Ombre e luci

La mia prima volta...


Ebbene si, l'ho fatto anch'io...Tanti anni di attesa, il desiderio struggente di provare un'esperienza che in tanti mi hanno raccontato, magari col rossore sulle gote, sussurrandomelo pudicamente all'orecchio. Chi mi diceva: "è esaltante", chi  "dà i brividi", chi " lo rifarei subito". Abbiamo organizzato nei minimi dettagli, io e Raff....Quando nella mia fantasia lo immaginavo...volevo che accadesse nella notte, sotto un cielo di stelle, con l'aria frizzante della primavera...quella che ti accarezza, lasciandoti brividi sulla pelle. Alle 22.00  avevo appuntamento con Raff. Desideravo non ci vedesse nessuno, mi vergognavo un pò, ma ero decisa: non sarei tornata indietro per nulla al mondo! Tutto il pomeriggio mi son preparata...come un'adolescente a cui batte il cuore per ogni ora che passa in attesa. Euforica, esitante a tratti...motivata dalla ragione che era ora di decidermi: il tempo avrebbe potuto non concedermelo più! In macchina  non riuscivo a parlare...tremavo, avevo le dita delle mani gelate dall'ansia. Raff mi rassicurava dicendomi: "Non preoccuparti, vedrai sarà bello...emozionante, ti piacerà!" Dall'alto si vedeva la spiaggia in cui avevamo scelto insieme di scendere. Le onde, una sull'altra, si infrangevano sulla scogliera con un rumore fragoroso, tagliando, sferzante, il buio della notte. I gradini, intagliati nella roccia, si insinuavano in un vialetto scosceso. Finalmente giù, in riva al mare...Ho aspirato  tutta l'aria che c'era: gocce di salsedine salivano su per il naso riempiendomi il respiro, e la risacca mi lambiva i piedi. Mi sono inginocchiata sulla sabbia sentendo ancora il tepore degli ultimi raggi che l'avevano fasciata nel pomeriggio, e ho spalancato le braccia all'orizzonte con un gesto avvolgente.Entravo nella volta stellare penetrandone il volto. Sentivo la pressione dell'aria sul viso come labbra che si posano leggere... più entravo con gli occhi nel cielo e più avevo la sensazione che se ne allontanasse, irraggiungibile."Vuoi adesso?", mi diceva piano Raff avvicinandosi a me con cautela, poggiandomi una mano sulla spalla. La sua voce, ridestandomi, mi fece esclamare in un sussulto: "Si, sono pronta".  Era la mia prima volta!Ho cercato nella tasca della borsa a tracolla il biglietto che avevo scritto nel pomeriggio. Poche righe tracciate su un foglio preso dal mezzo di un quaderno a quadretti piegato in due, quattro, otto, sedici...fino ad un minuscolo pezzettino di carta: "Raggiungimi nel sogno...fallo durare...finchè io ti raggiunga".   Gliel'ho posato tra le mani.
Con un gesto deciso, ho chiuso poi il tappo della bottiglia di vetro verde con all'interno il bigliettino che Raff  vi aveva infilato dentro , e l'ho data al mare, sperando che prendesse il largo, adagiandosi nella corrente che la spingeva a sud. Con la mente e a fil di voce le dicevo:" Portala nell' Adriatico, ti supplico...hai nel tuo istinto la forza per discendere e risalire..." So che arriverà...un giorno! Se qualcuno la raccoglie la dia ad Andrea: è sua...Io e la mia amica Raff, lentamente ci allontaniamo dalla spiaggia...io gioiosa di aver affidato al mare il mio messaggio d'amore in bottiglia. Era la mia prima volta!