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Post N° 3

Post n°3 pubblicato il 16 Settembre 2008 da jezebelius0
Foto di jezebelius0

In effetti su un blog, peraltro di fattura personale, si può
fare quel che si vuole.

 Ognuno può mettere in chiaro, esponendolo ad altri, i propri
sentimenti, un particolare momento della giornata, un momento di riflessione o
chissà cos’altro. 

Lungi da me il cercare di indirizzare i contenuti di chi “
possiede “ un blog, volevo soffermarmi su una domanda che mi gira in testa: Perché
si ha bisogno di uno spazio per dichiarare un proprio stato d’animo?

 E per di più chi
scrive, perchè sente “ solo “ la necessità di dire quel che sente e non anche
quella di indagare un commento casomai espandendolo, prendendolo come base per
se stesso e per future discussioni? 

“Commentare” cosa è, cosa significa?

 Posto che qualcosa di utile se ne ricava sempre, parto da un
presupposto. Cioè chi ha intenzione di pubblicare un suo scritto, giocoforza, a
meno che non li abbia eliminati, deve aspettarsi un Tizio che arriva, legge (
se legge! ) e commenta, in positivo o negativo.  

Tutto ciò talvolta prevede, consapevolmente o no col
commento, ulteriori spunti a “ quel “ particolare stato d’animo o semplicemente
di fornire un punto di vista altro allo scritto.

 Ora, è risaputo che “ commentare “ significa, se si guarda l’etimo
della parola, discutere, meditare o riflettere su ciò che si legge. 

 Da ciò un commento
dovrebbe essere sia un momento costruttivo, di qualcosa di più profondo come un
comunicare – anche se “ virtualmente” – e sia la possibilità di venire a contatto
con un differente punto di vista; o ancora, il partire da un dato e cioè che
chi scrive l’articolo probabilmente ne sa più di noi su quella cosa. Allora perché
non approfittare di questo per allargare le nostre conoscenze, senza chiuderci
nelle nostre, anzi espandendo i punti di vista, in una sola parola, forse
azzardata: “ pensare”?

 Poi, naturalmente
quel che dice il Tizio che ha commentato può essere condiviso come anche no,
accettato come anche no ma il fatto stesso che in ciò che dovrebbe essere,
appunto, “ commento” si lascino o solo saluti o si posti qualcosa che si pone
lontano dal contenuto o dal significato dell’articolo – o per di più a volte mi
capita di leggere commenti che non c’entrano assolutamente nulla con quel “ che
si vuole dire/comunicare” -  mi fa
pensare che c’è solo chi vuole affermare, col suo intervento: “ eccomi, son
passato da te, ti saluto, baci a presto ( ma non mi interessa di quel che hai
scritto )”! 

Va a finire insomma che di quell’articolo o non ha capito
nulla o non gli interessa. L’interesse non passa per il semplice “ commento:  “ La penso come te”!

 L’importante allora sono arrivato a pensare, come spesso
accade anche per chi scrive a parte “ rari “ casi, è affermare di essere (
stati ) li.  

Tanto varrebbe, a questo punto, di limitare i commenti a saluti
ed abbracci, escludendo, per questo, qualsiasi tipo di comunicazione/dialogo. Non
dovrebbe esservi nel form “ Invia nuovo commento" ma: “ Invia un saluto..”

 Secondo me anche da parte di chi scrive c’è la Semplice voglia di dire “
al caro diario” : son qua, non ti ho dimenticato oggi! E ci si delizia dei
commenti simpatici, per questo dunque non condividendo, e non raggiungendo la
finalità nascosta di una conversazione che se ne potrebbe derivare.  

Per chi commenta, invece la stesso “ desiderio “ di chi questi
articoli li scrive ma senza nemmeno prendersi la briga o di leggere l’articolo
stesso o di leggere, perché no, altri commenti.

 Gia, infatti anche così si potrebbero aprire ulteriori
scenari, tipo un significato che in quel momento ci è sfuggito e che un Tizio
prima di noi ha colto o anche la semplice voglia di confrontarsi – del tipo io
la penso così e non mi trovo d’accordo su quel che Caio ha detto e così via -.
Insomma mi pare che la dinamica che individua un blogger sia quella di
evidenziare sì uno stato d’animo ma che questo, non solo gettato in pasto al
popolo della rete, gli consenta di compiacersi del fatto che qualcuno ha letto
l’opera. 

 Non è un’accusa, sia
chiaro, ma si presume che chi mette in campo qualcosa di personale voglia, in
un certo senso “ chiedere “ sia un conforto ma anche, e forse soprattutto, una
visione altra di quello che sta attraversando o solo un punto di vista.

 Insomma la maggior parte tende a socializzare ma rimane in
superficie non scendendo nel ” significato” di uno scritto, perché, tanto, non
gli interessa, come non interessa, nel caso del blogger, di chi commenta e come. 

 Allora sarebbe da
distinguere chi casomai critica, non per particolari pretese ma per altre
interrelazioni che vogliono essere più costruttive da chi tende
semplicisticamente ad affermare la sua esistenza con un semplice intervento!

 Ci sono parecchi spunti, speriamo che qualcuno li colga!

 
 
 
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INFO


Un blog di: jezebelius0
Data di creazione: 22/08/2008
 

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