
Il corpo avvinto in comunione di intenti allo spirito,
decide ad un tratto di lasciarmi e, come in una nebbia
intravedo l'anima librarsi, svincolandosi libera dalla sua prigionia.
Sofferenza che si consuma al buio ed ingigantisce
gli atavici fantasmi di remota e torbida fanciullezza.
Scivolo in infinitesimali spazi di tempo, che sembrano una vita intera,
fatta di mille perchè senza risposta, destinati a vagare per sempre,
avvinghiati alla loro triste condanna...
Inviato da: gotan50
il 12/05/2009 alle 22:02
Inviato da: koh_i_noor
il 07/05/2009 alle 11:52
Inviato da: darkblue2
il 07/05/2009 alle 11:17
Inviato da: darkblue2
il 27/11/2008 alle 10:21
Inviato da: mr_lonely0
il 24/11/2008 alle 11:00