A TE
che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere

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Post n°99 pubblicato il 16 Luglio 2009 da robymagli23mr
Credo che nella vita di ogni persona ci sia un posto in cui si senta a casa anche quando non lo è, quasi sempre questo posto è il bar......Come il Bar Mario per Ligabue il Jolly Blue degli 883 o il Roxy Bar di Vasco, il nostro (mio e della mia compagnia) è il Bar sport saund cafè di Ludriano, il classico bar di paese, popolato da vari tipi di persone dai più giovani con telefonini ai più anziani con le carte da briscola e il bianco (vino immancabile per chi gioca) in questo posto sembra che il tempo non passi mai, i vecchi nella sala dove c'è il bancone e i giovani in quella del juke-box, d'estate tutti fuori davanti al bar ma le posizioni non cambiano......questo è il luogo di ritrovo e fine serata, anche se c'è chiuso quando torniamo ci sediamo fuori a parlare e metterci d'accordo per il giorno dopo (logicamente ci troveremo al bar senza decidere l'ora chi arriva aspetta gli altri) anche quando non c'è niente da fare e siamo seduti senza idee c'è un clima rilassante e di pace, interrotto solo dai vecchi che giocano a briscola.......logicamente bisogna viverle le cose, se uno ci passa e si ferma 10 minuti sicuramente non gli piacerà ma se si cala nella parte e diventa un assiduo frequentatore sicuramente sarà felice di fare parte del popolo del bar di Ludriano........se siete nelle vicinanze passateci e una volta entrati nel giro non ve ne pentirete.......... |
AREA PERSONALE
DELIOS 300
Ricorda chi eravamo". L'ordine più semplice che un re possa dare. "Ricorda perché siamo morti". Lui non desiderava tributi, o canzoni, o monumenti, o poemi di guerra e coraggio. Il suo desiderio era semplice: "ricorda chi eravamo", così mi ha detto. Era la sua speranza, se un anima libera dovesse arrivare in questo luogo, negli innumerevoli secoli di là da venire, possano tutte le nostre voci sussurrarti dalle pietre senza età, "va' a dire agli spartani, viandante, che qui, secondo la legge di Sparta, noi giacciamo". E così il mio re è morto. E i miei fratelli sono morti. Appena un anno fa. A lungo ho pensato alle parole del mio re, criptiche parole di vittoria. Il tempo gli ha dato ragione, perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi 300 soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la speranza difesa da questa nazione. Ora, qui su questo aspro frammento di terra chiamato Platea, le orde di Serse affrontano la loro disfatta! Lì davanti i barbari si raccolgono, è nero il terrore che afferra saldo i loro cuori, con dita di ghiaccio; conoscono molto bene gli impietosi orrori che hanno sofferto per le lance e le spade dei 300 spartani, e ora fissano lo sguardo su questa pianura dove ci sono 10.000 Spartani alla testa di 30.000 liberi Greci!Le forze del nemico ci superano di sole 3 volte! Buon segno per tutti i Greci. Quest'oggi noi riscattiamo il mondo dal misticismo e dalla tirannia e lo accompagniamo in un futuro più radioso di quanto si possa immaginare. Dite grazie soldati, a Re Leonida e ai prodi 300! Alla vittoria! !!!!
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