La tribù delle rocce

Post N° 160


Immersione a Kostrena 24-03-07Marco mi ha fregato 'sta volta ed ha già anticipato tutto nel suo blog. Comunque ora darò la mia versione dei fatti per onor di cronaca.Alle 7 mi suona la sveglia, ci alziamo, facciamo colazione, prepariamo mio figlio, comincio a caricare la macchina (alle 9.30 ci dobbiamo trovare a Duino con Marco) quando mi suona il cellulare. Dall'altro capo Marco che mi fa "Manuel scusa ma mi sono appena svegliato parto fra 5 minuti" Ecco siamo alle solite, penso fra me e me, mai una volta che riesca ad essere puntuale (a parte l'ultima che sono arrivato tardi io a causa di Daniele!!!).Con molta calma partiamo ed arriviamo all'autogril di Duino un po' in anticipo ma non importa il Boh è una scheggia e riesce a ridurre il suo ritardo a soli 15 minuti (niente rimborso biglietto dicono alle FFSS). Al confine carichiamo tutto in macchina mia e partiamo.Bene partiamo per Kostrena e tra il confine Sloveno e quello Croato incontriamo... la NEVE!Il cielo è nuvoloso ma siamo fiduciosi. Arriviamo a Kostrena quasi a Mezzogiorno e dalle nuvole fa capolino il sole. Mia moglie bada al mio piccolo squaletto che durante il viaggio non diceva altro che "maee maeee, tanti pessi", ma le due ore di macchina l'hanno stremato e si è addormentato. Appena si sveglia vuole correre in acqua.
Intanto ci andiamo io e Marco.  Scendiamo su un pianoro di c.a. 5 metri dove Marco si ferma ad ammirare subito i piccolissimi nudibranchi rosa. Ma ci torneremo dopo adesso ci dirigiamo verso la parete. Al bordo, che sprofonda verso i 40, mi fermo, mi
giro e do l'ok a Marco: SI SCENDECi fiondiamo velocemente a 35 mt. e costeggiamo la parete in cerca di astici, ma questa volta il solito crostaceo non lo vediamo.
Proseguiamo l'immersione e troviamo alcuni copertoni  con attaccate alcune vecchie reti. Marco si fionda a liberare 2 Galatee che vi si erano impigliate.
Intorno a questa eroica scena nuota minaccioso un grosso branzino, attirato dall'odore di cibo facile emanato da un piccolo serranide ormai morto rimasto anche lui intrappolato tra quelle spire. Faccio qualche scatto e proseguiamo risalendo lentamente.
Arrivati tra i 25/20 mt. Marco scorge all'apice di una vecchia gomena fluttuante un grosso pesce che non riconosce. Mi fa cenno, mi giro e mi precipito a fotografare un raro Pesce S.Pietro (Zeus Faber) che di solito si incontra a profondità maggiori (Quest'anno è il secondo che vedo, ma questo è il primo di giorno!!!)
Fatto il servizio fotografico proseguiamo incontrando diversi piccoli nudibranchi (Flabelline) e tanti scorfani. Uno appoggiato su un cuscino di Margherite di mare.A 15 mt. facciamo una piccola "deep stop" di un minuto.
Arrivati poi con calma sul pianoro Marco si accanisce su una roccia, mi avvicino e vedo il classico "terrazzino" di ciotoli tipico di una tana di un polpo ed infatti ne scorgo i grossi tentacoli ma Marco lo spaventa con il suo "ferretto" ed il poveretto si rintana. Incuriosite dal movimento, sulla "scena del crimine" si precipitano in un folto gruppetto, delle donzelle per niente infastidite dalla nostra presenza, che vanno a curiosare fin dentro la tana del cefalopode!Fatta la nostra tappa riemergiamo dopo 50 minuti di appagante immersione!
Sopra il diving c'è un ottimo ristorantino che ci attende. Dopo gli ottimi antipasti di pesce ordiniamo un risotto agli asparagi che mia moglie ci aveva consigliato!
Veramente ottimo, ma il povero Marco, ha trovato in mezzo ai chicchi di riso e gli asparagi selvatici, un'ormai defunta formichina! Va beh un po' di carne non uccide nessuno! HAHAHAHAAncora qualche scatto e poi partiamo alla volta dell'Italia.
Un viaggio all'insegna delle risate e delle prese per il "culo" HAHAHAHAMitico Marco, grazie per la divertente giornata che abbiamo trascorso. A presto...LE FOTO dell'evento