Der Steppenwolf

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EMILE CHARTIER

 

Niente è più pericoloso di un'idea quando è l'unica che si ha.

Emile Chartier

 

 

 

Se io potrò impedire

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.


Emily Dickinson

 

 

FELICITÀ

Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.

H. Hesse

 

 

LAO TZE

Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.

 

 

RIDERE

 

L'unica cura contro la vanità è il riso, e l'unico difetto ridicolo è la vanità.

Henri Bergson

 

 

FËDOR DOSTOEVSKIJ

Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! - Guardate piuttosto come ride.

 

 

 

Messaggi del 16/06/2021

Harry Bernstein - Il Muro Invisibile

Post n°279 pubblicato il 16 Giugno 2021 da ixtlann
 

 

"Noi eravamo gli ebrei e loro i cristiani. In realtà quello che avevamo là era un ghetto in miniatura, poiché c'era un muro invisibile fra le due parti, e sebbene lo spazio che le separava fosse solo di pochi metri, in quanto la strada era molto stretta, la distanza sociale avrebbe potuto essere di chilometri e chilometri."

 

Della serie non è mai troppo tardi, dopo Frank McCourt, che scrisse il suo celebre 'Le ceneri di Angela' a 66 anni, vincendo un Pulitzer, ecco Harry Bernstein, che debuttò con questo romanzo all'incredibile età di 96 anni.

Come il primo, anche Bernstein ci racconta della sua infanzia, in una autobiografia che se non è ambientata in Irlanda, si svolge nella vicina Inghilterra, in una strada di un quartiere operaio del Lancashire, dove la povertà regna come nel romanzo di Angela, e come in quel caso, entrambi sono accomunati dall'avere un padre alcolizzato!

 

Ci fermammo entrambi e ci squadrammo, silenziosi, per un attimo, come due cuccioli che si fiutano quando si incontrano. Allora chiesi: "Dove vai?". "A casa tua" disse lui. "Mà mi ha mandato a chiedere uno scellino in prestito per l'affitto. E te?" "Dalla tua" risposi. "Anche la mia mi ha mandato a chiedere uno scellino per l'affitto." "Allora ci vediamo dopo" replicò lui. "Ciao!" "Ciao!" risposi. E scappammo via fiduciosi in direzioni opposte, troppo sciocchi per renderci conto dell'inutilità delle nostre rispettive commissioni. Mia madre e la sua erano anch'esse amiche e più tardi, quando si incontrarono per discutere di questo episodio, scoppiarono in sonore risate. Si sbellicarono entrambe, ridendo a crepapelle fino alle lacrime.

 

Ma qui il filo conduttore è dato dal razzismo, nella stessa strada abitano cristiani ed ebrei, gli una da un lato gli altri dall'altro, e pare che ci sia un muro, invisibile e dividere e a rendere impossibili i contatti tra i due gruppi etnico/religiosi.

Harry ci racconta di quando ha  quattro anni, ed è il più piccolo di cinque fratelli.

Il padre, ebreo immigrato dalla Polonia, lavora nelle locali industrie di  manifatture tessili, ma sperpera  buona parte del suo salario bevendo per poi sfogare la rabbia per la sua vita  stentata  sui figli. Sulla  madre ricade il compito di mandare  avanti casa e famiglia ingegnandosi come può come può, e ricorrendo ad ogni espediente, nella speranza di far mangiare i figli.

 

Non appena se ne andava, mia madre esclamava con disprezzo: "batesky". Era un peggiorativo, in chiave polacca, dell'epiteto offensivo batesemas, che noi ebrei del Lancashire usavamo affibbiare ai cristiani.

 

Vivono in una fatiscente casa a schiera, allineata con altre simili su un lato di una strada di ciottoli. Una strada come ce ne potrebbero essere tante,  ma caratterizzata dall'invisibile muro che divide e separa i due marciapiedi con gli ebrei da una parte, i cristiani dall'altra. Mondi separati e inconciliabili, si fronteggiano con usanze, credenze, abitudini, diverse e pregiudizi che nella loro diversità, sono uguali, proprio perché accomunati da fattori che vanno oltre la razza o la religione, accomunati dallo stesso bisogno, dall'indigenza, dalla miseria, dalla fame. I fratelli vanno a scuola, compatti per difendersi dalle angherie di altri bambini, ma una volta vengono attaccati da una banda di bambini cristiani e a salvarli interviene  Arthur Forshaw, liceale cristiano, una luce che squarcia le tenebre del razzismo. Questo avvenimento sarà il trampolino di lancio per la passione che spingerà la sorella di Harry tra le braccia di Arthur. Ma la vita viene alterata dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, che altererà la vita dei protagonisti  e quella della strada, ma non intaccherà il sentimento sbocciato tra i ragazzi. L'amore non conosce differenze. Ma questo solo per chi ama, per gli altri è qualcosa di inconcepibile, di inaccettabile, e come perdere una figlia (l'odierna  cronaca ci mostra come ancora oggi si preferisce uccidere una figlia piuttosto che lasciarla libera di amare chi vuole!) Ma forse a volte l'amore alla fine può vincere.

 

Qualche volta mi domando come gli uomini possano aver mai scritto della gloria della guerra e dipinto quadri che rappresentano questa gloria. La realtà è tutto il contrario. L'ho imparato sulla mia pelle e non penso che potrei continuare ad andare avanti se non sapessi per quale motivo combattiamo, poiché questa potrebbe essere veramente la guerra che mette fine a tutte le guerre. E quello che mi tiene in vita e mi fa andare avanti, è il pensiero del mondo nuovo che questa guerra porterà con sé. Metterà fine a molta della miseria che c'era prima, alla povertà tanto per cominciare, io, spero, e in particolare alle differenze che hanno sempre separato le persone l'una dall'altra..."

 

La scrittura fluente, semplice, non impegnativa, che ancora una volta ci induce a fare un parallelo con McCourt, fa si che il romanzo scivoli via velocemente, toccandoci, il cuore e strappandoci qualche lacrima a volte di tristezza a volte di gioia. Ci commuove e ci diverte, anche narrandoci di gente povera, di fame e di razzismo, ma il tutto filtrato dagli occhi di un bambino di 5 anni.

Certo noi siamo lontano dalle vicende e dall'epoca narrata, eppure in noi risuona un eco, di come se rivivessimo cose sentite se non vissute, forse di quando ci raccontavano della fame e della guerra, della miseria e della forza di affrontarle con un sorriso sulle labbra.

Consigliatissimo, anzi raccomandato!

 

"Ma tutto questo cambierà Harry. Credimi, tutto cambierà. La gente diventerà più accorta. Il cervello umano tende a svilupparsi. Un giorno tutti saranno così evoluti da vedere e capire la verità e non si comporteranno più come un branco di pecore. Allora quel muro che separa i due lati della nostra strada crollerà proprio come le mura di Gerico. Forse, io e Lily, oggi, abbiamo dato una piccola spallata. Ma un giorno sentirai risuonare una tromba e tutto svanirà. Oh, sì, Harry, avremo un mondo migliore. Le cose non saranno sempre come sono adesso. Ci saranno tempi migliori per noi tutti, non solo per pochi. Ascolta quello che ti dico adesso. Ti prometto che ci sarà un mondo migliore di quello in cui stiamo vivendo oggi...""

 

 

 

 
 
 

Stephen M. Baxter, Terry Pratchett - La lunga terra

Post n°278 pubblicato il 16 Giugno 2021 da ixtlann
 

 

"Per il genere umano tutto cambia per sempre il giorno in cui viene postato su Internet lo schema di uno strano congegno, lo stesso che l'agente Monica Jansson trova a casa del professor Linsay, scomparso misteriosamente in un incendio: una scatola contenente un intrico di fili e un interruttore a tre vie. E un 'passatore', uno strumento che permette di navigare tra miliardi di versioni diverse della Terra. Assemblarlo è molto semplice e improvvisamente per tutti si aprono le porte di un universo disabitato e selvaggio, inesplorato e ricco di risorse e misteri: è la Lunga Terra, un nuovo inaspettato Far West da esplorare, conquistare e da cui ripartire. Nessuno però sa dire con certezza se i mondi paralleli siano infiniti come sembrano o se siano circolari e a un certo punto si esauriscano. Solo Joshua Valienté può rispondere a questa domanda perché è l'unico a potersi muovere tranquillamente tra gli universi senza passatore. Ingaggiato dalla Black Corporation, Joshua parte da Terra Riferimento per una spedizione segreta sulla Mark Twain insieme a Lobsang, un meccanico di motociclette tibetano reincarnatosi in un computer. Ma l'esplorazione, tra insidie e meravigliose scoperte, rivelerà una terribile minaccia per l'umanità. Al centro della Lunga Terra, scritto a quattro mani da Pratchett e Baxter, c'è un viaggio. Un viaggio tra le infinite possibilità "

 

Che dire, Pratchett che si misura in un genere leggermente diverso, fantascienza pura, anche se la possibilità di descrivere mondi alternativa non si discosta tanto dalla creazione dei mondi di Mondo Disco.

Un romanzo di frontiera, di esplorazione avvincente, ma non convincente. Già benché scritto da due grandi autori al libro manca qualcosa, forse l'azione. Forse, nonostante le bellissime premesse, succedo poco. Forse bisognerebbe leggere gli altri libri che seguono, (altri quattro volumi, non ancora tradotti in italiano)  ma personalmente non credo che lo faro.

 

"Tu hai la sindrome di Daniel Boone, Joshua, una sindrome molto rara. Non hai bisogno della gente. La gente ti piace abbastanza, almeno alcune persone, ma la sua mancanza non ti disturba."

 

Il libro è godibilissimo e si legge d'un fiato, ma alla fine sa di poco, anche se parte da un'idea che sembra geniale, ed è inoltre  arricchito da considerazioni interessanti sull'evoluzione, o anche di natura sociologica, cosi come le considerazioni etiche che arricchiscono il testo, anche se a volte si percepisce un senso di approssimativismo, ma in ogni caso, tutto ciò può renderlo più interessante non certo più avvincente!

 

«È come se fossero state assemblate parti di animali diversi e qualcuno stesse giocando con l'evoluzione».

 «Ormai sei a molte centinaia di migliaia di passi dalla Terra Riferimento. In questo remoto mondo stiamo vedendo rappresentanti di molti ordini animali che sono sul nostro ramo nel diagramma ad albero delle probabilità, ma è come se fossero stati reimmaginati. L'evoluzione evidentemente è caotica, come il clima».

 

Inoltre per chi conosce e apprezza Pratchett, si sta li ad aspettare che compaia, che il suo stile, illumini lo scritto, che il suo umorismo e la sua ironia ci rallegrino e diano una diversa colorazione al testo, ma tutto questo non accadrà, o forse solo occasionalmente, come nel caso di Sorella Agnes, chi cerca il Pratchett di mondo disco, resterà deluso,  e forse sono tra questi, forse ho sbagliato l'approccio iniziale e quindi sono state tradite le mie aspettative!

 

"«Parole fatte di nebbia! Annacquare la moneta dell'espressione facendo sì che una cosa assuma il significato che si vuole finché niente significa più nulla e nulla è preciso!»"

 

Ma, forse, è anche meglio così, il romanzo ha un'impostazione seria, e le rare volte che si incontra  la scrittura di Pratchett, stona, non è uno scrittore per romanzi seriosi.

Quindi alla fin fine un romanzo leggibile e godibile, che piacerà a agli amanti della fantascienza, soprattutto per l'idea che c'è alla base, meno agli amanti di Mondo disco.

 

"'Quando ti alzi il mattino, pensa a quale prezioso privilegio sia essere vivi: respirare, pensare, godere, amare'»."

 

 

 
 
 
 
 

INFO


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SENECA

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

 

 

 

BERTRAND RUSSEL

Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti

 

OSCAR WILDE

Regala la tua assenza a chi non dà valore alla tua presenza

 

SE TU AVESSI DORMITO?,

Se tu avessi dormito?,

E se, nel sonno, tu avessi sognato?

E se, nel sogno,

tu fossi entrato nel paradiso

e lì avessi colto uno strano, bellissimo fiore?

E se, al risveglio,

ti ritrovassi quel fiore in mano?


Samuel Taylor Coleridge

 

 

IL MOMENTO

Se ne va, se ne va, se ne va!

Se n'è andato!

E col momento,

se n'è andata l'eternità!

            Juan Ramòn Jiménez

 

 

N.NUR-AD-DIN

 

Nasciamo senza portare nulla,

moriamo senza poter portare nulla,

ed in mezzo,

nell'eterno che si ricongiunge

nel breve battito delle ciglia,

litighiamo per possedere qualcosa.

                              

 

 

IL RAGGIO VERDE

In particolari circostanze,

quando il sole scompare dietro l'orizzonte,

nel preciso momento in cui l'ultima luce diretta ci colpisce,

può da esso generarsi un raggio verde

che passando attraverso i nostri occhi,

ha la capacità di illuminare la nostra essenza,

permettendoci di dare uno sguardo

dentro di noi e

vedere chi siamo!

 

 

STRANO VAGARE NELLA NEBBIA

È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l'altro,
Ognuno è solo.

Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso, che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.

In verità, nessuno è saggio
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente
Da tutti lo separa.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l'altro,
Ognuno è solo.

 

H. Hesse

 

 

AMBROSE BIERCE

Riso:  Convulsione interna che altera i lineamenti del viso ed è accompagnata da suoni inarticolati.

È infettivo e, seppure intermittente, incurabile.

 

 

 

OVIDIO

La Fama, che gode con le sue calunnie

a confondere vero e falso, e che dal nulla si dilata

per forza di menzogna