sistema di smaltimento offrendo servizi apparentemente efficienti di smaltimento a costi contenuti. Grazie a percorsi tortuosi e carte false, i rifiuti vengono smaltiti in modo illegale garantendo un elevato margine per l'azienda responsabile dello smaltimento ma provocando, al tempo stesso, un notevole danno ambientale.Ma perché esiste il problema e cosa si potrebbe fare per risolverlo...Proviamo a parlarne su Radio DgVoice domani durante la diretta del programma "Di Voce In Voce" con inizio alle 21,30. Interverranno ai nostri microfoni Stefano Capanna e Pietro Ventura, rappresentanti del Comitato "Valle Galeria si rifiuta".Vi ricordo che oltre ad ascoltarci on air streaming potete raggiungerci in Chat, siamo in Chat Audio Stanza Radio DgVoice.Pubblicato da Staff Radio DgVoice, Rossella.