La tribù delle rocce

Post N° 162


Chioggia 01.04.2007 Immersione sul relitto “Ewdokia”Ci troviamo a Cittadella (PD) davanti alla sede del mio vecchio Club Fipsas/Cmas (Aquaclub Nautilus Cittadella) alle 06.00. Per fortuna ci ha ospitato Renato a casa sua altrimenti la levataccia sarebbe stata terribile!!! L’imbarco è alle 08.00 a Chioggia (VE). Saliremo sulla Motonave “Birgantino Due” che ci porterà prima sul relitto dell’Evdokia e poi sulle “tegnue” (conformazioni rocciose sommerse più o meno parallele alla costa così chiamate perchè “trattenevano” le reti dei pescatori veneti)
Il Mercantile Evdokia II, nel marzo del 1991 era salpato dal porto Bulgaro di Bargos, nel Mar Nero e stava navigando verso il porto di Venezia, trasportando c.a. 3.000 tonnellate di lamiere di ferro in coils. La nebbia e la troppa fiducia nella strumentazione hanno causato una collisione a c.a. 6 miglia da Chioggi, con il PHILIPPOS, un vecchio cargo dell’Honduras, il quale ha colpito, squarciandolo, il fianco sinistro dell’Evdokia. Gli uomini dell’equipaggio furono tratti tutti in salvo dal Cargo stesso.L’Evdokia è colato a picco adagiandosi sul fondale a -28 mt. Il mercantile è stato bonificato in quanto le strutture più alte della nave ostacolavano la navigazione arrivando vicine alla superficie. Ora il punto meno profondo si trova a -12 mt. La nave misura oltre cento metri di lunghezza con una stazza di quasi 1500 tonnellate (Vedi QUI)
Durante il tragitto affiancano la barca due delfini che sembrano volerci accompagnare e salutare. Purtroppo non sono abbastanza veloce e non riesco a scattare nemmeno una foto! (la foto è stata scattata da Piero Mescalchin) Arriviamo sulla boa d’ormeggio alle 8.30. Io mi immergerò da solo e seguirò il primo gruppo guidato da Franco Istruttore M1 Fipsas/CMAS e lo coadiuverò nella gestione dell’immersione.  L’immersione la faremo all’esterno del relitto in quanto la penetrazione richiede una preparazione specifica che i ragazzi del gruppo ancora non hanno.
Scendiamo lungo la cima che arriva sul ponte della nave. C’è corrente e la visibilità è scarsa. Mentre il gruppo costeggia la fiancata della nave verso prua, io li seguo dal fondo dove lo scafo sprofonda nella melma, nella speranza di qualche scatto decente e qualche incontro con la fauna locale. Purtroppo la scarsa visibilità non mi consente di fare foto decenti e farò qualche scatto in bianco e nero per rendere le immagini più suggestive.
Percorro la passeggiata sul ponte di coperta dove ha trovato casa un bel Grongo e mentre esco sul fianco della nave scorgo il gruppo che si precipita a vedere il padrone di casa che, vista l’orda, si va a nascondere negli anfratti più reconditi del relitto.
Il computer mi segnala che sono andato “fuori curva” e quindi dovrò fare una sosta di qualche minuto più lunga. Riemergo dopo c.a. 51 minuti con l’acqua a 11° Per fortuna che con la stagna sto al calduccio. Ho lasciato il mio tributo a Poseidone (Come direbbe Domenico)!!! Mentre ero in deco mi è scivolata la pila sul relitto, ho provato a seguirla ma si è andata ad infilare tra le lamiere del relitto!!!    Immersione “Tegnua Aquaclub Nautilus” 
Cambiamo la bombola e ci prepariamo per la seconda immersione che faremo sulla “Tegnùa” del Club.
Ci ormeggiamo alla Boa gialla che porta il nome del Club “AQUACLUB NAUTILUS” grazie a Piero Mescalchin, documentarista, e socio del club (nonché mio maestro di video sub), fondatore e fautore della zona di Tuela biologica delle “Tegnue di Chioggia" 
Questo sito di immersione si trova all'interno dell'area 1 della Zona di Tutela Biologica. La realizzazione e la gestione dei percorsi subacquei è stata affidata all’Aquaclub Nautilus di Cittadella (PD). L'affioramento roccioso fa parte di un complesso principale delle Tegnùe di Chioggia di cui rappresenta l'estremità di una propaggine. Il fondale circostante ha una profondità di circa 20 metri mentre le rocce raggiungono profondità inferiori a 17 metri. Le rocce assumo una caratteristica disposizione a forcella, al centro della quale è stata collocata la boa di ormeggio.
Scenderemo ad una profondità max. di 21 metri seguendo il percorso sagolato posato dai soci del Club appena istituita la boa per una lunghezza totale di 210 metri c.a.. Questa volta seguo Renato e Walter due allievi di Terzo grado. Mi discosto da loro e seguo la base delle rocce cercando qualche pesce che predilige il fondale sabbioso (come sogliole, rombi o Capponi) ma ci sono solo dei conidi e qualche paguro.
Mi soffermo a fotografare un bel grongo ma purtroppo a causa della corrente e della notevole sospensione gli scatti non mi vengono un granché!
 Arriviamo al corpo morto dove dobbiamo iniziare la risalita. Lascio scorrere tutto il gruppo controllando se ci sono tutti  e poi faccio ancora qualche scatto all’ambiente circostante.Sono di nuovo andato “fuori curva”  ma ‘sta volta mi dovrò sciroppare c.a. un quarto d’ora di deco. Saluto tutti quelli che hanno terminato la loro sosta di sicurezza e comunico che io mi fermerò sulla cima per il tempo impostomi dal computer.Renato riemerge e mi osserva dalla superficie attaccato alla Boa e ogni tanto scende a vedere se sto bene.
A parte il freddo che dopo i miei 72 minuti di immersione comincia a farsi sentire anche attraverso la stagna e la noia di starsene appeso ad una catena in balia della corrente, va tutto bene ho ancora 90 bar nella bombola e quindi mi rilasso ed osservo il blu torbido che mi circonda, ogni tanto spunta qualche fluttuante medusa Noctilia portata dalla corrente con i suoi lunghi e filamentosi tentacoli. Finito il tempo previsto dal mio computer riemergo. Sono le 11.50 e sono tutti affamati e mi attendono già con il piatto in mano.Mi tolgo e sistemo l’attrezzatura e mi godo un ottimo piatto di spaghetti con le vongole prese la mattina al grande mercato ittico adiacente alla zona d’imbarco, cucinata con maestria dal Comandante della barca, seguito poi dal Caffè e da un ottimo dolce a base di cioccolata. Il tempo si è sistemato e splende il sole, attracchiamo, scarichiamo tutto e decidiamo di andare a farci una passeggiatina sul lungomare di Sottomarina di Chioggia. Mio figlio vuole vedere tutte le fontane ed il mare (l’acqua esercita su di lui un’attrazione irresistibile, chissà da chi avrà preso???) Un altro buon caffè e un gelatino per concludere magnificamente questa splendida giornata e poi ci attende il viaggio di rientro per Udine.Ho concluso la mia settimana di ferie egregiamente e sono pronto a tornare al lavoro (PURTOPPO) completamente ritemprato e rigenerato. LE ALTRE FOTO