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Creato da mielealpeperoncino il 24/04/2008

trilogia mentale

Incontro di pensieri, parole e immagini

 

 

LA CENA E’ SERVITA: GENITALI CON FUNGHI E PREZZEMOLO

Post n°442 pubblicato il 26 Maggio 2012 da mielealpeperoncino
 

Che molte persone,a torto o ragione, siano fuori di testa, lo si evince dalle notizie di cronaca nera riportate quotidianamente dalla stampa nazionale ed estera.

E decisamente fuori di testa lo è Mao Sugiyama, un giovane artista giapponese di 22 anni, che per affrontare le spese mediche e richiamare l'attenzione sulle minoranze sessuali in Giappone, ha pensato di farsi rimuovere volontariamente pene e testicoli, per poi offrirli come prelibatezza culinaria, ad una cerchia ristretta di commensali che hanno partecipato ad un banchetto in una sala privata, fittata per l'occasione, nel quartiere di Suginami a Tokio.

Tutto ha avuto inizio con un primo tweet  inserito da Sugiyama il 13 aprile sul social network Twitter nel quale dichiarava di voler effettuare un intervento chirurgico per rimuovere i suoi genitali, per poi cucinarli e servirli a cinque fortunati ospiti al prezzo di 100.000 yen (circa 1000 euro).
A leggerlo molti hanno pensato si trattasse di uno scherzo o quantomeno di una forte provocazione ad opera del ragazzo che peraltro dichiarava essere asessuato.

Altro che scherzo o provocazione! L'insolito pasto è stato servito e consumato da cinque clienti, particolari estimatori di carne umana, la sera del 13 maggio in una sala a Tokio, sotto gli occhi allibiti di altre 70 persone, che richiamate dall'evento hanno voluto assistervi spinti dalla curiosità.

"Pene, testicoli e scroto" - come dichiarato dall'artista - "sono stati rimossi correttamente da un medico ed erano totalmente privi di infezioni". Dopo l'intervento chirurgico, gli organi esportati, sono stati conservati nel freezer per due mesi. Scongelati all'occorrenza, sono stati cucinati con aggiunta di funghi ed una manciata di prezzemolo sotto la supervisione di un cuoco professionista.

Prima della degustazione i clienti hanno firmato una dichiarazione di consumo consapevole di carne umana.

Successivamente e con esattezza il 18 maggio, il giovane Sugiyama, ha postato un secondo tweet, con il quale spiegava di aver preso ogni precauzione nel rispetto della legge, delle norme sanitarie compresi il divieto di vendita di organi e persino il trattamento dei rifiuti medici.

Il fatto ha suscitato molto scalpore in Giappone e non sono mancate le proteste sul web. Non è tardata ad arrivare la risposta della polizia di Tokyo la quale ha asserito  di essere a conoscenza dell'accaduto, ma che nessun provvedimento verrà preso nei confronti dell'artista perché nessuna legge è stata violata, in quanto in Giappone la pratica del cannibalismo non è illegale o per essere più precisi non c'è alcuna legge in materia di cannibalismo.

 
 
 

IL PIT BULL IN LUTTO

Post n°441 pubblicato il 23 Maggio 2012 da mielealpeperoncino
 
Foto di mielealpeperoncino

Pit Bull in lutto veglia per 14 ore la sua compagna

Quattordici ore passate sul ciglio della strada, a vegliare la sua compagna morta. Non è la triste storia di un marito in lutto, ma quella di un pit bull maschio. Venerdì scorso i due cani, apparentemente senza padrone, si trovavano sulla South 16th Street a Phoenix, in Arizona, quando una macchina ha investito la femmina.

Lei, ferita, si è trascinata lontano dalla strada, morendo poco dopo su un marciapiede. Lì, i cani sono rimasti a lungo, con il maschio che cercava di "risvegliare", inutilmente, la sua compagna.

Il proprietario di un negozio, commosso, ha portato acqua e cibo, e ha chiamato il dipartimento sanitario, il quale, però, è arrivato solo dopo 14 ore. Qualcuno ha scattato una foto, e l'ha messa su Facebook, dove nel giro di poco tempo è stata condivisa da più di duemila persone, preoccupate per il pit bull dal cuore spezzato.

Finalmente, il soccorso animali ha salvato il cane, portandolo in un rifugio. Chiuso dietro una rete metallica, mogio, senza appetito, per i volontari è chiaramente "in lutto": - Sta bene, ma sembra davvero molto triste. Se continua a mostrare questi segni di afflizione, dovremo metterlo in una struttura che lo possa aiutare nel suo dolore. Non sappiamo se potrà essere adottato.

In tanti si sono fatti avanti, per portarlo a casa con loro. Ma il futuro del cane è ancora incerto: aveva un guinzaglio blu addosso, indizio forse di un proprietario. Al momento, però, non si è fatto avanti nessuno a reclamarlo. E il pit bull resta solo a piangere la sua compagna.

 
 
 

C' ERANO UNA VOLTA GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO...

Foto di mielealpeperoncino

E' andato in onda il 18 maggio su La7 il film "Vi perdono ma inginocchiatevi"... basato sul libro di Rosaria Costa (vedova Schifani rimasta sola a 22 anni e con un figlio di quattro mesi) e Felice Cavallaro per raccontare la storia parallela e orbitante dei tre giovani, che insieme ai magistrati Falcone e Morvillo, sono diventati inconsapevoli protagonisti di un pezzo di storia italiana, quella storia fatta di sotterfugi, sangue e morti eccellenti così come accaduto per i 5 agenti rimasti uccisi nella strage di Via D'Amelio insieme con Paolo Borsellino.
"Vi perdono ma vi dovete inginocchiare..."
fu la disperata implorazione che Rosaria Schifani, allora poco più che ventenne,  rivolse ai mafiosi, davanti alla bara del marito Vito, agente della scorta del giudice Falcone. Una frase scolpita nel cuore di molti, una frase che da allora non ho mai dimeticato.

Non ho visto il film ma di recente ho riletto il libro e la sera del 21 maggio ho guardato "Ho vinto io" il documentario di Felice Cavallaro con Rosaria Schifani andato in onda su Rai 3, da cui ho tratto quanto a seguire:

Raccontare i fatti del passato in questo paese non è mai fare soltanto memoria, lo sarebbe se appartenessero davvero al passato, alla storia, se fossero già stati analizzati, spiegati, raccontati, in una parola, risolti. Allora potremmo raccontarli celebrandone degnamente i protagonisti positivi e censurandone quelli negativi, farne da stimolo e da esempio per noi e per i nostri figli, analizzare i fatti e i meccanismi che hanno portato alla morte dei giusti per fare in modo che non si ripetano in futuro.
Fare memoria che è come una trama di fili annodati, come quelli di un tappeto su cui camminare e andare avanti, andare oltre. Ma i fatti della nostra storia, soprattutto di quella più recente, non sono mai così risolti da poter essere soltanto memoria,  continuano a mantenere tante domande aperte, tanti punti oscuri, tanti fili che si perdono da qualche parte e che gravano anche sul presente. Raccontare quei fatti significa portare avanti una trama infinita. Perché in questo strano Paese il passato non solo è sempre presente, ma riesce ad essere anche futuro.

Sono passati esattamente vent'anni dalle stragi di Capaci e di Via D'Amelio, da quelle due stragi, del 23 maggio e del 19 luglio, spaventose e feroci che hanno insanguinato l'estate del '92 come solo le stragi riescono a fare. Raccontare quelle storie significa ricordare grandi esempi di onestà, forza e coraggio.
E non soltanto da parte dei due protagonisti principali, i due magistrati, ma anche da parte di tutti quelli che gli stavano attorno e che correvano gli stessi rischi con la stessa onestà, forza e coraggio.
Raccontare quelle storie significa sempre e comunque parlare del presente, delle intuizioni e delle indagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sul rapporto tra mafia politica e affari, sulla presenza della criminalità organizzata al nord, sul riciclaggio e sugli appalti e sui mezzi più efficaci per combattere la mafia.
Tutti temi che sono diventati adesso di un'attualità e di un'urgenza agghiaccianti e che avremmo potuto affrontare vent'anni fa senza le stragi e tutto quello che è successo dopo.
Per questo,  queste storie, non sono soltanto memoria.
Sarebbe bello un giorno capito tutto, risolto tutto, vinto finalmente tutto, fare soltanto una meritata celebrazione e cominciare dicendo: 

"C'erano una volta Giovanni Falcone e Paolo Borsellino..."

 

 
 
 

NOZZE A SORPRESA PER IL FONDATORE DI FACEBOOK

Post n°439 pubblicato il 20 Maggio 2012 da mielealpeperoncino
 

È evidente che Mark Zuckerberg il completo lo usa solo per le occasioni veramente importanti. Dopo essersi presentato a tutti gli incontri del roadshow, una serie di appuntamenti per presentare l'azienda ai possibili investitori in vista dello sbarco in borsa dello scorso 18 maggio, con l'inseparabile felpa - attirando su di sé le critiche degli analisti che l'hanno accusato di essere immaturo -, il fondatore di Facebook ha indossato giacca e cravatta per sposare, a sorpresa, la fidanzata storica Priscilla Chan. A darne l'annuncio è stato lo stesso Zuckerberg dalla sua pagina personale.

"Il 19 maggio 2011, Mark ha aggiunto un avvenimento nella storia della sua vita: ha sposato Priscilla Chan". É questo il messaggio sul profilo Facebook di Zuckerberg corredato da una foto della coppia: lei in abito bianco, lui in giacca blu e cravatta.

I circa cento invitati al matrimonio, nella casa di Zuckerberg a Palo Alto, in California, credevano di festeggiare la laurea in medicina di Priscilla ma hanno scoperto all'ultimo che era una festa di nozze.
Mark, 28 anni, e Priscilla, 27, si erano conosciuti nove anni fa ad Harvard, dove Zuckerberg nel 2004, assieme ad un gruppo di amici, inventò Facebook.
Il fondatore di Facebook ha regalato alla sposa un anello che ha disegnato lui stesso. Tra gli invitati c'era anche il direttore operativo della società che gestisce il più popolare social network al mondo, Sheryl Sandberg.

Lunedì, Zuckerberg aveva compiuto 28 anni, venerdì ha quotato la sua azienda in borsa (ed è diventato uno degli uomini più ricchi al mondo) e sabato si è sposato: se questa non è stata la settimana più importante della sua vita, poco ci manca.

 

 
 
 

CUCINA 2.0 IL CIBO SI FA SOCIAL

E' sufficiente digitare su qualsiasi motore di ricerca la parola chiave "corsi cucina" e in meno di un secondo si materializzano sullo schermo 10.600.000 mila risultati.
Che in Italia da sempre ci sia l'amore per il cibo è un dato di fatto, da qualche anno però questa passione è un vero e proprio boom di scuole, corsi, web food tutta materia per appassionati, argomento di condivisione, attenzione a materie prime, produzione, preparazione, messa in scena e consumo. Soprattutto negli ultimi due anni c'è stato un aumento esponenziale del numero di persone che frequentano corsi di cucina; si va dallo studente alla classica signora madre di famiglia al singolo professionista, difficile infatti cercare un caso esemplare, il motivo trainante; alla passione italiana tutta per il cibo va unita una maggiore attenzione a come si prepara ciò che si mangia e a come si spende,  il tutto senza dimenticare una crisi che porta a trascorrere più tempo in casa tra amici.
Ai corsi si va per imparare la teoria e la pratica, la grammatica e la meccanica del cibo, questi aspiranti chef sono a caccia di segreti per il pranzo perfetto. In piccoli gruppi con un insegnante imparano gesti e tempi.
Si dice persino che, dalle sfogline bolognesi, dopo i laureati e le donne e i manager siano cominciati ad arrivare dall'estero oltre agli inglesi anche i russi, ce n'è per tutti i gusti!
Ma se esempio digitiamo ancora la parola chiave scuola di cucina alla prima riga si legge diventa cuoco mestiere senza disoccupazione...
E non sono solo le scuole ad aumentare, in Internet si moltiplicano anche i siti che si occupano di cibo.
Filmati più o meno amatoriali insegnano ogni cosa dalla torta decorata alla pasta fresca fino a come cucinare le uova.
Poi ci sono i blog una tendenza che nell'ultimo anno è cresciuta esponenzialmente. Sono principalmente donne che uniscono alla passione per il cibo quello della fotografia, della narrativa,  mettono in rete ricette della nonna, sperimentazioni, confessioni e come per la moda queste figure stanno diventando sempre più importanti anche nella catena del commentario alimentare.
In un tempo di crisi finiscono in piattaforme non solo per preparare i cibi ma anche per condividere pasti, per socializzare, per scambiare prodotti.
Oggi nel mondo del web gastronomico si possono trovare interessanti realtà italiane come a esempio Grow Planet qui s'impara a coltivare l'orto e a scambiare i prodotti coltivati con altre persone; c'è People Cooks una community composta da chi ha necessità di mangiare fuori e da chi vuole offrire la sua cucina; c'è Foodspotting un sito e un'applicazione che consentono di effettuare ricerche in base al tipo di cibo, luogo, persona o paese.
Nell'era di Twitter e Facebook Internet diventa una tavola da apparecchiare per rendere accessibile cibo di qualità da preparare e condividere.

 

E A VOI AMICI/CHE DEL WEB CHE TIPO DI APPROCCIO AVETE CON LA CUCINA 2.0 E SOPRATTUTTO CHE CUOCHE/I SIETE?

 
 
 

“MAMMA LASCIAMI MORIRE”, A CHIEDERLO E’ UN BAMBINO DI 9 ANNI

Post n°437 pubblicato il 14 Maggio 2012 da mielealpeperoncino
 

La storia di Ryan Kennedy è una storia triste, perché Ryan ha solo 9 anni ma da cinque combatte contro l'ependimoma, una rara forma di tumore al cervello: nella sua breve vita ha già subito sette operazioni, due cicli di radioterapia e quattro di chemio. Nonostante tutto ciò, a febbraio una tac ha rivelato che il tumore ha raddoppiato le sue dimensioni da novembre. A questo punto, Ryan ha detto basta: ha chiesto alla madre, Kimberly, di smetterla con i trattamenti. Di lasciarlo morire. È il suo ultimo desiderio.

"Ha deciso che non vuole più prendere medicine, che non vuole più essere operato perché fa male. Vuole solo vivere la sua vita, nuotare, fare le cose che fa ogni altro bambino", ha raccontato Kimberly alla Cnn. "Quando gli ho detto che il tumore era cresciuto, si è messo a urlare, e a piangere, ripetendo - Te l'ho detto, mamma, non voglio più fare niente. Ho finito, ho finito con queste cose".

Qualche giorno fa, un gruppo di studenti ha deciso di diffondere la storia di Ryan in tutto il mondo, facendo diventare Ryan Kennedy il primo trend di Twitter a livello mondiale. "Ho mostrato a Ryan che anche Britney Spears aveva twittato il suo nome e lui si è messo a piangere e ha detto: - Mamma, sono commosso che così tante persone là fuori si stiano preoccupando per me -, racconta ancora Kimberly".

"Ryan sta abbastanza bene in questo momento. Si fa forza, dorme per la maggior parte del tempo ma ha dei momenti in cui è lucido, e ci parla. Persevera", ha spiegato ancora Kimberly. "Lo aiuterò per tutto ciò di cui avrà bisogno. Voglio stare sempre con lui e farlo sentire amato".

Ryan vive a Clarkston, nel Michigan, con la madre, un fratello e una sorella: dopo tanto tempo in ospedale, sta passando gli ultimi giorni a casa. Secondo i medici potrebbe non vedere il suo decimo compleanno, il 24 maggio.

COMMENTO PERSONALE:
Ho voluto parlarvi di Ryan non per intristirvi ma perché troppo spesso noi adulti ci lamentiamo per molto meno mentre c'è chi davvero combatte quotidianamente per vivere anche solo un giorno in più. Con questo non voglio dire che dobbiamo trarre forza dalla sofferenza altrui ma che ogni tanto guardare a chi sta peggio è decisamente più costruttivo che guardare sempre, e non di rado con una punta d'invidia a chi sta meglio.
Anche Ryan, così come tantissimi altri bambini, avrebbe desiderato qualcosa di diverso per lui, ma così non è stato e insieme con la sua mamma, tra non poche difficoltà e molta sofferenza ha abbracciato il suo crudele destino.

 
 
 

FESTA DELLA MAMMA...DIPENDE!!!

Post n°436 pubblicato il 13 Maggio 2012 da mielealpeperoncino
 

Oggi in Italia e in molti altri paesi è la Festa della Mamma, dovrebbe essere festa per tutte le mamme, e invece ci sono realtà dove essere madri è praticamente impossibile in netta contrapposizione ad altre realtà che invece per la stessa condizione sono idilliache. Ma vediamo nei dettagli...

E' la Norvegia il posto migliore dove essere madri, mentre il Niger scalza l'Afghanistan e diventa la nazione peggiore per chi ha un bambino. L'Italia rimane ferma al 21esimo posto dopo la Grecia.
Lo afferma il 13.mo rapporto sullo stato delle madri nel Mondo di "Save the Children", diffuso in occasione della Festa della Mamma, che tiene conto di fattori come la salute, l'istruzione e lo stato economico e sociale delle madri, insieme ad indicatori della condizione infantile quali salute e alimentazione. 165 i Paesi inseriti nella lista, che agli ultimi dieci posti vede nazioni dove un bambino su 7 muore prima dei 5 anni, mentre 1 su 3 soffre di malnutrizione.

La distanza abissale che separa le condizioni di donne e madri e dei loro figli tra il primo e l'ultimo paese della classifica ben rappresenta le enormi disparità esistenti tra i paesi più sviluppati del pianeta e quelli più poveri.
In Norvegia una donna riceve in media ben 18 anni di istruzione scolastica contro i 4 del Niger, dove a livello politico solo il 14% dei seggi in parlamento sono occupati da donne contro il 40% dell'assemblea norvegese. Solo il 5% delle donne nigeriane utilizza i moderni metodi contraccettivi mentre sono ben 4 su 5 quelle che li utilizzano in Norvegia. L'esperienza della maternità segna, se possibile, distanze ancora maggiori: il 100% delle nascite nel paese scandinavo, infatti, avviene con l'assistenza di personale medico specializzato, che è presente invece solo in un caso su tre in Niger, dove 1 mamma su 16 muore per cause legate alla gravidanza o al parto (il rischio di mortalità materna è di 1 su 7.600 in Norvegia).

L'Italia si colloca al 21esimo (due anni fa era al 17esimo) posto della classifica, a metà dei 43 paesi più sviluppati, ma alle spalle di Portogallo (15esimo), Spagna (16esimo) e Grecia (20esimo).
Colpiscono in particolare in negativo i dati relativi alla condizione della donna e al suo ruolo o riconoscimento sociale nel nostro Paese. La percentuale delle donne sedute in parlamento per esempio è pari al 21%, e, benché aumentata di un punto percentuale rispetto allo scorso anno, risulta inferiore rispetto a quella di paesi come l'Afganistan (28%), l'Angola (38%) o il Mozambico (39%).
Lo stipendio medio delle donne non va oltre al 49% di quello degli uomini a parità di mansioni, tra i paesi sviluppati fanno peggio solo l'Austria (40%), il Giappone e Malta (45%), mentre invece 2 paesi su 3 registrano una percentuale superiore al 60%. Solo il 41% delle donne italiane utilizza i moderni metodi contraccettivi, una percentuale inferiore a quella di paesi come Botswana (42%), Zimbabwe (58%), ma anche Egitto (58%) e Tunisia (52%), e molto distante dall'82% della Norvegia.

E' stato chiesto a Valerio Neri, direttore generale di "Save the Children" Italia quali sono le richieste che "Save the Children" rivolge ai "grandi", al G8, in vista dell'incontro del 18 e 19 maggio a Camp David, dove si affronterà il tema della nutrizione.
Questa la sua risposta: "Noi riteniamo che il mondo faccia troppo poco. I potenti della terra potrebbero fare assai di più per aiutare i Paesi più poveri ad avere un'alimentazione migliore, perché l'alimentazione è veramente una delle cause della mortalità infantile. Occorre quindi investire di più in questi Paesi, ma secondo modalità di efficienza, non tanto investire in mega-ospedali, ma nella formazione di persone che possano visitare le parti più remote dei Paesi, portando alle popolazioni rurali più lontane informazioni igieniche di base: lavarsi le mani, allattare i bambini al seno almeno fino al sesto mese di età ... tutte cose necessarie a salvare queste donne da parti spesso molto tragici e con conseguenze assolutamente drammatiche e mortali per i bambini. Il mondo ha una responsabilità altissima, può interrompere questo circolo vizioso dell'ignoranza e della povertà. Speriamo che il G8, sebbene in un momento di relativa difficoltà economica del mondo ricco, sappia fare uno sforzo maggiore per i Paesi che più ne hanno bisogno".

Posto in evidenza quanto sopra, lascio un AUGURIO a TUTTE LE MAMME che passeranno di qui.

Rossella

 
 
 

I BLOG NON SONO STAMPA CLANDESTINA E QUINDI NON CHIUDERANNO

Post n°435 pubblicato il 11 Maggio 2012 da mielealpeperoncino
 

No, i blog non sono stampa clandestina. Parola della Cassazione, che con un "rinvio perché il fatto non sussiste" ha raso al suolo una sentenza che se confermata avrebbe potuto distruggere l'Internet italiano. 

Il processo riguarda Carlo Ruta, un giornalista e saggista siciliano che curava saltuariamente un blog denominato Accadde in Sicilia. Sin dal 2004 sul sito Ruta scrive di mafia e colletti bianchi: dall'omicidio di Giovanni Spampinato alla strage di Portella della Ginestra, fino agli affari della Banca Agricola Popolare di Ragusa. Poi però riceve una querela per diffamazione da parte di un magistrato ritenutosi offeso da un articolo presente sul blog.

Si va a processo e nel 2008 il tribunale condanna Ruta per diffamazione e per il reato di "stampa clandestina". Il blog, scrive il tribunale, è una vera e proprio testata giornalistica, assimilabile a quotidiani come Il Corriere della Sera o Repubblica. E come tutte le testate giornalistiche deve essere registrata presso il Tribunale competente. Non l'ha mai fatto, perciò deve essere chiusa. E' la prima volta in Europa che un blogger viene condannato per tale reato.

Il blog chiude i battenti. Carlo Ruta continua a scrivere su altri siti. Gli esperti e gli attivisti di tutto il mondo si interessano alla vicenda, specialmente dopo la conferma della sentenza da parte della Corte d'appello di Catania, avvenuta nel maggio 2011. Sessanta storici italiani firmano una lettera aperta di solidarietà al blog/giornale.

Davvero i blog, tutti i blog, sono delle testate giornalistiche? Se la sentenza fosse stata confermata, qualsiasi blogger sarebbe dovuto correre in Tribunale a registrare il suo sito online. O, peggio, per evitare inutili procedure burocratiche avrebbe dovuto chiudere baracca.

Fortunatamente non è andata così perchè ieri, giorno in cui il caso è arrivato davanti alla Cassazione, durante la sua arringa l'avvocato di Ruta ha spiegato come i blog non rientrino nella categoria di "prodotto editoriale", una categoria disciplinata da una legge di oltre 60 anni fa (la 47 del 1948).
La tesi è stata accolta: La Corte ha sancito che i blog non possono essere "colpevoli" del reato stampa clandestina. Semplicemente perché non sono "stampa".

 
 
 

INSEGNANTE LICENZIATA PER ESSERSI SOTTOPOSTA A CURE PER LA FERTILITA'

Emily Herx, insegnante di lettere nell'istituto cattolico di Fort Wayne, Indiana, ha fatto causa alla scuola e alla diocesi cittadina. La donna afferma di essere stata licenziata senza un valido motivo se non quello di aver provato a rimanere incinta attraverso la fecondazione in vitro, che l'avrebbe resa, secondo le parole del parroco, "un'immorale ed imperdonabile peccatrice".

Insegnante nell'istituto di St Vincent de Paul dal 2003, Herx sarebbe sempre stata, secondo le carte rilasciate dai suoi legali, un'insegnante impeccabile, ricevendo buone valutazioni da parte di superiori e studenti. Nel 2010 la donna scoprì di soffrire di infertilità, e comunicò alla preside che lei e il marito, Brian, si sarebbero sottoposti a delle cure per provare ad avere un bambino. "La preside mi disse che avrebbe pregato per me - ha dichiarato Ms Herx - e aggiunse di prendermi tutto il tempo necessario per ricevere i trattamenti richiesti."

Ma quando un anno più tardi, nel maggio 2011, Emily Herx chiese un altro periodo di pausa dal lavoro per potersi sottoporre a un secondo ciclo di trattamenti, la preside le disse di chiedere il permesso al pastore della chiesa dell'istituto, monsignor John Kuzmich. "All'incontro con mio marito, monsignor Kuzmich mi disse che ero 'un'immorale ed imperdonabile peccatrice', aggiungendo che sarebbe stato uno scandalo per la scuola se si fosse saputo che una delle insegnanti si sottoponeva a simili trattamenti".

Herx, licenziata, ha chiesto assistenza alla Commisione per le Pari Opportunità sul Lavoro e ha deciso ora di fare causa alla scuola e alla diocesi. Kathleen DeLaney, avvocato dell'insegnante, ha dichiarato: "La mia assistita stava solo cercando di costruirsi una famiglia con suo marito, e questo licenziamento è stato un evento altamente traumatico."

La Corte Suprema ha recentemente sentenziato che le istituzioni religiose non possono essere accusate di discriminazione quando si tratta di scegliere il personale: una scuola cattolica, per esempio, non può essere accusata di razzismo per non avere assunto una donna prete, perché questo entrerebbe in conflitto con la dottrina cattolica. "Ma questo caso è completamente diverso - ha dichiarato decisa l'avvocato DeLaney - Herx non insegna religione e non svolge funzioni 'rituali', non avevano alcun diritto di trattarla in questo modo".

E COME DARLE TORTO...

 

 
 
 

I MIEI 45 ANNI

Post n°433 pubblicato il 09 Maggio 2012 da mielealpeperoncino
 

http://youtu.be/-JwH3heWBxk

Mi pare si dica che la donna sia come il vino ovvero che migliori invecchiando...Io in quanto donna devo essere un caso anomalo perchè invecchio  ma non miglioro!

Facciamo festa!!!

Un abbraccio di ringraziamento a ciascuno di voi, un tantino più stretto a quelli che mi hanno sopportata un anno in più...

http://youtu.be/-JwH3heWBxk

 
 
 

UNA CIFRA DA URLO PER “L’URLO” DI MUNCH (venduto per 119,9 milioni di dollari)

Dodici minuti, sette potenziali acquirenti, una corsa al ritmo di 10 milioni al minuto, una pausa ai 99, l'applauso ai 100 milioni della sala stracolma, un vociare frenetico in cinese e inglese. E una telefonata.

"Record mondiale" ha urlato il battitore d'asta, Tobias Meyer: "L'urlo" di Edvard Munch è stato venduto per 119,9 milioni di dollari da Sotheby's, a New York. Diventando - senza considerare l'inflazione - l'opera d'arte più costosa mai venduta a un'asta: superato il prezzo d'acquisto di "Nudo, foglie verdi e busto" di Picasso, battuto nel 2010 per 106,5 milioni di dollari da Christie's, sempre a New York.
Realizzato nel 1895, "L'urlo" venduto l'altro ieri era l'unica delle quattro versioni ancora in mano a un privato, il norvegese Petter Olsen, il cui papà era amico e mecenate di Munch. Le altre possono essere ammirate alla Galleria nazionale e al Museo di Munch, entrambi a Oslo, in Norvegia.


Chi ha avuto modo di conoscermi un po' meglio, sa che amo l'arte in tutte le sue forme, pur prediligendo la pittura. Ecco perchè mi permetto di offrire, per chi volesse e lontana da competenze da cattedra un approfondimento sull'opera.


La straordinaria opera,  simbolo di tutta l'opera artistica di Munch e sintesi visiva universale dell'angoscia esistenziale dell'uomo, sembra quasi una risposta  a Schopenhauer, il quale nella Philosophie der Kunst  aveva dichiarato che il limite della capacità espressiva di un'opera pittorica potesse essere la sua impossibilità di riprodurre il suono di un grido.
Munch, pertanto, seguendo le teorie contemporanee della sinestesia, ossia della corrispondenza tra suono e colore, dimostra che la luce e gli impulsi pittorici sono in grado di tradurre un'impressione sonora.
La figura terrorizzata in primo piano - quella sorta di teschio urlante, che altro non è che l'essere umano ridotto alla sua essenza - grida a tal punto che il paesaggio gli fa eco deformandosi  in onde sonore e travolgendo ogni elemento della natura.
Il suono orrendo e angosciante del grido, di quell'Ur-schrei interno alla coscienza dell'essere umano, condannato a morte fin dalla nascita, deforma e risucchia il mondo reale e la stessa natura, per nulla benigna e rassicurante.

Munch racconta così il fatto reale che provocò la genesi del quadro: "Camminavo lungo la strada con due amici - il sole tramontava - il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue - mi fermai - mi appoggiai stanco morto a un parapetto - sul fiordo neroazzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco - i miei amici continuavano a camminare e io tremavo di paura - e mi sentii un grande urlo infinito che attraversava la natura".

 
 
 

GLI AMERICANI LO FANNO OVUNQUE: AL LAVORO, IN BAGNO E PERSINO IN CHIESA MOLTO MENO NEL LORO LETTO!

Post n°431 pubblicato il 03 Maggio 2012 da mielealpeperoncino
 

Lo fanno sulla scrivania, in bagno, sui mezzi pubblici, in cima ai tetti. Persino in chiesa. Ma non si parla di sesso, anzi: sono disposti anche a rinunciarvi, pur di fare una bella dormita. E si addormentano, anche, mentre fanno l'amore.

E' la fotografia scattata negli Stati Uniti da un nuovo sondaggio, pubblicato oggi da un'azienda di materassi: sempre più americani si addormentano in posti diversi dal proprio letto. I posti "alternativi" preferiti in cui schiacciare un pisolino sono il bagno, la scrivania, i mezzi pubblici. E la chiesa, durante una qualsiasi celebrazione religiosa.

Nel sondaggio nazionale, che ha coinvolto mille adulti, è emerso che il 45% degli americani, soprattutto quelli di sesso maschile, si addormenta in un posto che non è il proprio letto almeno una volta alla settimana. Un intervistato su dieci ha ammesso di addormentarsi sul posto di lavoro, mentre il 7% schiaccia abitualmente pisolini in chiesa, il 6% sui mezzi di trasporto pubblici e il 4% mentre è in bagno.

"Siamo rimasti colpiti da alcune delle risposte degli intervistati" ha affermato Karin Mahoney, portavoce del "Consiglio per un sonno migliore", un'associazione non profit che riunisce i consumatori e fornisce consigli sui migliori prodotti per un piacevole riposo, e che ha recentemente nominato maggio "Il mese della dormita migliore".
"Un uomo ha dichiarato di essersi addormentato sul tetto, un altro mentre intervistava un candidato per un posto di lavoro nella sua società" ha dichiarato Mahoney. "C'era anche un'insegnante che si è addormentata sulla cattedra, di fronte a tutta la sua classe."
Lo stesso sondaggio, con un margine d'errore del 3%, ha anche scoperto che sei americani su dieci "desiderano più ardentemente farsi una dormita piuttosto che fare sesso"; molti quelli che hanno ammesso di addormentarsi proprio mentre fanno l'amore.

Che gli americani, fatta eccezione per quelli dell'America Latina, non siano grandi amatori è risaputo. Passi pure lo schiacciare un pisolino in uno dei luoghi sopra menzionati ma addormentarsi mentre lo si fa maròòòò che brutta cosa!
Decisamente I-N-A-C-C-E-T-T-A-B-I-L-E

E adesso prendendo spunto da questa considerazione finale...Ditemi un po' cari signori del web a voi è mai capitato?
Oppure care signore a voi è mai successo che nel durante il vostro lui vi abbia mollate sul più bello per abbandonarsi tra le braccia di Morfeo?

 
 
 

OTTANTENNE SENZA VELI PER PUBBLICIZZARE IL BAROLO: SUL WEB E’ POLEMICA!

Post n°430 pubblicato il 02 Maggio 2012 da mielealpeperoncino
 

La pubblicità si sa è l'anima del commercio e in questo suo essere anima può essere tanto ingannevole quanto eccessivamente provocatoria. Quella di cui posto qui di seguito appartiene al secondo gruppo e come spesso accade, in materia di eccessi, c'è chi si schiera da una parte reputandola  "stupenda" e chi invece ritiene sia "orrenda"; taluni l'hanno definita persino "squallida e umiliante per le donne".
D'altronde quando la pubblicità decide di provocare, i commenti non lasciano spazio a mezze misure ed è quanto sta accadendo con la campagna pubblicitaria della cantina sociale di Clavesana (Cuneo), 350 soci conferitori e quattro milioni di bottiglie l'anno, che da qualche giorno ha messo online le fotografie di una ottantenne nuda, con il suo sguardo vissuto, le sue rughe serene, la pelle avvizzita, scegliendola come testimonial per distinguere il prodotto top della casa.
Che c'entra con il vino? Per l'autore dei tre scatti (visibili sul sito
www.vinoh.it),  il creativo svizzero Mario Felice Schwenn, le rughe ed il corpo della donna riportano all'essenza del Barolo: vecchio, vero, essenziale. Non a caso il messaggio è "Barolo, nient'altro".

Tra i puristi del messaggio c'è addirittura chi ha invitato il Consorzio di Tutela del Barolo a costituirsi parte civile per oltraggio.
La direttrice dell'azienda, Anna Bracco, la spiega con queste parole: "Il nostro messaggio vuole essere allo stesso tempo coraggioso e provocatorio. Il Barolo non teme il tempo e mantiene intatto il suo fascino a qualunque età".

Tra chi ne parla bene e chi ne parla male, la cosa certa è che la campagna pubblicitaria, con l'apporto della anziana modella, ha raggiunto lo scopo ovvero far parlare del vino, spopolando sul web.
Avrà lo stesso successo anche sulle tavole?...Il tempo ce lo dirà!!!

Personalmente, penso che le immagini di questa campagna pubblicitaria, che trovo non solo in termini di comunicazione molto avanti ma anche atta a dimostrare che essere anziani non significa essere esclusi dal dialogo con il pubblico, andrebbero guardate associandole al reale messaggio per cui sono state scattate e che quel corpo segnato dall'inesorabile scorrere del tempo è intriso di vita vissuta proprio come il Barolo che nel suo processo di invecchiamento acquisisce sempre qualcosa in più, rivelandosi al palato di chi lo degusta. Non c'è insomma a parer mio un'associazione estetica tra la donna e il vino ma solo ed unicamente un riferimento al vecchio modo di dire che "la donna è come il vino: migliora invecchiando." Vien da sé che nella campagna pubblicitaria più è vecchia la donna eletta a rappresentare il vino, più quest'ultimo è buono...Anche se un vecchio proverbio spagnolo pare dica proprio il contrario ovvero : "L'uomo è come il vino rosso, che invecchiando migliora. La donna è come il vino bianco, che va gustato giovane."

A questo punto oltre a chiedervi cosa ne pensate voi di questa campagna pubblicitaria...
Mi e vi chiedo:  se a far da testimonial al Barolo ci fosse stato un anziano signore la pubblicità avrebbe sortito lo stesso effetto polemico?

 
 
 

LA POLITICA A TAVOLA

Post n°429 pubblicato il 30 Aprile 2012 da mielealpeperoncino
 

Una delle trasmissioni, in onda in seconda serata, che quando ho la possibilità mi piace guardare è Matrix.
Al di là degli argomenti trattati, che non sempre sono di mio interesse, apprezzo molto Alessio Vinci come conduttore, trovo abbia un modo di comunicare e d'intermediare fermo e pacato, mai esagerato.
La scorsa settimana una delle tre puntate era dedicata alla Cucina In TV, a seguito anche del successo ottenuto dalla simpatica fiction "Benvenuti a tavola - Nord vs Sud", in cui la cucina del sud e quella del nord, si sfidano a suon di ricette e bazzecole familiari dei due dirimpettai ristoratori, interpretati rispettivamente da Fabrizio Bentivoglio (Nord) e Giorgio Tirabassi (Sud).
Come tutte le trasmissioni a carattere informativo anche Matrix utilizza, per arricchire i contenuti della propria scaletta, dei servizi esterni . Nella serata di giovedì, tra quelli mandati in onda, ha particolarmente catturato la mia attenzione un servizio, di seguito riportato, di Fabrizio Rondolino che mi pare avesse per titolo:

"La Politica a Tavola"

In un famoso manifesto del partito comunista degli anni 50 una gigantesca forchetta svettava a tutto campo addobbata con le bandiere della DC e dei suoi alleati ."Forchettoni" divenne così un'espressione popolare per indicare i politici di governo che mangiavano a sbafo e ingrassavano sulle spalle dei lavoratori.
I poi lavoratori invece andavano a cena le sere d'estate alla Festa dell'Unità, fiera gastronomica prima ancora che politica, dove i tortellini e la braciola erano più amati di Togliatti e Berlinguer! Altri tempi, altri mondi...
Eppure quando Massimo D'Alema negli anni 90 disse che: "la sinistra serviva a governare l'Italia e non a cuocere braciole",  decine di militanti dall'Emilia e dalla Toscana protestarono indignati.
Ma fu proprio D'Alema nel 1997 ad aprire la galleria televisiva dei politici cuochi;  il filmato amatoriale che lo riprendeva alle prese con un risotto a casa di amici fu trasmesso con gran clamore a Porta a Porta.
L'idea era quella di presentare un D'Alema normale, il risultato fu una nuova ondata di polemiche che però non impedirono a decine di altri politici di seguire l'esempio.
Ultimo in ordine di tempo, pochi mesi fa, il futurista Italo Bocchino travestito da cuoco in un programma di Signorini nella sfida ai fornelli per beneficenza tra Formigoni e Marroni.
Ma torniamo a D'Alema perché un singolare destino gastronomico sembra segnarne le tappe politiche più significative. Fu in un ristorante di Gallipoli infatti che, l'allora segretario PDS, sigla l'accordo con Buttiglione, leader del Partito Popolare, dettando così le fondamenta del futuro Ulivo.
Ed è una cena che segna la fine del governo Berlusconi quando, nell'autunno del 94, Bossi, D'Alema e Buttiglione mangiano insieme sardine e pane in cassetta a casa del senatur; infine, l'accordo con Berlusconi per le riforme costituzionali ai tempi della de camerale passò alla storia come "patto della crostata", per via del dolce offerto dalla Signora Letta ai due leader al termine di una cena riservata. L'accordo poi saltò e la crostata si rivelò indigesta!
Di Berlusconi non conosciamo le virtù gastronomiche tranne che, non sopporta l'aglio, ma sappiamo che ha un cuoco Michele e che fu proprio Michele ad avvertirlo il 17 marzo del 2001 che Santoro in televisione parlava di lui. Il cavaliere prese il telefono e chiamò Il Raggio Verde dando vita ad uno dei più strepitosi duetti della storia dei Talk Show.
Alle cene che s'immaginano sontuose nei saloni di Arcore si oppone idealmente la pizzeria milanese dietro Via Bellerio, dove per anni i dirigenti leghisti hanno tirato tardi seduti intorno a Bossi, che beve soltanto Coca Cola predicando le virtù del Nord e godendosi quel capolavoro della cucina del sud che è la pizza.

Tra Milano e Napoli c'è Roma, Roma ladrona teatro di un bizzarro banchetto di pace andato in scena in Piazza Montecitorio. Era l'ottobre del 2010 e Bossi, allora ministro delle Riforme, aveva insultato un'altra volta i romani. Necessita una tregua, che fu siglata davanti al parlamento con il leader leghista che mangiava la pagliata imboccato dalla governatrice del Lazio e dal sindaco di Roma.

E così impercettibilmente si varca il confine del buongusto e presto si arriva alla mortadella mangiata con le mani nell'aula della camera da Nino Strano allora deputato di An oggi senatore di Futuro e Libertà, quando nel 2008 cadde il secondo governo Prodi.
Non meno discutibili i cannoli che Totò Cuffaro,  ex governatore della Regione Sicilia, offrì ad amici e sostenitori per festeggiare la mancata condanna per mafia in primo grado...Festa a dir poco prematura perché tre anni dopo, Cuffaro è stato condannato a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra ed oggi è a Rebibbia.
E siccome la politica italiana spesso frequenta i tribunali neppure nelle inchieste giudiziarie potevano mancare i riferimenti culinari: dalle mitiche cozze pelose che il sindaco di Bari Michele Emiliano ha ricevuto in dono da un industriale ai 1500 euro di aragoste offerte da un altro imprenditore al governatore lombardo Formigoni mentre era in vacanza in Sardegna. 
Stando ai fatti pare evidente che il cibo è tornato ad essere come nel medioevo feudale merce di scambio e tributo al potente.  

Non a caso si dice che la politica è tutto un magna magna!!!

E come conferma basta pensare al fatto che tra le ricevute di Lusi, il tesoriere della Margherita, si è trovato anche un piatto di spaghetti al caviale da 180 euro!

Altro che Forchettoni quelli di oggi non li batte nessuno!!!

 
 
 

LE VERE LOCATION DELLE PIU’ CELEBRI FICTION TELEVISIVE

Non so a voi ma a me talvolta succede di chiedermi se gli appartamenti o le sontuose ville abitate dai protagonisti di  talune serie televisive o film esistano realmente oppure sono solo il frutto di fantastici set/location  costruiti ad effetto.
Curiosando qua e là mi sono imbattuta in un recentissimo slideshow, realizzato con il corredo degli expertise di un esperto immobiliarista, per il sito americano di Vanity Fair.
Ho scoperto così che l'appartamentino della protagonista di Sex and the City esiste realmente, ed è realmente al secondo piano di una casetta a schiera con la facciata in brownstone, al numero 66 di Perry Street nel West Village. Volendo lo si può trovare anche con Google maps, e magari darci una sbirciatina con la modalità streetview.

E lì nei pressi, in un edificio non troppo diverso al numero 10 di Leroy Street, esiste davvero anche la casa de I Robinson, il telefilm con protagonista Bill Cosby (il titolo originale era proprio The Cosby Show) che negli anni Ottanta di Reagan rese popolare nel mondo l'idea che anche gli afroamericani potessero essere benestanti.

A proposito di afroamericani benestanti: come dimenticare la sitcom capostipite di questo genere, ossia I Jefferson, che a partire dalla metà degli anni Settanta inscenò in chiave comica le vicende di una coppia di neri che, fatta fortuna con il business delle lavanderie, riusciva a traslocare dal Queens e ascendere ai lussi di un grattacielo di Manhattan (movin' on up / to the East Side / to a deluxe apartment in the sky recitava l'indimenticabile sigla)? Ebbene, anche quell' "appartamento di lusso in mezzo al cielo" esiste veramente, proprio dove dovrebbe essere: si trova al 185 Est della 85esima strada.

Se volete curiosare oltre, potete proseguire da soli: lo slideshow di Vanity fair è a questo  link

 
 
 

SPOSARSI DA IKEA

Post n°427 pubblicato il 26 Aprile 2012 da mielealpeperoncino
 

Uscendo fuori dagli schemi tradizionali di location strane dove convolare a nozze ve ne sono una miriade questa però di cui posto è davvero insolita.

E' accaduto a College Park, in Maryland, e la bizzarra idea è venuta a Julie Rodgers e Willie Pittman, ex compagni di liceo. I due novelli sposi si erano conosciuti giovanissimi a Washington, ma dopo il liceo avevano perso i contatti. Ritrovatisi dopo più di trent'anni grazie a Facebook, si sono incontrati il 7 aprile di due anni fa per pranzare all'Ikea, comoda perché vicina agli uffici di entrambi.
"Abbiamo parlato tantissimo dei 30 anni trascorsi, di cosa era accaduto nelle nostre vite; abbiamo camminato per tutto il negozio, giocato insieme a progettare gli interni - ha dichiarato lo sposo al canale televisivo ABC News - ed è scattata la scintilla."

Con un ricevimento di venticinque invitati, l'eccentrica coppia del Maryland è la prima a dire "SI, LO VOGLIO" all'Ikea, che ha offerto gratis i suoi spazi per il matrimonio.
"Il personale Ikea è stato gentilissimo con noi, è venuto incontro a ogni nostra esigenza: non ho parole per ringraziarli, e rimango senza parole molto raramente" ha affermato ridendo Julie, la sposa.

A far da cornice i divani e i mobili in esposizione presso il punto vendita...immancabili le famose polpette dell'Ikea  alla base del menù offerto agli ospiti.

 

Che dire sarà pure un'idea poco romantica io però la trovo davvero molto simpatica e soprattutto tanto Low Cost!

INVECE VOI?

 
 
 

IL BUNGA BUNGA DEGLI 007 USA

E' di oggi la notizia che altri 3 dei 12 agenti coinvolti nello scandalo prostituzione in Colombia lasciano il corpo federale, facendo salire a nove il numero di uomini dimessi dal Secret Service, l'agenzia governativa che si occupa della sicurezza del presidente Barack Obama.
Due agenti, come spiega Politico, hanno presentato le dimissioni e a un terzo stanno per ritirare la licenza. L'accusa, come aveva precisato nei giorni scorsi il corpo federale, è di cattiva condotta per avere portato all'inizio di aprile decine di prostitute in albergo a Cartagena, in Colombia, dove si trovavano per il summit delle Americhe.

A far scoppire lo scandalo a luci rosse degli 007 USA, e qui il tragico si mischia al comico involontario,  una lite, sul prezzo concordato per la prestazione, tra un agente ed una delle escort abbordate.

Si sa, i soldi non possono comprare tutto, soprattutto quando non sono abbastanza. Di sicuro non sono bastati trenta denari per comprare il silenzio sullo scandalo a luci rosse che ha scosso i servizi segreti americani durante e dopo il recente viaggio del presidente Barack Obama in Colombia.

Trenta dollari, in questo caso, sono quelli che un agente statunitense avrebbe offerto a una prostituta per passare assieme la notte in una stanza dell'Hotel Caribe di Cartagena. Peccato che - ha raccontato al New York Times la donna stessa, una ragazza madre di 24 anni che di mestiere fa l'escort di lusso - la tariffa pattuita fosse invece di 25 volte tanto, 800 dollari. Aggiungendo dunque, per gli 007 statunitensi addetti alla protezione del presidente, farsa a grave imbarazzo.

All'agente in missione, che avrebbe almeno tenuto segreta la sua identità alla donna, il tentativo di non pagare per l'avventura "romantica" è andato decisamente meno bene che al Carlo Martello di ritorno dalla guerra nella celebre canzone di Fabrizio De Andrè. In rima il re, comportandosi da gran cafone, riesce a dileguarsi rapidamente a cavallo fra i glicini e il sambuco. Nella realtà della hall dell'albergo lo 007 è rimasto intrappolato in un chiassoso alterco mattutino con la squillo, che ha coinvolto altri agenti sia americani che della polizia locale ed è presto diventato incontrollabile.

La donna, che ha chiesto ad alta voce "dove sono i miei soldi", alla fine ha accettato di congedarsi in cambio di 225 dollari, raccolti in fretta e furia da due colleghi dell'agente.
Ma era ormai troppo tardi per mettere tutto a tacere.
Nelle ore e giorni successivi, con l'eco del trambusto che ha raggiunto le autorità diplomatiche, è emerso che altri 007 a stelle e strisce avevano ospitato un vero e proprio piccolo esercito di escort nelle loro camere, forse 21, in possibile violazione, oltre che della credibilità e dell'immagine dei servizi segreti, di regole e norme sulla sicurezza.

Un prezzo decisamente alto da pagare per una notte a luci rosse.

COMMENTO PERSONALE:
Vogliate perdonarmi, sarà pure puerile ma ogni tanto trovo liberatorio guardare anche un pizzico agli scandali altrui visto che quando le cose capitano da noi son sempre tutti pronti ad "inzupparci il pane"... 
Anche se, a dirla tutta, contrariamente a come si suol fare in casa nostra, in America vale molto, più che il dire, l'applicare il detto: "A mali estremi, estremi rimedi"...Cosa che da noi nun'esist!
Difatti se una simile faccenda fosse capitata nel Bel Paese credo si sarebbe conclusa "A tarallucci e vino"... O no?

 
 
 

CRISI ASSASSINA!

E' una guerra silenziosa, con troppe vittime, è la disperazione di chi vede davanti a se il baratro dopo aver perso il lavoro e decide di togliersi la vita. La crisi economica ha i suoi effetti collaterali. Il dramma dei suicidi per la perdita del lavoro si trascina da anni nel silenzio ma con l'aggravarsi della crisi economica non si possono più considerare casi isolati.
Un quadro drammatico quello che emerge dal rapporto dell'Eures: nel solo 2010, in media, si sono tolte la vita 2 persone al giorno tra disoccupati e imprenditori. 362 i suicidi tra i disoccupati, che superano i 357 del 2009, in forte aumento rispetto ai 270 all'anno tra il 2006 e il 2008. Tra artigiani, imprenditori e i liberi professionisti 336 si sono tolti la vita nel 2010, 342 nel 2009. Solo nei primi mesi di quest'anno si sono suicidati 23 imprenditori.

Si tratta soprattutto di uomini che hanno perso il lavoro e si sono sentiti senza prospettive, di età compresa  tra i 45 e i 64 anni. Stesso allarme tra i titolari di piccole e medie imprese sui quali spesso pesano le difficoltà del credito, i debiti o i mancati incassi, la responsabilità di licenziare i propri dipendenti  con cui in molti casi hanno lavorato per anni. L'incidenza è più alta nelle regioni del centro-nord. Per rompere l'isolamento, denunciare queste realtà e ricordare coloro che hanno perso la vita soffocati da debiti con banche e fornitori, imprenditori e lavoratori sfileranno insieme per una fiaccolata questa sera alle 20,00 davanti al Pantheon a Roma.
All'iniziativa denominata "Silenziosamente" partecipano anche associazioni di alcune regioni che hanno dato vita ad una rete di solidarietà.

COMMENTO PERSONALE:
SILENZIO!!!

 
 
 

IL PIACERE D'INFORMARE: PARTECIPA ANCHE TU, INSIEME SI PUO' O QUANTOMENO PROVARCI!!!

Insieme possiamo tutto...Possiamo creare una grandissima rete di blog capaci di pubblicare all'unisono lo stesso post-report abuse, in modo da creare un "muro" di messaggi in grado di raggiungere e sensibilizzare il maggiore numero di persone possibile.

La Virtual Global Taskforce (VGT POLIZIA DELLE COMUNICAZIONI) è composta dalle forze di polizia di tutto il mondo che collaborano tra loro per sconfiggere l'abuso di minori online. Il pulsante "Segnala un abuso" è un meccanismo efficace. Cliccate sul tasto in basso se siete a conoscenza di pericolo per un minore.

Il predatore crea situazioni allo scopo di  formare un rapporto di fiducia in linea con il bambino, con l'intento di facilitare in seguito il contatto sessuale. Questo può avvenire in chat, instant messaging, siti di social networking ed e-mail. Aiutaci e rendere internet più sicura...Aiutaci a fermare la pedofilia. PS: Sono felice dei vostri commenti, ma ai commenti preferirei la condivisione di questo post nei vostri spazi.

Per favore, copia e incolla questo post ed inseriscilo in un tuo box. Grazie di cuore._A®


 
 
 

ANCHE IL FAMOSO BRANDY STOCK 84 DICE ADDIO ALL’ ITALIA

Post n°423 pubblicato il 14 Aprile 2012 da mielealpeperoncino
 

Straniera lo era già di fatto, acquistata sin dal 1995 da gruppi statunitensi, ma ora la Stock Spirits Group, impresa che a Trieste produceva brandy, limoncello ed altri distillati conosciuti da almeno cinque generazioni di italiani (chi non ricorda almeno una delle pubblicità dello Stock '84?), trasferirà tutta l'attività nella Repubblica Ceca, a partire dal prossimo giugno. A decidere la chiusura dello stabilimento il fondo americano "Oaktree Capital Management", che possiede la Stock dal 2008 e che giustifica la scelta, oltre che con il problema del costo del lavoro, anche con il calo dei consumi e il momento difficile del mercato italiano.

I prodotti del marchio (tra di loro anche Limoncè e la vodka Keglevich) resteranno nei negozi italiani, ma ciò non toglie che un altro micro-universo produttivo sia andato in pezzi, con 28 lavoratori (una goccia nel mare della crisi) messi in mobilità, ovvero lasciati a casa. È la dura legge della delocalizzazione, che spinge le multinazionali ad aprire stabilimenti in nazioni dove materie prime e manodopera hanno costi ridotti e quindi più convenienti: "Lo stabilimento friulano - dicono i vertici del gruppo americano - rimane non sostenibile a livello economico rispetto agli altri siti produttivi".

Così come per ogni città legata alle proprie industrie, per Trieste l'addio della Stock è stato un brutto colpo: "La chiusura di ogni attività inerente a questo marchio - ha riferito l'assessore regionale al Lavoro, Angela Brandi - segnerà la fine di uno dei marchi storici presenti a Trieste. Bisogna offrire ogni sostegno ai lavoratori per poter affrontare il problema occupazionale che sta per coinvolgerli".
È una storia già vista altre mille volte, nell'Italia imprenditoriale che sta pian piano colando a picco. L'assessore ha chiesto ai responsabili della Stock italiana di ritornare sulla loro decisione, ma questi hanno già contattato i sindacati per discutere sulla cessazione della produzione. "L'azienda non ha presentato margini di manovra - protesta Adriano Sincovich, segretario della Cgil di Trieste - c'è un atteggiamento molto rigido dei manager. Diremo chiaramente alla città cosa pensiamo della Stock". La lotta dei lavoratori nel frattempo è già cominciata: è stato indetto uno sciopero di 16 ore, con blocco totale dell'attività.

Sin dal passaggio di proprietà alla Oaktree la fabbrica di liquori, dalla quale escono venti milioni di bottiglie all'anno, aveva subìto un ridimensionamento, attraverso un accordo sindacale sottoscritto dagli operai, che nel 2009 prevedeva modifiche d'orario, turnazioni e plurimansioni. Ma lo sforzo pare non sia servito, a meno di un cambiamento improvviso.

La bottiglia di brandy più famosa della tv è apparsa in numerosi episodi di "Carosello", pubblicizzata da Vianello e Tognazzi, sui cartelloni pubblicitari e alla radio, come storico sponsor delle cronache Rai delle partite di calcio.

Sono numerose le aziende agro-alimentari italiane in mano a colossi stranieri (negli ultimi venti anni ricordiamo Buitoni, Parmalat, Galbani, Perugina, Peroni, Cinzano, Martini ecc); l'ultima in ordine cronologico era stata la famiglia Gancia, che ha ceduto lo spumante al russo Tariko, quello della vodka Russki Standard. Ma la Coldiretti, dopo l'annuncio della chiusura della Stock, ha lanciato un allarme: altri marchi passati a gruppi esteri, dopo quello di Trieste, potrebbero fare la stessa fine, vista la crisi e gli ostacoli di tipo economico.
Dalla proprietà di un'etichetta al trasferimento delle sue linee produttive, infatti, il passo potrebbe essere breve.

Una chiusura inimmaginabile e che lascia con l'amaro in bocca: è il simbolo di un ulteriore simbolo di italianità perduta.

 
 
 
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"AMORE"

 

 

L'amore è come il mare:

è possibile che si riesca

a vederne l'inizio ma la

fine si perde oltre la linea

dell'orizzonte.

          Rossella.

 

L'amore, quello vero, che fa palpitare.

che regala quel prezioso elisir

che ci permette di sentirci giovani

e vitali anche quando il trascorrere del tempo

vorrebbe impedircelo è fatto, soprattutto

di silenzi, di sguardi lunghi, intensi,

ricchi di significati che le parole non

riuscirebbero mai a comunicare...

AMORE!!!

          Rossella

 

 

 

DALLO SCRIGNO DELLE MIE

FIORI

I fiori sono fragili e muoiono in un sofffio quasi come i giorni della vita.

Ma se sai guardarli, sfiorarli, ammirarli e gioirne,

darai un senso al loro breve vivere.

 

L' ETERNITA' IN UN BACIO

Ricordo, Chiedesti: "Come mi baceresti?"...

Risposi: "In verità non saprei rispondere"...

So solo che per essere analogo alla tua unicità sarà privo di estensione,

senza inizio nè fine, sospeso nel tempo, senza un prima o un dopo.

Il presente ha i suoi limiti nel non averne, e un bacio

fuori dai limiti della estensione e del tempo è semplicemente ed

unicamente eterno.

ATTESA

A volte come una barca alla deriva mi sento,

sembra estenuante l'attesa

ma è l'essenza stessa della vita.

                 Mielealpeperoncino.

 

DALLO SCRIGNO DELLE MIE

ACQUA-TE

Acqua pura e cristallina che sgorga dalla terra, che cade dal cielo;

nutre i suoi frutti, colma fiumi ed oceani.

Acqua fonte di vita dolce e pura, forte e dirompente

come te!

Te che mi disseti con la tua presenza e m'inondi col tuo amore,

consentendomi di nuotare nel tuo mare,

permettendomi di sprofondare in esso

fino a raggiungere gli abissi del tuo mondo,

quel mondo pieno di tesori nascosti, ricco di vita.

Quel mondo in cui vorrei immergermi

e di cui vorrei far parte.

 

SORGENTE DI VITA

Siamo nate insieme tu ed io.

Dolce e serena,

calma e tranquilla,

impetuosa e travolgente acqua.

Ogni tua goccia è vita.

Mielealpeperoncino

 

PRIVA DI TITOLO

Rifessi di luce costante

al calar del tramonto

si nascondono.

Primeggiano le scure ombre

dietro le verdi fronde.

 

Rinascono in un pensiero

triste o felice

purchè vero.

Vestendosi di bianco

passeggiano di fianco.

 

Ritorna il giorno e con esso il sole

ma se fosse pioggia o vento,

alcuno il tormento.

Chi è in natura

alla natura affida 

fragilità e forza

timore e coraggio.

 

Se ne fa scudo, letto e sostegno

non tralasciando il proprio impegno.

Fra immensi giardini, prati ed aiule

si spegne la vita di un fiore. 

          (Mielealpeperoncino)

 

Così in natura...

  Così dal fioraio... 

 

Così nel mio cuore...

Così in casa mia...

 

DALLO SCRIGNO DELLE MIE...

 

 

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Dialogo tra sguardi

 

Lei: Guardami e parlami

      e mentre mi parli, ascoltami

      perchè è ascoltando che potrai parlarmi

      ed è parlando che potrò ascoltarti

      e ancora guardami!

Lui: Ti guardo, è bello guardarti!

      Ti ascolto, è bello ascoltarti!

      Ti parlo, è bello parlarti!

      Forse ancor più bello sussurrarti!

      Per poi perdermi in quel sussurro

      giungere a te e finalmente

      perdermi in te.

                (Mielealpeperoncino)

 

DEDICATO A PROFUMO DI ROSE E A CATWOMAN

L'amicizia ha qualcosa di misterioso che spinge alla confidenza e all'abbandono più completo. E' una dimensione dell'amore pur non essendo l'amore.

Vi voglio bene ragazze.

L'immagine a seguire ed il pensiero trascritto, mi sono state dedicate da Profumo di rose nel suo Blog. Grazie Profumina sei sempre molto cara e dolce. Spero di non deluderti nel percorso che ci vede unite al di là di quella che è una reale ed abituale frequentazione tra amiche.

Sei come la luce che emana il sole prima di andare a dormire.

Sei come l'acqua che rigenera ogni cosa che tocca.

Sei come il vento che ossigena chiunque.

Sei grande come il mare.

Ti voglio bene Mieluccia. 

 

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IL MIO MARE UOMO

 

Una poesia a rappresentarmi

Il più bello dei mari è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.

E quello che vorrei dirti di più bello

non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

IL MIO MARE UOMO

Il mare cos'è per me il mare...

E' il letto sul quale riposare,

la seggiola sulla quale dondolare,

l'avvolgente abbraccio di un compagno,

il tumulto da cui lasciarmi sconfiggere.

Ad esso affido le mie intime confidenze,

talune me le rende, altre le insabbia

nei suoi abissi profondi.

In esso ritrovo le infinite e contradditorie

risposte ad una inassolutà verità

sull'eternità della vita.

Il mare, il mare, cos'è per me il mare

se non l'altare della mia pace.

Mielealpeperoncino.

 

.....METAFORANDO.....

"Glia alberi e le montagne sono il desiderio di cielo che ha la terra." (...)

Le tue mani sono rami dell'albero che sei.

Io vorrei essere la tua terra.

Sei il mio desiderio di cielo,

il mio albatro dei sentimenti,

il portatore sano di "malattie dell'anima",

l'essenza dell'incontro,

l'assenza di ragione,

il vuoto di memoria,

la montagna da scalare e

il pozzo di Talete.

 

Mielealpeperoncino

 

Irrisolto quesito

Quantunque tu in quell'essere io,

quantunque io in quell'essere tu.

Smarrito l'io, smarrito il tu

ritrovarci dovremmo

in quell'essere tu, in quell'essere io.

 

Originato dalla fusione del tu-io-tu,

il mio ed il tuo essere dovrebbero

dare essenza

ad un unico essere…

Vale a dire: “Il nostro essere” o

vale a dire: “Noi”.?

Irrisolto quesito.

 

      

 

 

sessualità