Der Steppenwolf

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EMILE CHARTIER

 

Niente è più pericoloso di un'idea quando è l'unica che si ha.

Emile Chartier

 

 

 

Se io potrò impedire

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.


Emily Dickinson

 

 

FELICITÀ

Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.

H. Hesse

 

 

LAO TZE

Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.

 

 

RIDERE

 

L'unica cura contro la vanità è il riso, e l'unico difetto ridicolo è la vanità.

Henri Bergson

 

 

FËDOR DOSTOEVSKIJ

Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! - Guardate piuttosto come ride.

 

 

 

Messaggi del 08/06/2021

Paul Beatty - Tuff e la sua banda

Post n°277 pubblicato il 08 Giugno 2021 da ixtlann
 

 

"Una barbetta di spiraline pelose gli vermeggia dal mento. Profonde rughe di preoccupazione gli solcano la fronte. Ha le palpebre a mezz'asta. Le grosse labbra serrate non alludono né a un ringhio né a un sorriso. La faccia di Winston è di quelle che potrebbero chiederti l'ora o il portafoglio con la stessa probabilità."

 

Winston Foshay, detto Tuff, è un nero grande,  grosso,  prepotente e brutale. Vive ad Harlem,  ha abbandonato la scuola e si è dovuto sposare  giovanissimo con la fidanzata incinta, Yolanda, donna sicuramente più colta e  pragmatica, energica e di buon senso cosa che non si può dire del nostro protagonista.

 

"Winston si rannicchiò nel divano, strinse i braccioli e attese il suo olio di ricino letterario. Involontariamente, si lasciò sfuggire le parole Arancia meccanica. Yolanda alzò lo sguardo: «Tuffy, te l'aggiusto io la meccanica. Quando avrò finito di leggerti questo, non sarai più un'arancia». Poi cominciò a leggere a voce così alta da stampare Winston sul divano. Provava una particolare affinità con l'inutile bottone che stava in mezzo al cuscino."

 

Tuff   lavora come picchiatore nel giro dello spaccio. E vive circondato da una corte di personaggi sgangherati e molto folcloristici,  tra cui spicca Fariq, disabile, musulmano e antisemita,  storpio e afflitto da tutte le disgrazie immaginabili, ma sempre pieno di idee. Tuff sopravvive a un regolamento di conti tra bande rivale, ad agguato tesogli da un gruppo di trafficanti e dopo aver fallito un ridicolo tentativo di rapina, in nostro protagonista, decide di dare una svolta alla sua vita e di combinare qualcosa di buono, ma senza cambiarne lo stile. Si presenta al Programma Fratello Maggiore, un programma di assistenza psicologica e sociale per ragazzi  che vivono in condizioni svantaggiate. Ha un mentore in Spencer Throckmorton, un nero convertito all'ebraismo e diventato rabbino.

 

"«Ragazzo, non fare l'arrogante con me, siamo tutti qui per te. Ai miei tempi non c'era bisogno di nessun intervento per raddrizzare la schiena ai ragazzini. C'era coesione. La comunità allevava i bambini. Se la signora Johnson si accorgeva che non ti comportavi bene, ti chiamava, e tu andavi. Ti dava una bella ripassata col bastone, e tu te la prendevi. Ti spediva a casa e telefonava a tua madre. E quando tua madre ti chiedeva: "È vero quello che mi ha detto la signora Johnson?", tu rispondevi: "Sì", e ti prendevi un'altra scarica di botte dai tuoi»."

 

Questa partecipazione e dopo, lunghe discussioni con Spencer, la moglie Yolanda, il padre Clifford, ex militante delle Pantere Nere, e gli amici decide di presentarsi alle elezioni comunali, finanziato da Inez Nomura, una nippo-americana, anche lei, ex militante delle Pantere che sta cercando il nuovo Malcolm X.  La popolarità di cui gode nel quartiere, dove conosce ogni anima, la sa fama di "spaventoso figlio di puttana" e, in più  un paio di giorni trascorsi in galera per un leggero reato fatto all'uopo, per  arringare i compagni di ghetto che sono detenuti,  fanno crescere sempre più il consenso e guadagnare sempre più punti ...

 

"«Un giorno mentre scippavo al Village. Sono passato accanto a un cinema dove davano I 400 colpi. Ignorante com'ero, ho pensato che fosse un film di kung fu, e così sono entrato e ho chiesto: "Uno. Dove sono i pop-corn e le bibite?". Mi aspettavo una di quelle stronzate piene di casino, hai presente? E viene fuori che l'opera...». «Ma lo sentite? L'opera...». «Insomma, come dicevo, questo tizio francese e il suo teppistello stavano...». Winston borbottò qualcosa. Fariq si portò una mano a coppa all'orecchio. «Cosa? Non ti sento». Charley, che era seduto vicino a Winston, tradusse volentieri: «Credo che Winston abbia detto: "Cercando una poetica che desse un senso alle loro esistenze fraintese", e poi una parola tipo balzachiano»."

 

Una storia che potrebbe anche essere avvincente ma che a conti fatti non riesce a catturare completamente, ci si distrae, si resta volte perplessi, non sempre il linguaggio dei protagonisti è chiaro, insomma tante piccole cose concorrono a che alla fine non ci resta un buon sapore in bocca. Il romanzo cha a tratti e anche divertente e graffiante, che ci fornisce un spaccato delle periferie degradate della grandi città americane, non riesce a convincerci.

La prosa resta comunque veloce, decisa, forse più adatta a un pubblico addentro a quanto si racconta che a chi vive a miglia di kilometri dal ghetto. Ma certo non posso neanche denigrare un opera che non ho faticato a finire!

Solo per amanti del genere!

 

"«È come quel film, quella puttanata spagnola dove i ricchi non riescono ad andarsene da una casa. Luis Bustelo o roba del genere. Che cazzo è... surrealismo? Ecco, mi sono preso i surrealismi»."

 

 

 
 
 
 
 

INFO


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SENECA

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

 

 

 

BERTRAND RUSSEL

Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti

 

OSCAR WILDE

Regala la tua assenza a chi non dà valore alla tua presenza

 

SE TU AVESSI DORMITO?,

Se tu avessi dormito?,

E se, nel sonno, tu avessi sognato?

E se, nel sogno,

tu fossi entrato nel paradiso

e lì avessi colto uno strano, bellissimo fiore?

E se, al risveglio,

ti ritrovassi quel fiore in mano?


Samuel Taylor Coleridge

 

 

IL MOMENTO

Se ne va, se ne va, se ne va!

Se n'è andato!

E col momento,

se n'è andata l'eternità!

            Juan Ramòn Jiménez

 

 

N.NUR-AD-DIN

 

Nasciamo senza portare nulla,

moriamo senza poter portare nulla,

ed in mezzo,

nell'eterno che si ricongiunge

nel breve battito delle ciglia,

litighiamo per possedere qualcosa.

                              

 

 

IL RAGGIO VERDE

In particolari circostanze,

quando il sole scompare dietro l'orizzonte,

nel preciso momento in cui l'ultima luce diretta ci colpisce,

può da esso generarsi un raggio verde

che passando attraverso i nostri occhi,

ha la capacità di illuminare la nostra essenza,

permettendoci di dare uno sguardo

dentro di noi e

vedere chi siamo!

 

 

STRANO VAGARE NELLA NEBBIA

È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l'altro,
Ognuno è solo.

Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso, che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.

In verità, nessuno è saggio
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente
Da tutti lo separa.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l'altro,
Ognuno è solo.

 

H. Hesse

 

 

AMBROSE BIERCE

Riso:  Convulsione interna che altera i lineamenti del viso ed è accompagnata da suoni inarticolati.

È infettivo e, seppure intermittente, incurabile.

 

 

 

OVIDIO

La Fama, che gode con le sue calunnie

a confondere vero e falso, e che dal nulla si dilata

per forza di menzogna