Era sera. Con tutti quei pensieri nella testa figuriamoci se mi ero accorta di te. Se ti prestavo attenzione. Qualche chiacchiera, qualche domanda. Per me forse un po' troppo invadente il tuo modo di fare. Io che sono così tanto riservata ritrovarmi a rispondere a tutte quelle domande in poco tempo non mi metteva di certo a mio agio. E poi.. buonanotte. Sono andata a dormire. E come se tutto era già scritto nel destino, dopo quasi essermi dimenticata di quella sera, spalanco la porta. E tu sei lì con un espressione sul viso quasi sorpresa di trovarti davanti a me, come se non te lo saresti mai aspettato. Eppure in questa casa io ci abito..E poi.. quell'uragano che ci ha sbattuti l'uno contro l'altra, che ci ha fatto collidere, che ci ha sostenuto, che ci ha spinti fino alla punta più estrema del vertice per poi farci cadere. Una caduta rapida, quasi indolore. Che non mi ha permesso di dirti quello che davvero penso, quello che davvero sento. Non hai mai saputo niente di me. Non saprai niente di me. Perchè io non ho voluto svelarmi. Non ho voluto spogliarmi. E tu non me lo hai chiesto. Tu non hai voluto e non l'hai nemmeno fatto. Ma forse, meglio così. Perchè nemmeno io avrei saputo raccontare a me stessa la vera io. Perchè in me c'è ancora un uragano che quando non riesco a domarlo, mi sconvolge e non mi permette di dire "almeno io conosco me stessa". No. Non so più niente nemmeno io. E forse è meglio non pensarci. Forse davvero ho paura di scoprire la mia vera persona in questo periodo. Forse davvero non voglio sentire ciò che non riuscirò a capire, ad accettare. Ormai vado avanti grazie a quella forza che ti spinge a continuare senza aspettarti più niente. Con quell'inerzia che continua a farmi girare in questo mio vortice senza per ora vederne una fine. Un attimo di stallo per poter respirare...
Post N° 141
Era sera. Con tutti quei pensieri nella testa figuriamoci se mi ero accorta di te. Se ti prestavo attenzione. Qualche chiacchiera, qualche domanda. Per me forse un po' troppo invadente il tuo modo di fare. Io che sono così tanto riservata ritrovarmi a rispondere a tutte quelle domande in poco tempo non mi metteva di certo a mio agio. E poi.. buonanotte. Sono andata a dormire. E come se tutto era già scritto nel destino, dopo quasi essermi dimenticata di quella sera, spalanco la porta. E tu sei lì con un espressione sul viso quasi sorpresa di trovarti davanti a me, come se non te lo saresti mai aspettato. Eppure in questa casa io ci abito..E poi.. quell'uragano che ci ha sbattuti l'uno contro l'altra, che ci ha fatto collidere, che ci ha sostenuto, che ci ha spinti fino alla punta più estrema del vertice per poi farci cadere. Una caduta rapida, quasi indolore. Che non mi ha permesso di dirti quello che davvero penso, quello che davvero sento. Non hai mai saputo niente di me. Non saprai niente di me. Perchè io non ho voluto svelarmi. Non ho voluto spogliarmi. E tu non me lo hai chiesto. Tu non hai voluto e non l'hai nemmeno fatto. Ma forse, meglio così. Perchè nemmeno io avrei saputo raccontare a me stessa la vera io. Perchè in me c'è ancora un uragano che quando non riesco a domarlo, mi sconvolge e non mi permette di dire "almeno io conosco me stessa". No. Non so più niente nemmeno io. E forse è meglio non pensarci. Forse davvero ho paura di scoprire la mia vera persona in questo periodo. Forse davvero non voglio sentire ciò che non riuscirò a capire, ad accettare. Ormai vado avanti grazie a quella forza che ti spinge a continuare senza aspettarti più niente. Con quell'inerzia che continua a farmi girare in questo mio vortice senza per ora vederne una fine. Un attimo di stallo per poter respirare...