Odio l’ipocrisia. I falsi adulatori. Non li tollero. Sono mostri deformi travestiti da fatine. Persone vili, subdole. Credo di averne incontrati già molti sulla mia strada, sotto forma di amici, colleghi, semplici conoscenti. Ne ho incontrati tanti, ma non abbastanza ancora, si vede, da riconoscerli ad occhio nudo. Da smascherarli al primo sguardo. Non so se per bravura loro o ingenuità mia...Saro’ strana io, ma in fondo preferisco cento volte un commento negativo detto con sIncerità che tre parole carine senza nulla dentro. C’è l’ipocrita per educazione: il diplomatico , a suo agio con i convenevoli, che indossa una maschera perché crede che la società glielo imponga, perché sennò “non sta bene”. E’ un rischio in cui è facile cadere e quindi in fondo scusabile…tutti ne siamo vittime prima o poi. Basta un complimento fatto ad un amico per tirarlo su di morale, ma che magari non merita e ci sei dentro. Un altro per non ferire, per non far brutta figura…
Poi c’è l’ipocrisia di chi è troppo debole per mostrare la sua vera natura e si nasconde dietro una maschera, si crea un personaggio da indossare tutti i giorni, che gli fa da scudo. Come il guscio per le tartarughe. Gli serve per proteggersi, per nascondersi dal mondo a cui non ha la forza di mostrarsi per com'è veramente: sotto lo strato duro di calcare è fragile. Un mollusco indifeso.
E poi c’è la categoria peggiore. Chi si abitua a tal punto ad apparire ciò che non è che arriva ad autoconvincersi di non poterne più farne a meno, e che in fondo sia quella la sua vera natura. Non riesce ad essere sincero neanche più con se stesso. Terribile e penoso al tempo stesso. Credo che chi casca in un tranello del genere sia pericoloso per se stesso oltre che per gli altri. Nella politica è una virtù comune a molti, mi sembra di capire dai recenti fatti di cronaca. Anzi è uno dei principali requisiti per gestire la cosa pubblica. Nella vita, spero di non incontrarne. E poi, meglio per loro se si guardano da me…