Creato da pierdamorrone il 03/07/2010

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« Que farai, Pier da Morrone? Èi venuto al paragone. Vederimo êl lavorato che en cell’ài contemplato. S’el mondo de te è ’ngannato, séquita maledezzone. »

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« Viaggiare.Di Tutte Le Parole »

Si, viaggiare.

Post n°5 pubblicato il 09 Luglio 2010 da pierdamorrone
 

Amo camminare nei boschi ed amo soprattutto perdermi nel tempo sognando, passo dopo passo, di vivere in momenti diversi da questo, ecco perché ieri ho lasciato la città e mi sono diretto sui monti intorno a Lucca, verso Castelnuovo Garfagnana alla ricerca dell'Eremo di Calomini.

E' stata una passeggiata decisamente rilassante per la mente e per lo spirito ma assai faticosa per il corpo.

l'eremo è ricavato nella parete nuda nella roccia della montagna, le celle dei frati (ora non più lì residenti) sono visitabili, profumano del romando di Umberto Eco: Il Nome Della Rosa, sono spartane, sono fredde, sono buie e, soprattutto, sono grotte che vanno proprio dentro la montagna stessa; la vista è mozzafiato: davanti solo altre mopntagne verdi e cielo azzurro.

Amo camminare nei boschi, amo poi ritornare per vedere se con me torna anche una parte del viaggio che ho fatto.

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Commenti al Post:
profilo_femminile
profilo_femminile il 09/07/10 alle 11:34 via WEB
Ho sentito l'aria fresca...il profumo del bosco..e il silenzio del cielo:)
 
 
pierdamorrone
pierdamorrone il 09/07/10 alle 13:46 via WEB
sentire è (quasi) come esserci :-)
 
dianavera
dianavera il 09/07/10 alle 13:24 via WEB
E' davvero incredibile come insignificante e priva di senso, vista dal di fuori, e come opaca e irriflessiva, sentita dal di dentro, trascorra la vita di quasi tutta l'umanità. E' un languido aspirare e soffrire, un sognante traballare attraverso le quattro età della vita fino alla morte, con accompagnamento d'una fila di pensieri triviali . Gli uomini somigliano a orologi che vengono caricati e camminano, senza sapere il perché; ed ogni volta che un uomo viene generato e partorito, è l'orologio della vita umana di nuovo caricato, per ripetere ancora una volta, fase per fase, battuta per battuta, con variazioni insignificanti, la stessa musica già infinite volte suonata . Ciascun individuo, ciascun volto umano e ciascuna vita non è che un breve sogno dell'infinito spirituale naturale, della permanente volontà di vivere; non è che una nuova immagine fuggitiva, che la volontà traccia per gioco sul foglio infinito dello spazio e del tempo, lasciandola durare un attimo appena percettibile di fronte all'immensità di quelli, e poi cancellandola, per dar luogo ad altre . e in ciò è l'aspetto grave della vita, ognuna di tali immagini fugaci, ognuno di tali insipidi capricci dev'essere pagato dall'intera volontà di vivere, in tutta la sua violenza, con molti e profondi dolori, e in ultimo con un'amara morte, a lungo temuta, finalmente venuta. Per questo ci fa così subitamente malinconici la vista di un cadavere . La vita d'ogni singolo, se la si guarda nel suo complesso, rilevandone solo i tratti significanti, è sempre invero una tragedia; ma, esaminata nei particolari, ha il carattere della commedia. L'agitazione e il tormento della giornata, l'incessante ironia dell'attimo, il volere e il temere della settimana, gli accidenti sgradevoli d'ogni ora, sono vere scene da commedia. Ma i desideri sempre inappagati, il vano aspirare, le speranze calpestate senza pietà dal destino, i funesti errori di tutta la vita, con accrescimento di dolore e con morte alla fine, costituiscono una tragedia. Così, quasi il destino avesse voluto aggiungere lo scherno al travaglio della nostra esistenza, deve la vita nostra contenere tutti i mali della tragedia, mentre noi riusciamo neppure a conservar la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia. (Schopenhauer, "Il mondo come volontà e rappresentazione" )
 
 
pierdamorrone
pierdamorrone il 09/07/10 alle 14:21 via WEB
opperò!!!! :-)
 
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