Creato da trilly_2000 il 29/04/2008
la mia vita e cio' che voglio diventare
 

io sono contro la Pedofilia

 

Contatta l'autore

Nickname: trilly_2000
Se copi, violi le regole della Community Sesso: F
Età: 26
Prov: MI
 

Benvenuti

 

Chi può scrivere sul blog

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 

I miei link preferiti

 
Citazioni nei Blog Amici: 3
 

I miei Blog Amici

Megan

 

Area personale

 
 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

FACEBOOK

 
 

Ultime visite al Blog

Angy.75annatomasoni2000fenice.gfftrilly_2000chiaracarboni90licsi34pethedarkestrosebetzy57luna_viola_25Terry.1949moononthedesertginevra1154arcenciel13facocera.3
 

Ultimi commenti

 

 

« Un abbraccione tvbttttttttBuon Natale a tutti »

Buonanotte e BUone Feste

Post n°63 pubblicato il 23 Dicembre 2009 da Terry.1949

I pastori che erano stati alla stalla di Betlemme a onorare il Bambino Gesù tornavano a casa. Erano arrivati tutti con le braccia cariche di doni, e ora se ne partivano a mani vuote.

Eccetto uno. Un pastore molto giovane aveva portato via qualcosa dalla stalla santa di Betlemme. Una cosa che teneva stretta nel pugno. Gli altri lì per lì non ci avevano fatto caso, finché uno di essi disse: «Che cos'hai in mano?».

«Un filo di paglia», rispose il giovane pastore, «un fi­lo di paglia della mangiatoia in cui dormiva il Bambino».

«Un filo di paglia! », sghignazzarono gli altri. «È solo spazzatura. Buttalo via!».

Il giovane pastore scosse il capo energicamente. «No», disse. «Lo conservo. Per me è un segno, un se­gno del Bambino. Quando tengo questa pagliuzza nelle mie mani, mi ricordo di lui e quindi anche di quello che hanno detto di lui gli angeli».

Il giorno dopo, gli altri pastori chiesero al giovane: «Che ne hai fatto della tua pagliuzza?».

Il giovane la mostrò. «La porto sempre con me». «Ma buttala!». «No. Ha un grande valore. Su di essa giaceva il Figlio di Dio». «E con questo? Il Figlio di Dio vale. Non la paglia!».

«Avete torto. Anche la paglia vale tanto. Su che altro poteva stare il Bambino, povero com'era? Il Figlio di Dio ha avuto bisogno di un po' di paglia. Questo mi insegna che Dio ha bisogno dei piccoli, dei senza va­lore. Sì, Dio ha bisogno di noi, i piccoli, che non con­tiamo molto, che sappiamo così poco».

Con il passare dei giorni sembrò che il filo di paglia diventasse sempre più importante per il giovane pa­store. Durante le lunghe ore al pascolo lo prendeva spesso in mano: in quei momenti ripensava alle pa­role degli angeli ed era felice di sapere che Dio ama­va tanto gli uomini da farsi piccolo come loro.

Ma un giorno uno dei suoi compagni gli portò via il filo di paglia dalle mani, gridando: «Tu e la tua maledetta paglia! Ci hai fatto venire il mal di testa con queste stupidaggini!». Stropicciò la pagliuzza e la gettò nella polvere.

Il giovane pastore rimase calmo. Raccolse da terra il filo di paglia, lo lisciò e lo accarezzò con la mano, poi disse all'altro: «Vedi, è rimasto quello che era: un filo di paglia. Tutta la tua rabbia non ha potuto cambiar­lo. Certo, è facile fare a pezzi un filo di paglia. Pensa: perché Dio ci ha mandato un bambino, mentre ci serviva un salvatore forte e battagliero? Ma questo Bambino diventerà un uomo, e sarà resistente e in­cancellabile. Saprà sopportare tutte le rabbie degli uomini, rimanendo quello che è: il Salvatore di Dio per noi».

Il giovane sorrise, con gli occhi luminosi. «No. L'amo­re di Dio non si può fare a pezzi e buttare via. Anche se sembra fragile e debole come un filo di paglia».

 

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963