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HAI CAPITO IL PROFESSORE...

Il prof. Giovanni Sartori, politologo di spicco e insigne professore universitario, a 85 anni si fidanza... La fidanzata è una giovane pittrice e fotografa.
Ecco alcuni passi di questa doppia intervista rilasciata al Corriere della Sera.
Sartori: «Dica pure quanti anni ho, così siamo a posto…».
Ma forse non è elegante.
S.: «Tanto è su tutte le mie biografie».
Ottantacinque anni.
S.: «Esagerato : non ancora».
Professore, ma com’è andata?
S.: «Ah, non guardi me. E si ricordi: io sulla mia vita privata racconto solo bugie».
E va bene. Isabella, com’è andata?
Gherardi: «La prima volta che ci siamo visti, tre anni fa...».
S.: «Ma secondo me erano trenta», levandosi e mettendosi in continuazione gli occhiali.
Allora è vero, che racconta bugie!
Perché anche Sartori, come molti uomini di età importante, esercitano un fascino tutto particolare sulle donne assai più giovani di loro. Lei come se lo spiega?
G.: «Io posso dirle che lui mi ha affascinato con la sua intelligenza, la sua carica vitale, il suo modo rigoroso di pensare, la capacità di attrarti e di tenerti legata a sé con la parola e il ragionamento. Senza contare le sue fulminati battute».
S.: «Concordo, he he…».
Dicono che gli intellettuali siano tutti vanitosi. Lei si considera vanitoso, professor Sartori?
S.: «Io? Molto. A Carnevale mi travesto sempre da tacchino e faccio la ruota».
G.: «Come dice il critico d’arte Achille Bonito Oliva: “La vanità è il pret à porter del narcisismo”».
S.: «…però credo che l’arma seduttoria per eccellenza, per un uomo, sia la persistenza».
Sono curioso di sapere cos’ha trovato il professor Sartori nell’architetto-pittrice-fotografa Isabella Gherardi, che gli ha stravolto la vita.
S.: «La prima cosa è che Isabella ha la sua vita e il suo lavoro (oltre ad essere una gran bella donna). Io sono terrorizzato dalle donne che dopo aver prodotto e allevato i loro figli non sanno più cosa fare. Aggiungo che Isabella legge moltissimo.Che lei sapesse chi era Samuel Johnson poteva anche capitare; in fondo Johnson è stato una delle personalità di maggiore spicco del Settecento inglese. Ma che avesse letto la sua biografia scritta da James Boswell, mi ha lasciato di stucco. Un giorno, poi, a tavola, le ho detto che io ero “apoto” e Isabella non ha fatto la faccia inebetita che fa lei in questo momento».
Veniamo ai giovani-vecchi in politica, professore.
S.: «Non se ne salva uno. Evitiamo di fare nomi, ma oggi, a destra come a sinistra non vedo proprio nessuna personalità di spessore, non uno statista in pectore. Niente».
Nemmeno nella storia passata c’è stato qualcuno che ha saputo fare qualcosa di buono?
Mentre il professore ci pensa, Isabella butta là: «Forse Craxi, i primi tempi».
S.: «Craxi era personalmente arrogante e antipatico, ma ebbe il merito di emancipare il partito socialista dalla sudditanza al Pci. Solo che dopo è rimasto invischiato nei meccanismi dei soldi e del potere».
Pensa anche lei che in Italia ci sia una dittatura strisciante?
S.: «Storicamente la dittatura ha sempre comportato la trasformazione dell’assetto istituzionale, come successe con Mussolini e Hitler. Berlusconi, invece, non ha bisogno di cambiare la Carta costituzionale, la sua strategia è quella di occupare tutti i posti di comando. No, il suo sistema di potere lo definirei piuttosto una sorta di sultanato, con tanto di harem e di corte. Come spiego nell’ultima raccolta per Laterza, dei miei editoriali sul Corriere, che si intitola appunto Il Sultanato” di prossima pubblicazione a marzo».
Una volta tanto sfioro la politica e cedo ai piccoli fatti che accadono anche a un grande uomo del mondo universitario che, dimostra e conferma di essere come tutti gli altri uomini... ![]()
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Inviato da: princi2008
il 05/04/2012 alle 13:25
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