Creato da robymagli23mr il 24/02/2009

A TE

che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere

 

 

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Post n°1262 pubblicato il 15 Gennaio 2013 da robymagli23mr

Il piccolo principe si trovava nella regione degli asteroidi 325, 326, 327, 328, 329 e 330. Comincio' a visitarli per cercare un'occupazione e per istruirsi.  
Il primo asteroide era abitato da un re.  
Il re, vestito di porpora e d'ermellino, sedeva su un trono molto semplice e nello stesso tempo maestoso.  
"Ah! ecco un suddito", esclamo' il re appena vide il piccolo principe.  
E il piccolo principe si domando':  
"Come puo' riconoscermi se non mi ha mai visto?"  
Non sapeva che per i re il mondo e' molto semplificato. Tutti gli uomini sono dei sudditi.  
"Avvicinati che ti veda meglio", gli disse il re che era molto fiero di essere finalmente re per qualcuno.  
Il piccolo principe cerco' con gli occhi dove potersi sedere, ma il pianeta era tutto occupato dal magnifico manto di ermellino. Dovette rimanere in piedi, ma era tanto stanco che sbadiglio'.  
"E' contro all'etichetta sbadigliare alla presenza di un re", gli disse il monarca, "te lo proibisco".  
"Non posso farne a meno", rispose tutto confuso il piccolo principe. "Ho fatto un lungo viaggio e non ho dormito..."  
"Allora", gli disse il re, "ti ordino di sbadigliare. Sono anni che non vedo qualcuno che sbadiglia, e gli sbadigli sono una curiosita' per me. Avanti! Sbadiglia ancora. E' un ordine".  
"Mi avete intimidito... non posso piu'", disse il piccolo principe arrossendo.  
"Hum! hum!" rispose il re. "Allora io... io ti ordino di sbadigliare un po' e un po'..."  
Borbotto' qualche cosa e sembro' seccato. Perche' il re teneva assolutamente a che la sua autorita' fosse rispettata. Non tollerava la disubbidienza. Era un monarca assoluto.  
Ma siccome era molto buono, dava degli ordini ragionevoli.  
"Se ordinassi", diceva abitualmente, "se ordinassi a un generale di trasformarsi in un uccello marino, e se il generale non ubbidisse, non sarebbe colpa del generale. Sarebbe colpa mia""  
"Posso sedermi?" s'informo' timidamente il piccolo principe.  
"Ti ordino di sederti", gli rispose il re che ritiro' maestosamente una falda del suo mantello di ermellino.  
Il piccolo principe era molto stupito. Il pianeta era piccolissimo e allora su che cosa il re poteva regnare?  
"Sire", gli disse, "scusatemi se vi interrogo..."  
"Ti ordino di interrogarmi", si affretto' a rispondere il re.  

"Sire, su che cosa regnate?"  
"Su tutto", rispose il re con grande semplicita'.  
"Su tutto?"  
Il re con un gesto discreto indico' il suo pianeta, gli altri pianeti, e le stelle.  
"Su tutto questo?" domando' il piccolo principe.  
"Su tutto questo..." rispose il re.  
Perche' non era solamente un monarca assoluto, ma era un monarca universale.  
"E le stelle vi ubbidiscono?"  
"Certamente", gli disse il re. "Mi ubbidiscono immediatamente. Non tollero l'indisciplina".  
Un tale potere meraviglio' il piccolo principe.  
Se l'avesse avuto lui, avrebbe potuto assistere non a quarantatre' , ma a settantadue, o anche a cento, a duecento tramonti nella stessa giornata, senza dover spostare mai la sua sedia! E sentendosi un po' triste al pensiero del suo piccolo pianeta abbandonato, si azzardo''a sollecitare una grazia dal re:  
"Vorrei tanto vedere un tramonto... Fatemi questo piacere... Ordinate al sole di tramontare..."  
"Se ordinassi a un generale di volare da un fiore all'altro come una farfalla, o di scrivere una tragedia, o di trasformarsi in un uccello marino; e se il generale non eseguisse l'ordine ricevuto, chi avrebbe torto, lui o io?"  
"L'avreste voi", disse con fermezza il piccolo principe.  
"Esatto. Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno puo' dare", continuo' il re.  
"L'autorita' riposa, prima di tutto, sulla ragione. Se tu ordini al tuo popolo di andare a gettarsi in mare, fara' la rivoluzione. Ho il diritto di esigere l'ubbidienza perche' i miei ordini sono ragionevoli".  
"E allora il mio tramonto?" ricordo' il piccolo principe che non si dimenticava mai di una domanda una volta che l'aveva fatta.  
"L'avrai, il tuo tramonto, lo esigero', ma, nella mia sapienza di governo, aspettero' che le condizioni siano favorevoli".  
"E quando saranno?" s'informo' il piccolo principe.  
"Hem! hem!" gli rispose il re che intanto consultava un grosso calendario, "hem! hem! sara' verso, verso, sara' questa sera verso le sette e quaranta! E vedrai come saro' ubbidito a puntino".  
Il piccolo principe sbadiglio'. Rimpiangeva il suo tramonto mancato. E poi incominciava ad annoiarsi.  
"Non ho piu' niente da fare qui", disse il re. "Me ne vado".  
"Non partire", rispose il re che era tanto fiero di avere un suddito, "non partire, ti faro' ministro!"  
"Ministro di che?"  
"Di... della giustizia!"  
"Ma se non c'e' nessuno da giudicare?"  
"Non si sa mai" gli disse il re. "Non ho ancora fatto il giro del mio regno. Sono molto vecchio, ma c'e' posto per una carrozza e mi stanco a camminare".  
"Oh! ma ho gia' visto io", disse il piccolo principe sporgendosi per dare ancora un'occhiata sull'altra parte del pianeta. "Neppure laggiu' c'e' qualcuno".  
"Giudicherai te stesso", gli rispose il re. "E' la cosa piu' difficile. E' molto piu' difficile giudicare se stessi che gli altri. Se riesci a giudicarti bene e' segno che sei veramente un saggio".  
"Io", disse il piccolo principe, "io posso giudicarmi ovunque. Non ho bisogno di abitare qui".  
"Hem! hem!" disse il re. "Credo che da qualche parte sul mio pianeta ci sia un vecchio topo. Lo sento durante la notte. Potrai giudicare questo vecchio topo. Lo condannerai a morte di tanto in tanto. Cosi' la sua vita dipendera' dalla tua giustizia. Ma lo grazierai ogni volta per economizzarlo. Non ce n'e' che uno".  
"Non mi piace condannare a morte", rispose il piccolo principe, "preferisco andarmene".  
"No", disse il re.  
Ma il piccolo principe che aveva finiti i suoi preparativi di partenza, non voleva dare un dolore al vecchio monarca:  
"Se Vostra Maesta' desidera essere ubbidito puntualmente, puo' darmi un ordine ragionevole. Potrebbe ordinarmi, per esempio, di partire prima che sia passato un minuto. Mi pare che le condizioni siano favorevoli..."  
E siccome il re non rispondeva, il piccolo principe esito' un momento e poi con un sospiro se ne parti'.  
"Ti nomino mio ambasciatore", si affretto' a gridargli appresso il re.  
Aveva un'aria di grande autorita'.  
"Sono ben strani i grandi", si disse il piccolo principe durante il viaggio

 
 
 
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DELIOS 300

Ricorda chi eravamo". L'ordine più semplice che un re possa dare. "Ricorda perché siamo morti". Lui non desiderava tributi, o canzoni, o monumenti, o poemi di guerra e coraggio. Il suo desiderio era semplice: "ricorda chi eravamo", così mi ha detto. Era la sua speranza, se un anima libera dovesse arrivare in questo luogo, negli innumerevoli secoli di là da venire, possano tutte le nostre voci sussurrarti dalle pietre senza età, "va' a dire agli spartani, viandante, che qui, secondo la legge di Sparta, noi giacciamo". E così il mio re è morto. E i miei fratelli sono morti. Appena un anno fa. A lungo ho pensato alle parole del mio re, criptiche parole di vittoria. Il tempo gli ha dato ragione, perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi 300 soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la speranza difesa da questa nazione. Ora, qui su questo aspro frammento di terra chiamato Platea, le orde di Serse affrontano la loro disfatta! Lì davanti i barbari si raccolgono, è nero il terrore che afferra saldo i loro cuori, con dita di ghiaccio; conoscono molto bene gli impietosi orrori che hanno sofferto per le lance e le spade dei 300 spartani, e ora fissano lo sguardo su questa pianura dove ci sono 10.000 Spartani alla testa di 30.000 liberi Greci!Le forze del nemico ci superano di sole 3 volte! Buon segno per tutti i Greci. Quest'oggi noi riscattiamo il mondo dal misticismo e dalla tirannia e lo accompagniamo in un futuro più radioso di quanto si possa immaginare. Dite grazie soldati, a Re Leonida e ai prodi 300! Alla vittoria! !!!!

 

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Grazie per articolo È troppo bello. Piu Grandi Film
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Ciao, molto carino il tuo blog, scusa se ti sembrerà uno...
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io insomma Ti AMO ecco si insomma ecco..
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Assolutamente vero :-))
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Condivido questa riflessione, l'amore si capisce nei...
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