La tribù delle rocce

Post N° 139


Immersione a Muggia 12/11/2006Siamo partiti da Udine alle 8.30 circa, arrivati al casello "Lisert" di Trieste, ci accoglie una leggera pioggerellina. Peccato, speravo in una giornata di sole per poter scattare qualche foto migliore ma fa niente, l'importante è entrare in contatto con il mio elemento! Passiamo Muggia e arriviamo al punto prescelto per l'immersione, siamo solo io ed il mio amico "Bozo" Beppe. Sul posto c'è già un folto gruppo di allievi di un locale club, il cui responsabile sta fa facendo un "piccolo"briefing pre immersione (quando siamo saliti in macchina per ripartire per Udine stavano entrando in acqua!!!). 
Entriamo in acqua verso le 10.00. per fortuna siamo veloci perchè sul posto è arrivato un altro numerosissimo gruppo di sub da Udine. Per fortuna siamo i primi ad entrare e facciamo un percorso diverso dagli altri. Sono un po' positivo per il fatto che mi sono vestito più abbondantemente sotto ed ho la bombola con 50 bar in meno. Appena scesi ci guizza davanti alle mani un bel polpetto. Il fondale è pulito e tra la "macchia di posidonia" spiccano diverse Pinne Nobilis fortemente ancorate al substrato (segno della pulizia del fondale).
Numerosi spirografi fanno bella mostra di se incuranti della nostra vicinanza, tant'è che si ritraggono solo appena li sfiori con le dita!
Altri tre polpetti saettano al nostro passaggio (troppo veloci per riuscirgli a fare qualche foto) ed una seppiolina. Vicino ad un bel anemone gioiello si difende un granchio ragno ma la sospensione non mi consente
un ìo scatto nitido peccato! Su un vecchio bidone ormai travestito da "sasso" ha creato la sua tana un bel gobide e, sulla sua sommità,  come "torretta" di avvistamento e difesa  c'è un grosso Anemone che muove i suoi tentacoli nell'impercettibile corrente in cerca di cibo (peccato che la pila del "Bozo" puntata sull'inerme bestiolina mi abbia rovinato gli scatti fatti!).
Rientrriamo sottocosta e ai 5 mt mi fermo ad effettuare la sosta di sicurezza ma debbo farla "arpionato" ad una sporgenza del terreno pechè con la bombola con metà aria sono troppo positivo. Finita la tappa con il GAV completamente sgonfio e pochissima aria dentro la muta risalgo un po' più veloce del dovuto, in superficie svuoto completamente la poca aria intrappolata nella muta mandandola in "ventosa" e riscendo a fatica sul fondo per qualche ultimo scatto e per avvicinarmi di più al punto d'uscita. A parte il mio "errore da principiante" che mi è costato un bel caffè e la presa per i fondelli dal mio compagno di centinaia di immersioni, e le foto che non mi sono venute un granchè, mi sono divertito e ricaricato per affrontare la settimana carica di impegni lavorativi. Ed ho ancora la bombola con quasi 100 bar dopo più di mezzora d'immersione!  Toccherà fare un'altro tuffo per svuotarla, CHE DISPIACERE!!!