Creato da robymagli23mr il 24/02/2009

A TE

che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere

 

 

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Dedicato a chi non vuole crescere mai

Post n°1096 pubblicato il 31 Ottobre 2011 da robymagli23mr


Dedicato a chi non vuole crescere mai
Chi se ne frega di dire ai guai bye bye
I tempi in cui volevi fare l'astronauta
senza nessuno sbatta
senza pensare a come ce l'avresti fatta
Io ero un pò chiuso con un occhio un pò più chiuso
Vent'anni dopo mi è rimasto ancora il muso
Da bambini siamo già cattivi ma in assoluto shallo
Senza l'ipocrisia dei grandi nel mascherarlo
Da ragazzo ero ancora un bambino con le parolaccie
e la rabbia di dire tutto in faccia
Lo zaino coi libri mi stava stretto
E per fare i soldi veri o sei già ricco o sei disonesto
Oh, io non volevo diventare grande
però volevo diventare un grande
E allo specchio mi davo i miti
sognando le donne, la fama, i soldi e i vestiti

Io non volevo diventare grande
però volevo diventare un grande
Ed ora che sono diventato grande
Mi accorgo che non sono affatto grande
E non volevo mai farti del male
E metterei sulle ferite il sale
Ma tu mi insegni a realizzare i sogni
Ed ora i miei sbagli sono solo dettagli


E guardami adesso
Ho avuto un pò successo
Ho due tipe nel letto
e un pò di grano adesso
Ora non protesto
Chi lo faceva mo lavora in banca
il mondo non si cambia poi resta lo stesso
Ora non professo
nessuna fede ma mi spingo sempre più all'eccesso
il cervello è manomesso
Ed ora adoro il sangue
La mia ragazza piange
perchè l'ho fatta diventare grande troppo presto
Recluso dentro un ruolo
Recluso dentro un suono
Più mi alzo dal suolo
Più rimango da solo
Il mio sistema nervoso è molto nervoso
Mi faccio il viaggio il paesaggio è molto nevoso
Ho rubato una pistola a mio padre la tengo in casa
La testa tra le stelle e i pianeti come la Nasa
E ora che sono grande grosso e fiero
Capisco che non sono affatto grande per davvero

Io non volevo diventare grande
però volevo diventare un grande
Ed ora che sono diventato grande
Mi accorgo che non sono affatto grande
E non volevo mai farti del male
E metterei sulle ferite il sale
Ma tu mi insegni a realizzare i sogni
Ed ora i miei sbagli sono solo dettagli


E quando calo a picco
che manco sono ricco
scrivo la roba più vera che abbia mai scritto
tu che mi dici spesso, ma quando crescerai?
io che dico a me stesso: non cambiare mai
sempre fedele al codice, come un samurai
dici sta vita non ripaga quando ne uscirai
ora il microfono è spento e la musica finisce
E mio fratello è finto, un fratello non tradisce
Ed eravamo amici
Ma sei talmente pieno di sta merda e non credo più a niente di quello che dici
Ora mi strappo la pelle, butto la maschera a nudo
Cuore, polmoni, nervi, cervello e anima e crudo
Pensare ai bastardi che sono i grandi e la falsità
che preferisco restare un bambino qua
Ognuno per se stesso
devo rialzarmi adesso
E onastamente il tuo giudizio io non l'ho mai chiesto


Io non volevo diventare grande
però volevo diventare un grande
Ed ora che sono diventato grande
Mi accorgo che non sono affatto grande
E non volevo mai farti del male
E metterei sulle ferite il sale
Ma tu mi insegni a realizzare i sogni
Ed ora i miei sbagli sono solo dettagli



 
 
 
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DELIOS 300

Ricorda chi eravamo". L'ordine più semplice che un re possa dare. "Ricorda perché siamo morti". Lui non desiderava tributi, o canzoni, o monumenti, o poemi di guerra e coraggio. Il suo desiderio era semplice: "ricorda chi eravamo", così mi ha detto. Era la sua speranza, se un anima libera dovesse arrivare in questo luogo, negli innumerevoli secoli di là da venire, possano tutte le nostre voci sussurrarti dalle pietre senza età, "va' a dire agli spartani, viandante, che qui, secondo la legge di Sparta, noi giacciamo". E così il mio re è morto. E i miei fratelli sono morti. Appena un anno fa. A lungo ho pensato alle parole del mio re, criptiche parole di vittoria. Il tempo gli ha dato ragione, perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi 300 soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la speranza difesa da questa nazione. Ora, qui su questo aspro frammento di terra chiamato Platea, le orde di Serse affrontano la loro disfatta! Lì davanti i barbari si raccolgono, è nero il terrore che afferra saldo i loro cuori, con dita di ghiaccio; conoscono molto bene gli impietosi orrori che hanno sofferto per le lance e le spade dei 300 spartani, e ora fissano lo sguardo su questa pianura dove ci sono 10.000 Spartani alla testa di 30.000 liberi Greci!Le forze del nemico ci superano di sole 3 volte! Buon segno per tutti i Greci. Quest'oggi noi riscattiamo il mondo dal misticismo e dalla tirannia e lo accompagniamo in un futuro più radioso di quanto si possa immaginare. Dite grazie soldati, a Re Leonida e ai prodi 300! Alla vittoria! !!!!

 

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