L’odore che pervade la stanza, il segno della sua eccitazione che impregna la sua biancheria ed inevitabilmente lascia una traccia umida sul legno scuro. Voglia di sentire il suo sapore, portarla sul orlo del piacere per fermarsi, prolungare quanto più possibile l’esplosione dei sensi. Il sesso, vissuto come un bel libro, non riesci a smettere di leggere, salvo poi, rimpiangere che sia finito. Il mio volto scende, con la mano la tengo inchiodata alla scrivania, scendo lasciando sulla sua pelle una sottile striscia di saliva. Scendo inesorabile, trema, mi fermo prima di raggiungere lo scrigno del suo piacere, gioco con la lingua sul monte di venere, sfioro le labbra che iniziano a gonfiarsi di desiderio, senti il suo respiro rocco farsi breve. Affondo, i suoi umori scivolano sulla mia lingua, dentro la mia bocca, aspiro il suo odore, quasi bestiale, misto di profumo e di animalesca voglia. Affondo la lingua, penetra in lei come un piccolo pene, la estraggo, bagnata di lei e della mia saliva. Le labbra salgono fino ad incontrare quel piccolo bottone di piacere. Lo lecco, lo mordicchio, sento l’orgasmo che si fa strada in lei, mi fermo. Un urlo strozzato, un no, mi pongo davanti al suo viso, lo trovo stravolto dalla voglia. La mia mano e come un ferro attirato inesorabilmente dalla calamita che questa femmina ha tra le gambe. Frugo il suo sesso, prepotentemente, intingo le dita dentro la sua fonte portandole poi alla sua bocca. Lecca, come una cagna.
Inviato da: adore1998
il 13/11/2011 alle 10:01
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il 12/11/2011 alle 22:04
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il 12/11/2011 alle 15:05
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il 18/06/2011 alle 15:37
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il 15/05/2011 alle 19:59