A TE
che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere

| « . | . » |
.
Post n°84 pubblicato il 18 Giugno 2009 da robymagli23mr
Beffo la morte e ghigno Chi osa vince Chi si ferma è perduto Chi non è pronto a morire per la sua fede non è degno di professarla Credere, obbedire, combattere Dio e Patria. Ogni altro affetto, ogni altro dovere vien dopo. Dovete sopravvivere e mantenere nel cuore la fede Fedeltà è più forte del fuoco È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori. Fermarsi significa retrocedere Fino alla vittoria Habere non haberi "possedere, non essere posseduto". Italia agli italiani La libertà senza ordine e disciplina significa dissoluzione e catastrofe La Patria si serve anche facendo la guardia a un bidone di benzina Le radici profonde non gelano mai Lo slancio vitale del popolo italiano non fu e non sarà mai fermato! Marciare per non marcire Meglio lottare insieme che morire da soli Meglio vivere un giorno da leone, che cento anni da pecora Me ne frego Molti nemici, molto onore Noi tireremo dritto. Non basta essere bravi bisogna essere i migliori Non siamo gli ultimi di ieri ma i primi del domani O con noi o contro di noi Pronti, ieri, oggi, domani al combattimento per l'onore d'Italia Ricordare e prepararsi Ringrazia ogni giorno devotamente Dio perché ti ha fatto italiano. Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi e il destino è contro di noi... Peggio per lui! Se il Mediterraneo per gli altri è una strada, per noi è la vita Sposi della vita, amanti della morte Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato Ubi ordo, ibi pax et decor. Ubi pax et decor, ibi laetitia. "dove c'è l'ordine, lì c'è pace e decoro. Dove c'è pace e decoro, lì c'è la letizia.". Vincere e vinceremo |
AREA PERSONALE
DELIOS 300
Ricorda chi eravamo". L'ordine più semplice che un re possa dare. "Ricorda perché siamo morti". Lui non desiderava tributi, o canzoni, o monumenti, o poemi di guerra e coraggio. Il suo desiderio era semplice: "ricorda chi eravamo", così mi ha detto. Era la sua speranza, se un anima libera dovesse arrivare in questo luogo, negli innumerevoli secoli di là da venire, possano tutte le nostre voci sussurrarti dalle pietre senza età, "va' a dire agli spartani, viandante, che qui, secondo la legge di Sparta, noi giacciamo". E così il mio re è morto. E i miei fratelli sono morti. Appena un anno fa. A lungo ho pensato alle parole del mio re, criptiche parole di vittoria. Il tempo gli ha dato ragione, perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi 300 soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la speranza difesa da questa nazione. Ora, qui su questo aspro frammento di terra chiamato Platea, le orde di Serse affrontano la loro disfatta! Lì davanti i barbari si raccolgono, è nero il terrore che afferra saldo i loro cuori, con dita di ghiaccio; conoscono molto bene gli impietosi orrori che hanno sofferto per le lance e le spade dei 300 spartani, e ora fissano lo sguardo su questa pianura dove ci sono 10.000 Spartani alla testa di 30.000 liberi Greci!Le forze del nemico ci superano di sole 3 volte! Buon segno per tutti i Greci. Quest'oggi noi riscattiamo il mondo dal misticismo e dalla tirannia e lo accompagniamo in un futuro più radioso di quanto si possa immaginare. Dite grazie soldati, a Re Leonida e ai prodi 300! Alla vittoria! !!!!
Inviato da: Recreation
il 08/02/2018 alle 13:41
Inviato da: GothMakeUp
il 15/07/2017 alle 14:54
Inviato da: SteFiLambo
il 24/10/2014 alle 19:25
Inviato da: Miky100682
il 21/02/2012 alle 11:04
Inviato da: donnaappagata
il 15/02/2012 alle 18:21