La tribù delle rocce

Post N° 142


Lignano Sabbiadoro (UD) - Domenica 3 Dicembre 2006La sveglia mi suona alle 6.30, mi alzo, faccio una sana colazione accompagnata da un buon caffè caldo mi lavo ed incomincio la mia vestizione! Siccome fuori non fa caldissimo e devo andare in mare mi devo coprire bene! Indosso una maglia e pantacollant in materiale tecnico traspirante (che tengono asciutti e caldi) e sopra il mio bel "Orsetto" a strati in windstopper e micro pile all'interno un paio di calzettoni da sci tecnici e le scarpe da ginnastica ed in testa una bella cuffia. Carico la macchina con l'attrezzatura che avevo preparato già la sera prima. Con molta calma parto per Lignano, l'appuntamento con Ricky è alle 9.00 alla darsena di Marina1 a Riviera. Arrivo un po' in anticipo, c'è un po' di nebbiolina e attendendo Ricky mi faccio un altro bel caffè per svegliarmi.
Ricky arriva in anticipo e aspettiamo il gruppo di Oderzo che arriva presto, prepariamo e carichiamo tutto sul gommone e siamo pronti a partire. Anche se il cielo è plumbeo il mare è liscio come l'olio. SI PARTE!!!
Mi scorgo dal gommone e l'acqua è limpidissima e mentalmente mi pregusto gli scatti che farò! Il punto d'immersione è il relitto del B24 "Liberator"  americano abbattuto nella seconda guerra mondiale dalla contraerei. Un immersione semplicissima e veramente suggestiva dal punto di vista biologico! Questa sarà la 30esima immersione che ci faccio sopra. Peccato che prima dell'estate qualche "pirata" per fortuna beccato dalla capitaneria di porto ha staccato e portato via l'ultima grande elica rimasta delle 4. (vedi la foto repertorio) Mentre mentalmente mi immagino l'immersione Ricky incomincia un bel briefing mentre stiamo uscendo dal canale che ci condurrà in mare aperto.  Descriviamo molto bene quella che sarà l'immersione (nessuno del gruppo di Oderzo l'ha fatta prima d'ora) e decidiamo che arrivati sul punto scenderò alla ricerca del relitto e lo pedagnerò per far scendere gli altri. Non è facile beccarlo al primo colpo con l'ecoscandaglio perchè le sue grandi ali sono sollevate di solo un paio di metri dal fondo sabbioso e sono lunghe una trentina di metri. La fusoliera e la coda sono andate distrutte nell'impatto, ma sono ben visibili i rotori delle eliche un carrello ed i sedili di pilotaggio. In genere è letteralmente ricoperto di pesci e vita, visto che è una vera e propria oasi nel "deserto" di sabbia che lo circonda e spesso viene sovrastato da grossi pesci di passo (ricciole, tonnetti, branzini e orate) che lo sorvolano in cerca di cibo. Ancora sto rivivendo le mie immersioni passate quando Rickhy dice "tenetevi" e, usciti dal canale, lancia il gommone a 25 nodi (ha un bel motore di 225 cc e l'aereo è lontano 9 miglia dalla costa). Ci teniamo e schizziamo su quella tavola con il vento umido che ci sferza la faccia. Ad un tratto di colpo il motore si blocca di scatto facendo imbarcare acqua dell'onda di
ritorno sul gommone e facendoci fare un bel balzo in avanti.Ricky esterefatto non capisce cosa possa essere successo e tira su il piede del motore per vedere se si è impigliato qualcosa. Nulla. Prova a rimettere in moto e parte ma non "gira" benissimo e appena ingrana la marcia si stoppa. Il motore è nuovo ed è ancora in garanzia, ma dopo vari tentativi siamo costretti a rientrare con il piccolo motore da 9 cv di riserva. Per fortuna non siamo lontani! Ricky è molto ammareggiato ma noi la buttiamo sul ridere. Purtroppo può succedere.Peccato sarebbe stata una bella immersione che sicuramente rifaremo presto. Rientrando, grazie alla simpatia del gruppo riusciamo a far dimenticare l'accaduto a Ricky e riusciamo comunque a risollevarci il morale per la mancata immersione e per il viaggio non breve fatto a vuoto! Neanche 'sta settimana riesco a mettere la testa in acqua. (La scorsa dovevo provare un rebreather (Azimut) ma il mio amico era bloccato a letto con febbre e questa volta il motore. Va beh faccio uno scatto al gruppo e mi si scarica anche la batteria della digitale ERA DESTINO allora!!!