Mi piacerebbe essere diversa. Meno determinata, ma più coraggiosa. Più incosciente e meno coerente. Alcuni pensano che essere determinati sia un pregio. Mi sono resa conto che non lo è. Ho camminato nella vita come un caterpillar, ingabbiata nella mia corazza di guerrigliera per raggiungere i miei obiettivi. Poche volte mi sono concessa di deragliare, vinta anche dalla stanchezza del mio rigore. Ho raggiunto tutti i miei obiettivi materiali, quelli che ho studiato con pervicacia sin da quando avevo dodici anni e sono contenta di averlo fatto. Ma ora… sento di nuovo quella stanchezza pervadermi sin nel profondo delle ossa. Una stanchezza che mi viene dalla voglia di vita, di dire machissenefrega di tutto e di tutti, di pensare finalmente a coccolare questa donna che è diventata grande senza mai essere stata veramente bambina. Ieri mattina ho ricevuto una mail. L’ho letta più volte perché non riuscivo a capirne fino in fondo il significato. Ma forse era più facile non capire. Ho lasciato che le parole decantassero lentamente nella mia testa fino a che non sono stata sicura. Poi una strana pace è caduta su di me: ho riletto la mail, l’ho cancellata e ho spento il Mac. A quella mail ho risposto con un sms. Più semplice e diretto, arriva subito a destinazione. E in quel momento qualcosa si è smosso. Ho visto finire le mie storie una settimana prima di Natale, a ridosso del mio compleanno, nel bel mezzo dell’estate. Proprio nei momenti peggiori, quando non si trova un cane disposto a strusciare la sua coda per farti sentire meno schifosamente solo di quanto non ti senta. Però San Valentino mi mancava. E se cercavo un pretesto per detestare questa festa buona solo a innaffiare di cuoricini le vetrine, l’ho avuto. Ma non è andata così. Mi sono presa il pomeriggio libero e sono uscita cantando. Free as a bird.
Free as a bird
Mi piacerebbe essere diversa. Meno determinata, ma più coraggiosa. Più incosciente e meno coerente. Alcuni pensano che essere determinati sia un pregio. Mi sono resa conto che non lo è. Ho camminato nella vita come un caterpillar, ingabbiata nella mia corazza di guerrigliera per raggiungere i miei obiettivi. Poche volte mi sono concessa di deragliare, vinta anche dalla stanchezza del mio rigore. Ho raggiunto tutti i miei obiettivi materiali, quelli che ho studiato con pervicacia sin da quando avevo dodici anni e sono contenta di averlo fatto. Ma ora… sento di nuovo quella stanchezza pervadermi sin nel profondo delle ossa. Una stanchezza che mi viene dalla voglia di vita, di dire machissenefrega di tutto e di tutti, di pensare finalmente a coccolare questa donna che è diventata grande senza mai essere stata veramente bambina. Ieri mattina ho ricevuto una mail. L’ho letta più volte perché non riuscivo a capirne fino in fondo il significato. Ma forse era più facile non capire. Ho lasciato che le parole decantassero lentamente nella mia testa fino a che non sono stata sicura. Poi una strana pace è caduta su di me: ho riletto la mail, l’ho cancellata e ho spento il Mac. A quella mail ho risposto con un sms. Più semplice e diretto, arriva subito a destinazione. E in quel momento qualcosa si è smosso. Ho visto finire le mie storie una settimana prima di Natale, a ridosso del mio compleanno, nel bel mezzo dell’estate. Proprio nei momenti peggiori, quando non si trova un cane disposto a strusciare la sua coda per farti sentire meno schifosamente solo di quanto non ti senta. Però San Valentino mi mancava. E se cercavo un pretesto per detestare questa festa buona solo a innaffiare di cuoricini le vetrine, l’ho avuto. Ma non è andata così. Mi sono presa il pomeriggio libero e sono uscita cantando. Free as a bird.