Creato da googlearth2 il 03/12/2010

Guarda e passa

Hic et nunc...nella condizione "senza forma". Prosit.

 

 

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Let it be.

Post n°48 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da googlearth2

Quel giorno.

Non scorderò mai com'è successo.

Ho lasciato che fosse.

A quel mio '?', io ho dato risposta.

A quel bivio..ho scelto...Me...e non solo per Me.

Senza troppe parole..senza decisi rimorsi...senza offusca(n)ti pensieri...senza verun cigolamento tumultuoso.

Con gli occhi lucidi ma senza lacrime a solcare il viso...ma soprattutto..senza insicurezze...ho lasciato che fosse.

Come figure geometriche, io e Te..abbiamo entrambi spigoli ma forme e consistenze diverse, e fondamentalmente il tuo pieno non scivola(va) nel mio vuoto..ed il mio vuoto non plasma(va) il tuo pieno...

Non esisteranno più due corpi in cerca di quella linea che li accomuna per legarsi tra loro e combaciare...ed io a distanza di tempo, oramai...provo un senso di leggerezza nel percepire un corpo solo, il mio...e di decidere solo io cosa farne, dove metterlo, come svuotarlo e come riempirlo..

Solitaria, apparentemente tranquilla e a tratti impetuosamalinconicairrequieta...lo sono sempre stata. L'inquietudine si è radicata in me..ma una nuova forza ora mi accompagna...e solo in una fantasia pittorica riesco a descrivere di che forza si tratti. Avevo decisamente meno inverni quando ho fatto della sofferenza una base d'appoggio...e sono brava a 'scansare' le gioie..ma non il dolore..però i miei sensi, in quest'ultimo periodo, per qualche strana alchimia, hanno smesso di essere agitati...Nessuna corrosione nell'anima...nessuna perdizione nell'animo...nessuna idropisia di pensieri degenerativi e fuorvianti.

Non so tante cose, è vero...ma una cosa la so.

Ho scelto..e so che non me ne pentirò.  

Io? Ho bisogno di quella leggerezza dell'Essere Me...d'essere Me...anche in formule diverse..nuove..

E Tu? Smettila di far-ti/mi ciò che stai facendo e...lascia che sia.

 

"La capacità di stare da soli è la capacità di amare. Può apparirti paradossale, ma non lo è. E' una verità esistenziale: solo le persone in grado di stare da sole sono capaci di amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell'altra persona, senza possederla, senza diventare dipendenti dall'altro, senza ridurla a un oggetto e senza diventarne assuefatti. Le riconoscono libertà assoluta, perché sanno che se l'altro se ne va saranno felici come lo sono adesso: l'altro non può privarli della loro felicità, perché non è da lui che arriva." (Osho)

 
 
 
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"In ogni caos c'è un cosmo, in ogni disordine un ordine segreto." (CGJ)

 

Era una ragazza semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie, e se la vita è carogna non importa, una ragione buona per sorridere la trovi comunque. Era un tipo così. Ed era carina, questo bisogna dirlo. Non del genere vistoso, quelle che ti giri a guardarle. Più semplice. Ma aveva qualcosa che ti accalappiava, niente da dire, ce l'aveva. Come una specie di limpidezza, di trasparenza. Era quel tipo di donna che quando ce l'hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessuna altra parte. Non so se avete presente. Ma è una cosa rara. E bellissima, nel suo genere.(A.B.)

 

 

- Magari non era affatto la donna della sua vita. Probabilmente era solo una stupidella viziata e vagamente frigida, lo sa?- disse.

- No, non lo era - disse l'uomo. Poi disse che era sicuramente la donna della sua vita.

- E perchè?

- Perchè era cattiva. Era matta, cattiva, e tutta sbagliata. Era vera, se capisce cosa voglio dire. Era una strada piena di curve assurde, e correva in aperta campagna, senza preoccuparsi mai di tornare. Senza nemmeno sapere bene dove stava andando.

Fece una piccola pausa.

- Era una di quelle strade su cui ci si ammazza. -

 

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Quando si ama qualcuno, si ha sempre il tempo per quella persona. E se quella non viene da noi, allora noi l’aspettiamo. In questo modo, aspettare diventa tanto imperativo quanto respirare. Ma a respirare impariamo proprio aspettando. L’attesa ci insegna a convivere con l’assenza, e noi finiamo per affezionarci a un sogno come se fosse vero. Allora, la vita si trasforma in una stazione ed è il vento ad annunciarci l’arrivo del treno, prima ancora del colpo d’occhio. L’amore nell’attesa ci insegna a vedere il futuro, a desiderarlo, a organizzare ogni cosa affinché sia possibile. E’ forse per questo che ho già imparato ad aspettare, rimettendo alla vita tutto quello che non so, o non posso scegliere. Perché è più facile aspettare che desistere. E’ più facile desiderare che dimenticare. E’ più facile sognare che darsi per vinti. E, per chi vive sognando, è molto più facile vivere. (M.R.P.)

 

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“Non c’è uomo […] che differisca più da un altro che da sé stesso nel corso del tempo”

 

La mia mente sentii fendersi come se il mio cervello si fosse spaccato.

Cercai di ricongiungere i due orli ma non riuscivo a farli combaciare.

Il pensiero anteriore al successivo tentavo in ogni modo di allacciare ma la sequenza era un groviglio muto, gomitoli sul pavimento sparsi.

(n.937 E.D.)

 

"La strana intimità di quelle due rotaie. La certezza di non incontrarsi mai. L'ostinazione con cui continuano a corrersi di fianco." A. B.

 

"La gente pensa che la cosa peggiore sia perdere una persona a cui si vuole bene. Beh, si sbaglia. La cosa peggiore è perdere sé stessi mentre si vuole troppo bene a qualcuno, dimenticarsi che anche noi siamo importanti. Per cambiare ci vuole coraggio…per buttare giù certezze e ricostruirne, cancellare abitudini e reinventarne ci vuole forza...ma quando inizi a guardarti allo specchio senza riconoscerti, forse il cambiamento è l'unica via d'uscita degna di considerazione. "

 
 

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